Lunedì, 27 Settembre 2021
Cronaca

«Sanità, la Regione inverta la rotta», l'appello della Cgil di Udine

La Cgil di Udine chiede una svolta radicale: «Potenziare gli organici negli ospedali e nel territorio». Allarme su tracciamenti e diagnostica

I numeri dei contagi e dei decessi ma, soprattutto, la situazione sempre più critica dei presidi ospedalieri, ha indotto la Cgil di Udine a lanciare un nuovo appello ai vertici ragionali del Fvg.

Ospedali al collasso in Fvg

«Una radicale inversione di rotta della governance regionale che, superando un’impostazione propagandistica, inizi a rispondere ai bisogni reali della cittadinanza». È quanto chiede il comitato direttivo della Cgil di Udine in un documento firmato all’unanimità, relativo alla situazione di crescente gravità del quadro epidemiologico e sanitario in regione. La Cgil provinciale, in particolare, chiede «un rapido processo di adeguamento degli organici e delle strutture a servizio della salute pubblica, iniziando dal ripristino di un efficace tracciamento delle positività Covid e potenziando le fila di chi opera in termini di assistenza sanitaria e del personale degli appalti, sia negli ospedali che nel territorio, anche grazie a disponibilità finanziarie di manovra senza precedenti nella storia del Friuli Venezia Giulia».

Altre patologie

Fondamentale inoltre, sottolineano il segretario provinciale Natalino Giacomini e tutti i componenti del direttivo, «ristabilire un sistema diagnostico preventivo attualmente pressoché paralizzato, per consentire anche alle persone affette da altre patologie di avere accesso alle cure», e «una riqualificazione qualitativa dei tavoli di confronto con le parti sociali, che superi l’attuale formalismo già denunciato dalla Cgil regionale, che permetta confronti di merito finalizzati a fornire risposte concrete e soluzioni al servizio della comunità regionale, per tentare di superare al meglio le drammatiche contingenze».

La richiesta

La Cgil friulana sollecita la Regione a «un’azione di governo che punti all’obiettivo di preservare concretamente la salute dentro e fuori i luoghi di lavoro, per riconfermare la centralità del lavoro propria del dettato costituzionale e per consentire al già provato tessuto produttivo provinciale di essere pronto a cogliere l’auspicabile prospettiva di ripartenza del dopo Covid, nella consapevolezza che la coesione tra tutti gli attori in campo, rafforzata dalla condivisione delle scelte, sia un fattore determinante per superare situazioni straordinarie di crisi e di difficoltà come quella attuale».

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