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Una situazione di disagio dopo l'avvio del porta a porta

Una situazione di disagio dopo l'avvio del porta a porta

Passo indietro del Comune sul porta a porta: sì alle isole ecologiche

Approvato l'ordine del giorno presentato dal consigliere dem Alessandro Venanzi, che prevede l'istituzione di isole ecologiche nelle zone densamente abitate

La Giunta cede su isole ecologiche e cestini per mozziconi e deiezioni canine. Una vittoria parziale per l'opposizione e per i Consumatori attivi, che lascia l'amaro in bocca soprattutto ad Alessandro Venanzi, capogruppo Pd che aveva presentato l'ordine del giorno poi approvato riguardante la realizzazione di isole ecologiche nelle aree densamente popolate. Queste le parole di Venanzi:

Cambiare idea parecchie volte è sinonimo di intelligenza, ma temo non in questo caso. Non posso che esprimere la massima soddisfazione per l’approvazione all’unanimità del mio ordine del giorno che chiedeva, dopo le perplessità di numerosi cittadini sul nuovo sistema di raccolta, la realizzazione di isole ecologiche con cassonetto intelligente, o con chiave, nelle zone densamente abitate e caratterizzate dalla presenza di condomini. Oltre al mantenimento dei cassonetti per il verde. Spiace solo non essere stati ascoltati prima, dopo un anno di dibattito su questo perverso sistema di raccolta che oltre ad essere obsoleto porterà disagi e un aumento certo della tassa sui rifiuti, senza calcolare i costi sommersi per chi abita in condominio.

Le perplessità però in seno a opposizione e cittadini permangono e si riferiscono, tra le altre cose, anche al dubbio su un probabile aumento della Tari. A perplimere il consigliere dem è il fatto che, approvando l'ordine del giorno, la giunta è come se facesse un passo indietro sulle sue decisioni, che parò sarebbe potuto arrivare prima evitando alcuni disagi ai cittadini che hanno cominicato con il nuovo sistema di raccolta per primi.

L’ordine del giorno rappresenta la perfetta sintesi di quello che come opposizione, ed associazioni, chiediamo da tempo. Questo ennesimo cambio di rotta da parte della maggioranza, nei fatti, palesa il fallimento dell’avvio del nuovo sistema di raccolta e la votazione unanime in consiglio comunale allo stesso tempo manda un messaggio molto chiaro al sindaco che per la prima volta viene smentito dai “suoi”. Si continua a procedere a “tentoni” su tutto dove a farne le spese sono sempre i cittadini udinesi. 

La Tari

A non fermarsi è stata la polemica rispetto al probabile aumento della tassa sui rifiuti, paventata dai capigruppo del Movimento 5 stelle Domenico Liano e di Prima Udine Enrico Bertossi. Per entrambi è inevitabile che un aumento, anche se l'assessore al Bilancio, Francesca Laudicina, ha negato che ci possa essere al momento una variazione, anche se ha dichiarato che è impossibile escluderla categoricamente in futuro.


 

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