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Immagine d'archivio

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Gemme, asce e pugnali: oltre 200 reperti trafugati tornano alla luce

Tra gli oggetti figurano 108 pietre romane incise. Alcune di queste descritte addirittura da Plinio. Il recupero è avvenuto in seguito alle indagini sulla rapina avvenuta alla filiale della CariFvg di Cervignano

Oltre 200 reperti e manufatti archeologici di eccezionale valore storico artistico risalenti a diversi periodi che vanno dal pre-protostorico al paleocristiano, sono stati recuperati dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del comando Provinciale di Udine e dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Venezia nell'ambito delle indagini su una rapina alla filiale della CariFvg di Cervignano.

La maggior parte dei reperti e' stata rinvenuta all'interno del caveau della Banca "Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia" di Cervignano, dove giacevano forse da decenni, in cassette di sicurezza aperte e poi abbandonate dai malviventi. I reperti, in buono stato, probabile frutto di vecchi scavi clandestini e al momento depositati nel Museo Archeologico Nazionale di Aquileia, potranno essere studiati per la prima volta dagli esperti e restituiti alla collettivita'. I manufatti ritrovati provengono quasi tutti dal sito di Aquileia, in particolare le 108 gemme incise che venivano lavorate sul posto e poi esportate in ogni angolo dell'Impero. Le gemme sono considerate tra i più preziosi reperti archeologici del mondo classico, descritte in maniera esaustiva gia' duemila anni fa da Plinio nel XXXVII libro della Historia Naturalis. Tra le pietre preziose recuperate dai militari dell'arma vi sono corniole, agate, nicoli, diaspri, lapislazzuli, cristalli di rocca, un cammeo, tutte incise con sorprendenti miniature che si ricollegano al vasto patrimonio iconografico del mondo greco-romano. Fra questi si distingue un esemplare in diaspro rosso di grandi dimensioni riconducibile alla categoria delle gemme magiche di origine orientale con raffigurazioni di divinita' e iscrizioni in greco.

Di notevole importanza anche il ritrovamento di altri reperti in metallo (asce, pugnali, cuspidi di lancia e lingotti di rame) per lo piu' risalenti alla tarda eta' del bronzo, testimonianza degli importanti insediamenti protostorici nell'area aquileiese.

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