Aquileia valorizza l'Altare della Vittoria del 238

Dopo oltre un decennio di solleciti da parte del movimento culturale del Fogolâr Civic, ora il nuovo allestimento del Museo Archeologico aquileiese rende espresso omaggio al valore identitario del prezioso cimelio inerente all'epica resistenza della città contro l'imperatore Massimino il Trace.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Soddisfazione esprime il Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico “Fogolâr Civic” per la riscontrata valorizzazione, presso il riallestito Museo Archeologico di Aquileia, di quell'Altare della Vittoria, commemorativo della paradigmatica resistenza della città contro l'imperatore Massimino il Trace nel 238, ora quanto meno posto all'ingresso della struttura, con dedicata didascalia se non esauriente, richiamate almeno il visitatore ad una potente eppure soggettiva lettura identitaria dell'antico cimelio. Da oltre un decennio, il Fogolâr Civic scrive a vari livelli istituzionali per sollecitare debite attenzione e promozione culturale di un reperto dal quale si trae anche la moderna insegna della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Il sodalizio, in anni passati, aveva persino proposto il trasferimento del manufatto al centro dell'aula del Consiglio regionale! La delegazione “fogolarista” giunta da Udine ad Aquileia, venerdì 3 agosto 2018, per l'inaugurazione dei nuovi allestimenti museali è, però, rimasta molto contrariata nel veder collocati miseramente a terra, all'ingresso della sede espositiva, reperti di grande pregnanza storica quali addirittura il bassorilievo raffigurante la fondazione della città stessa! “Il fatto che, spesso, nelle didascalie nemmeno si accenni, pur brevemente, ad ipotesi interpretative, connesse ai cimeli, ipotesi che nulla tolgono alla verità ed invece aggiungono in suggestione, non porta ad esprimere grandi entusiasmi: l'ipotetica testa di Massimino il Trace, presentata asetticamente come ritratto di un personaggio anonimo d'alto rango, senza la minima segnalazione della ventilata eventualità che si tratti proprio dell'imperatore cui gli aquileiesi opposero strenua resistenza di popolo, rende meno stimolante l'offerta museale” ha commentato il presidente del Fogolâr Civic, prof. Alberto Travain: “Non si tratta, infatti, di sacrificare il rigore scientifico dei dati proposti, ma di considerare che ogni oggetto storico non appartiene soltanto alla scienza che dovrebbe analizzarlo, ma anche alla cultura che lo ha generato ed a quella che lo custodisce, pienamente titolata anch'essa a riconoscervi significati vivi e peculiari, anche esulanti dal dato originario”. La delegazione sociale in visita ad Aquileia era guidata dal prof. Travain, leader del Fogolâr Civic nonché del Circolo Universitario Friulano “Academie dal Friûl” e del Coordinamento Euroregionalista “Europa Aquileiensis”, e dalla prof.ssa Renata Capria D'Aronco, presidente del Club per l'Unesco di Udine oltreché dell'Arengo popolare udinese.

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