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Legalità e appalti, accordo tra Comune di Udine e Prefettura

La firma è avvenuta oggi a Palazzo D'Aronco: scopo dell'accordo è prevenire eventuali infiltrazioni mafiose e aumentare la trasparenza dei pubblici appalti

Promuovere il potenziamento dei controlli antimafia, al fine di prevenire le infiltrazioni criminali e assicurare la tutela della legalità e della trasparenza nell'ambito dei pubblici appalti. È questo, in sintesi, l'obiettivo che il Comune e la Prefettura di Udine si pongono con la sottoscrizione di un protocollo siglato oggi, 7 luglio, a palazzo D'Aronco dal sindaco Furio Honsell e dal prefetto Provvidenza Delfina Raimondo, alla presenza del questore di Udine, Claudio Cracovia, del comandante provinciale della Guardia di finanza, colonnello Stefano Commentucci, e dal comandante provinciale dei Carabinieri, colonnello Roberto Del Piano.

Il ministero dell'Interno, già nel 2003, aveva approvato un decreto con cui disciplinava le procedure di monitoraggio delle infrastrutture e degli insediamenti industriali connessi alla realizzazione delle “grandi opere” per la prevenzione di tentativi di infiltrazione mafiosa. Decreto poi esteso a tutte le opere pubbliche attraverso un ampliamento dei poteri del prefetto di accesso ai cantieri. Nel 2010, poi, era stata approvata anche la legge sul “Piano straordinario contro le mafie”, che prevedeva, tra l'altro, la tracciabilità dei flussi finanziari connessi ai contratti pubblici di lavori, servizi e forniture di beni. Proprio il settore dei contratti pubblici, infatti, continua a essere tuttora una delle aree più esposte ai tentativi di infiltrazione delle mafie, ma anche alle interferenze e pressioni dei comitati d'affari e della criminalità comune.

“L'esperienza – spiega Honsell – ha dimostrato che i protocolli di legalità assumono una valenza significativa nella capacità di anticipare la soglia delle verifiche e, di conseguenza, della prevenzione antimafia, in quanto rafforzano la rete di monitoraggio e consentono di estendere i controlli a forniture e prestazioni di servizi altrimenti escluse dalle cautele antimafia. Udine è tra i primi Comuni capoluogo d'Italia ad aderire a questo protocollo, che come amministrazione ci permetterà di tenere sotto controllo l'intera filiera degli appalti. Ringrazio il segretario generale del Comune, l'avvocato Carmine Cipriano, e i suoi uffici per l'impegno con cui hanno lavorato a questo importante accordo”.

Ma cosa prevede, nel concreto il protocollo? Il Comune di Udine, quale stazione appaltante, si impegna ad adottare e a inserire negli atti di gara e nei contratti, così come nei capitolati speciali d'appalto, alcune clausole idonee a incrementare la sicurezza degli appalti e la trasparenza delle relative procedure. Con questo obiettivo acquisirà dalle imprese esecutrici alcuni dati significativi come, ad esempio, la matricola Inps, documenti attestanti la regolarità contributiva dell'azienda attraverso il Durc o certificazioni relative alla regolarità dei versamenti delle ritenute fiscali sui reddito di lavoro dipendente e alla tracciabilità dei flussi finanziari. Tutte informazioni che entro una settimana saranno poi trasmesse alla Prefettura per il monitoraggio di sua competenza.
Da parte dell'appaltatore, invece, ci sarà l'obbligo, a inizio lavori, di comunicare alla stazione appaltante l'elenco di tutte le imprese, anche con riferimento ai loro assetti societari, coinvolte in maniera diretta o indiretta nella realizzazione dell'opera a titolo di subappaltatori e di subcontraenti.

Il protocollo, che avrà una durata di tre anni, prevede inoltre una serie di clausole specifiche per la risoluzione automatica del vincolo contrattuale a seguito di esito interdittivo delle informative antimafia. In questo caso il contratto sarà risolto di diritto con l'applicazione di una penale del 10% del valore dell'appalto, subordinando comunque la rescissione all'avallo dell'Autorità Nazionale Anticorruzione.

Il Comune sarà anche obbligato a trasmettere alla Prefettura la pubblicazione dei bandi di gara nel caso di opere pubbliche di importo pari o superiore alla soglia comunitaria (quelli superiori a 5 milioni 186 mila euro), gli appalti di servizi e forniture di importo uguale o superiore a 207 mila euro e i sub-contratti di qualunque importo.

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