Fase due a rischio blocco: autotrasportatori Fvg non pagati

La categoria non si è vista saldare le fatture dai committenti. Adami:"La sottocapitalizzazione del settore è un dato di fatto. Non è più in grado di reggere questa emergenza, ma se crolla la catena logistica del trasporto, collassa la Fase 2"

Gli autotrasportatori hanno garantito il proprio servizio per tutta la durata della fase uno, ma una volta terminata questa, non si sono visti saldare le fatture da parte dei committenti e ora la categoria lancia l'allarme.

Reperibilità

Il settore è stato fondamentale durante queste ultime settimane, perché ha consentito di mantenere sempre reperibili i beni essenziali e di recapitare a casa gli acquisti online. A denunciare, però, la situazione di crisi in cui il settore dell'autotrasporto regionale si trova, è Stefano Adami, presidente di Confartigianato Trasporti Fvg: "Le nostre aziende stanno vivendo un grave problema di liquidità dovuto alla mancanza dei pagamenti da parte dei committenti – spiega, cui si aggiunge  l’aumento dei costi di gestione dell’attività per la perdita dei viaggi di ritorno e gli anticipi della cassa integrazione ai dipendenti".

Blocco fase due

Adami, inoltre, descrive quella che può essere considerata una crisi dentro la crisi, ossia "la sottocapitalizzazione del comparto, che non è in grado di sostenere ancora a lungo un’emergenza come questa. Ma se crolla la catena logistica del trasporto – avverte -, collassa l’intero apparto produttivo e distributivo regionale e italiano, mettendo in ginocchio la ripresa della Fase 2".

Possibili interventi

Per tutti quegli autotrasportatori che non si sono visti pagare le fatture, servono quindi interventi concreti, elencati da Confartigianato Trasporti Fvg e diretti alle istituzioni. "Occorre un provvedimento di anticipo immediato sulle fatture non pagate dalla committenza e varare un provvedimento che fissi il termine di 60 giorni, al massimo, per il pagamento – elenca Adami -; serve una riduzione delle polizze Rc Auto, dato che gran parte del parco veicolare è fermo e il rischio incidentalità è quindi inferiore; bisogna intervenire sull’abbattimento delle principali voci di costo, cioè gasolio, con la riduzione dell’accise, pedaggi autostradali, tassazione del costo del lavoro". Non da ultimo, Adami sostiene la necessità di "tutelare le imprese nazionali, limitando il più possibile il lavoro delle imprese estere sul mercato nazionale". Anche in questo caso, Confartigianato Trasporti Fvg ha individuato una pista di lavoro: "Lo sgravio fiscale ad aziende che conferiscono incarico di trasporto a vettori locali e italiani a fronte di tariffe eque".

Europa

La sopravvivenza delle piccole e medie imprese artigiane dell'autotrasporto riguarda, però, anche l'Europa. Da qui la sollecitazione di Adami alle istituzioni e anche agli europarlamentari affinché "sia approvato con urgenza il 'pacchetto mobilità', contrastato e rinviato dai Paesi dell’Est Europa, per avere chiarezza e omogeneità di regole nel settore ed evitare il dumping sociale". Se i problemi ci sono, ci sono dunque anche le possibili vie d’uscita. "Si avvii un confronto costruttivo tra le istituzioni e la categoria – conclude il presidente di Confartigianato Trasporti Fvg –, per programmare le fasi d’uscita da questa emergenza economica".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Fvg con il fiato sospeso per il mini-lockdown, la lista dei comuni a rischio

  • Nuova ordinanza della Regione, ecco cosa non si può più fare

  • Schianto lungo la strada regionale: perde la vita una donna

  • Il Friuli Venezia Giulia rischia la zona rossa

  • Niente mini zone rosse, Fedriga fa dietro front: si ai tamponi per tutti

  • Coronavirus, cala il numero dei tamponi ma sale la percentuale di contagiati in Fvg

Torna su
UdineToday è in caricamento