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Giovedì, 7 Luglio 2022
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Con o senza i quadri russi la mostra di Casa Cavazzini viene prolungata fino al 10 aprile

Opera di mediazione di don Geretti per ottenere l'allungamento del prestito anche dai musei russi. "Se non dovesse andare in porto questa ipotesi, abbiamo pronto un piano B: i sei quadri di proprietà russa verranno sostituiti con un Kandinskij e tre Matisse"

Prolungata fino al 10 aprile la mostra La Forma dell’Infinito di Casa Cavazzini. Ma c’è incertezza sulla sorte dei quadri russi in prestito dai musei di Mosca. Dalla Russia hanno chiesto immediata restituzione delle sei opere esposte a Casa Cavazzini, prima della scadenza originaria del 27 marzo. Se così fosse sono pronte quattro opere in sostituzione di quelle da restituire. Opere che attualmente non sono esposte.

Nel frattempo il Comitato San Floriano sta trattando con diverse figure istituzionali per una risoluzione rapida della situazione. Don Alessio Geretti, direttore artistico dell’esposizione sta usando tutte le sue conoscenze e capacità diplomatiche non solo per evitare questa ipotesi ma anche per ottenere un allungamento del prestito fino alla chiusura della mostra due settimane dopo quanto previsto.

Nuovi orari

La mostra ha registrato un boom di visitatori nelle ultime settimane, fino a 4000 presenze. Per questo il Comune di Udine aveva già deciso di estendere l’orario in modo di accontentare il maggior numero possibile di persone che hanno fatto e faranno richiesta di visitare l'esposizione.

Si estendono gli orari per visitare La forma dell'infinito

Oltre a questa decisione viene confermato che la mostra non chiuderà il 27 marzo ma due settimane dopo: il 10 aprile.

Le trattative per i quadri di proprietà della Russia

Dopo i rumors delle scorse settimane, don Alessio Geretti ci racconta a che punto sono le trattative con Mosca. Gli organizzatori avevano ricevuto una lettera dal ministero della Cultura della Federazione russa che intimava la restituzione immediata dei sei quadri. Il Comitato San Floriano ha quindi cercato di trovare spiragli e appigli per non dare seguito a questa richiesta immotivata. Arrivando addirittura a incontrare l’ambasciatore russo presso la Santa Sede, Aleksandr Avdeev. “Mi sono rivolto dall’ambasciatore Avdeev, persona di grande cultura, affinché potesse intercedere per noi presso il ministero. Avdeev ci ha messo in contatto con alcuni funzionari con cui stiamo cercando di raggiungere un accordo”. Anche il Santo Padre all’indomani dello scoppio della guerra si era recato in visita a sorpresa presso l'ambasciata russa per esprimere preoccupazione rispetto al conflitto che si è innescato in Ucraina. “Al momento possiamo dire che le trattative sono in corso, una risposta dovrebbe arrivare per il 21 marzo. Qui si apriranno tre scenari su cui possiamo solo fare ipotesi. Nel primo caso ci viene concesso il prestito fino al 10 aprile e la mostra rimane integra in tutti i suoi aspetti fino a quella data. Il secondo caso vede prefigurarsi la risposta negativa al prolungamento del prestito. Quindi le opere verranno restituite come stabilito in precedenza dopo il 27 marzo. La terza ipotesi quella più tragica è quella paventata dalla lettera. Potrebbe essere che decidano di venirsi a prendere le opere anticipatamente quindi già il 22 marzo”. Don Geretti continua: "Se dovessimo restituire le sei opere, tra cui la Piazza Rossa di Kandinskij e i tre quadri di Nikolaj Rerich, prima del 10 aprile, queste verranno sostituite con quattro capolavori che in questo momento non sono esposti”. Si tratta di un altro Kandinskij e tre Matisse, che “consentirebbero di percepire solo la tristezza di due vuoti, un invito alla riflessione o alla preghiera per la pace. L'arte dovrebbe essere simbolo di unità e non di divisione”.

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