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Fatmir Kurti e la cuoca di Re Pizza di fronte al locale di via Bertaldia

Fatmir Kurti e la cuoca di Re Pizza di fronte al locale di via Bertaldia

Riapre il locale di via Bertaldia, a scommettere con la pizza è l'albanese Fatmir Kurti

Il celebre ristoratore albanese ha deciso di aprire una pizzeria nel quartiere vicino a viale Ungheria anche per lanciare un segnale ai cittadini

Il locale dove prima c'era il "Ristorantino da Maria" ha un nuovo gestore e questa volta si potrà mangiare anche la pizza, grazie a Fatmir Kurti, già conosciuto per i tanti locali aperti a Udine e provincia negli ultimi vent'anni.

Il ristorante

La morte di Emiliano Bearzi, gestore del "Ristorantino da Maria" di via Bertaldia, aveva lasciato a settembr 2017 tutti sgomenti, perché lui era una persona molto conosciuta non solo nel mondo della ristorazione, ma anche in quello dello sport cittadino, in quanto grande tifoso di calcio e basket. La sua morte aveva lasciato "orfano" anche il quartiere, uno di quelli considerati più difficili dagli udinesi. Da allora la gestione del ristorante è passata nelle mani di un altro ristoratore, che l'ha tenuta per circa un anno salvo poi sancirne nuovamente la chiusura. Un brutto colpo per via Bertaldia, che sta facendo della convivialità dei suoi locali un punto di forza imprescindibile, visto che in una manciata di metri convicono anche l'osteria da Lucia e il circolo Arci MissKappa. A risollevare le sorti del locale ci ha dunque pensato un altro ristoratore ben noto a Udine, ovvero Fatmir Kurti, già titolare di numerosi locali tra cui Mondo Pizza.

Re Pizza

Da un paio di mesi, Kurti ha deciso di rilevare la gestione del locale di via Bertaldia e aprire una pizzeria che offre oltre 20 pizze classiche, maxi e normali, 10 pizze speciali e diverse focacce, oltre a piatti da ristorante cucinati da una cuoca calabrese che garantisce la massima qualità con una cucina mediterranea. «La nostra specialità è però il giro pizza, ovvedo la formula per cui si mangia quanta pizza si vuole e, bevendo una birra o una bibita, il costo è fisso a 10 euro. Abbiamo deciso così perché sappiamo che ci sono molte famiglie con figli che non possono sempre permettersi una cena fuori, ma anche pensando a gruppi di amici dopo allenamento, ad esempio». La pizzeria è aperta tutti i giorni dalle 11 alle 15 e dalle 18 alle 24.

Fatmir, per tutti "Milan"

A Udine sono in pochi che non lo conoscono. Arrivato in Italia dall'Albania nel 1991, si è subito dato da fare per conquistarsi un posto in città, svolgendo i più disparati lavori, dal lavapiatti allo stagionale al mare e al lavoro nei campi. Ad accoglierlo a Udine don Emilio De Roja e una comunità anocra diffidente. Ma con la tenacia che ancora oggi lo accompagna, Fatmir nel giro di pochi anni e passando per i mestieri di cameriere e aiuto cuoco, ha ben presto imparato il mestiere di pizzaiolo, capendo che la sua strada poteva essere quella.

La prima pizza a domicilio di Udine

 «Dal 1995 ho aperto a Udine e in provincia ben 23 locali, da porta Manin a Tricesimo, passando per piazza San Giacomo e via Pozzuolo. Quello che mi ha reso orgoglioso e che mi ha fatto conoscere è stato però il primo locale che faceva pizza al taglio e servizio a domicilio gratuito in città. Da lì in poi non mi sono più fermato». Tra i vari riconoscimenti che gli sono arrivati, però, Fatmir ricorda con particolare piacere «quella volta che abbiamo preparato la pizza a Madonna in occasione del suo concerto a Udine, nel luglio del 2009».

Via Bertaldia

Forte della sua tenacia, Fatmir ha deciso di accettare un'altra sfida e aprire una pizzeria in una delle vie di Udine più prese di mira dalle critiche dei cittadini. Eppure per lui questo non rappresenta minimamente un problema. «Io penso che la cosa migliore da fare quando si ha paura di qualcosa sia affrontarla. Da quando sono qui non ho avuto il benché minimo problema e, anzi, credo che l'apertura di nuove attività faccia solo bene al quartiere e al commercio. Venire qui per me non significa soltanto far crescere la mia attività, ma anche lanciare un segnale importante ai cittadini. Che vengano qui a mangiare e capiranno che si sta benissimo!».

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