Tassisti: perso il 90% del fatturato, "Chiamateci, siamo sicuri"

L'appello dei tassisti di Udine che hanno garantito il loro servizio anche durante il lockdown. A bordo dei veicoli schermi in plexiglass

In due mesi di lockdown, i tassisti di Udine hanno perso il 90 per cento del loro fatturato e anche la ripresa del settore si prospetta difficile. Pur avendo continuato il servizio anche nella fase uno, i 63 tassisti della provincia di Udine, di cui 40 attivi in città, sono in crisi.

Sicurezza

In queste settimane si sono organizzati per garantire la massima sicurezza all’interno dei veicoli, per sé e per i clienti, "che non devono avere timori" chiarisce il capocategoria provinciale dei tassisti di Confartigianato-Imprese Udine, Sandro Modonutti: "Abbiamo adottato tutte le misure necessarie. Indossiamo guanti e mascherina, trasportiamo al massimo due persone per volta, rigorosamente dietro e in caso di una sola persona la facciamo sedere a destra, il più lontano possibile dal conducente". A bordo dei taxi non mancano naturalmente i gel igienizzanti e tra i conducenti c’è qualcuno che ha iniziato a installare schermature in plastica, a ulteriore garanzia del distanziamento. "Non lasciamo nulla al caso - continua Modonutti -. Ogni volta che un cliente scende disinfettiamo portiera, sedile e maniglia. Lavoriamo a giorni alterni, così da utilizzare il giorno di pausa per disinfettare l’auto da cima a fondo. Insomma, l’attenzione è massima e l’appello che rivolgiamo alle persone è che ritornino a prendere il taxi con tranquillità".

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Il servizio

Durante la fase di lockdown, il traffico si era fermato anche in città e in provincia. Ma i taxi hanno continuato a garantire il servizio. "Siamo andati avanti per spirito di servizio, ci siamo sentiti al fronte, poco meno che soli in una città deserta - racconta ancora il capocategoria che l’emergenza, come i colleghi, l’ha vista in presa diretta, dal parabrezza della sua auto -. All’inizio avevamo un po’ di timore, poi è passato, ci siamo attrezzati, oggi mascherina, guanti e disinfettanti sono diventati la nostra nuova routine". Dal più giovane dei tassisti udinesi al più anziano, 24 anni il primo, 70 l’ultimo, c’è grande voglia di ripartire. Di tornare un punto di riferimento per Udine e i tanti che ante emergenza prendevano il taxi d’abitudine. "Noi ci siamo - conclude Modonutti spalleggiato dal presidente del radiotaxi di Udine, Massimo De Vit - e diciamo ai clienti: usate i nostri mezzi perché sono sicuri".

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