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Una panoramica della laguna

Una panoramica della laguna

Laguna: Tondo promette dragaggi entro 90 giorni, ma resta l'incertezza

Ad Aprilia Marittima permangono l'incertezza e il sospetto che si tratti dell'ennesima trovata per prendere tempo. In caso contrario l'economia locale andrebbe al collasso

Resta l'incertezza ad Aprilia Marittima dopo la recente dichiarazione del presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo, che ha annunciato l’avvio dei dragaggi nella laguna di Grado e Marano entro 90 giorni. Operatori, artigiani e imprenditori sono fortemente scettici sulla possibilità che gli scavi vengano avviati prima delle prossime elezioni quando invece si tratta di lavori di assoluta emergenza che devono essere ultimati entro marzo 2013, altrimenti verrà compromessa inevitabilmente la prossima stagione estiva. Sorge un altro interrogativo: agli inizi del 2012 nell'area di Grado i dragaggi sono stati eseguiti con decreto d'urgenza, quindi le categorie di Aprilia Marittima si chiedono perchè secondo la Regione è necessario aspettare altri 90 giorni quando, nemmeno due settimane fa, è stato comunicato che nella laguna non c'è alcuna forma di inquinamento nè di rischio per la salute pubblica. 

Pur constatando la volontà di Tondo di portare a termine dopo anni di attesa un’operazione di vitale importanza per la sopravvivenza del turismo, della nautica e di un intero contesto sociale ed occupazionale, resta il sospetto che si tratti dell'ennesima promessa studiata ad hoc per prendere altro tempo e rimandare la soluzione del problema. Allo stesso tempo, viene apprezzato l’impegno del sindaco di Latisana, Salvatore Benigno, che ha continuato a sottoporre il problema all’amministrazione regionale per arrivare a una soluzione in tempi rapidi, ma le categorie devono constatare che gli sforzi del primo cittadino saranno inutili se non verranno adeguatamente recepiti dalla Regione. 

Negli ultimi mesi le categorie di Aprilia Marittima hanno sottolineato incessantemente le proprie preoccupazioni relative alla prossima stagione estiva, a causa dei sedimenti che ostruiscono il canale Coron e rendono impossibile la navigazione. Dopo l’andamento negativo dell’estate 2012, queste paure sono aumentate quando nel corso di gennaio 2013 sono state disdette le prime prenotazioni di alberghi, appartamenti e posti barca, privilegiando le darsene slovene e croate che minacciano di appropriarsi della clientela abituale della laguna. Dal 2010 al 2012 le locazioni turistiche hanno subito un calo del 25% e l'affitto dei posti barca del 30%, portando alla chiusura di venti aziende in due anni, con una diminuzione del fatturato artigianale e commerciale del 20%. Numeri preoccupanti che minacciano i posti di lavoro e la sopravvivenza di un migliaio di famiglie. Per tutti questi motivi è stato chiesto ripetutamente che i lavori di scavo partano con assoluta emergenza.

Dopo l’annuncio del governatore Tondo, tutti i soggetti gravati da questa situazione continuano a sottolineare che questa pericolosa tendenza dev'essere invertita a tutti i costi, altrimenti sarà inevitabile il collasso di una parte importante dell’economia della laguna di Grado e Marano. Operatori, artigiani e imprenditori sottolineano la necessità che queste promesse si concretizzino nei fatti, diversamente sarà impossibile promettere a turisti e diportisti una laguna agibile in tempi ragionevoli. Tutte le categorie interessate dal problema, che recentemente hanno chiesto l’avvio dei dragaggi entro la fine di gennaio, chiedono quindi alla Regione che non venga fatto passare altro tempo prezioso. 

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