Mercoledì, 29 Settembre 2021
Cronaca Baldasserie / Viale Palmanova, 192

Il Cafc festeggia 90 anni di età

Il 24 agosto 1931 veniva costituito il Consorzio per l'Acquedotto del Friuli Centrale. Novant'anni al servizio dei cittadini per un bene primario come l'acqua

All'inizio comprendeva quattordici comuni del Medio Friuli, quando venne costituito il Consorzio per l'Acquedotto del Friuli Centrale nel lontano 24 agosto 1931. Fu fondato “allo scopo di provvedere alla costruzione ed all'esercizio di un acquedotto per la distribuzione dell'acqua nei rispettivi territori”, ricorda il presidente di Cafc Salvatore Benigno. “Iniziativa lungimirante, senz’altro capace di guardare verso il futuro: in una regione, alla fine negli anni 30, ancora per molti versi legata a un'agricoltura povera e con una situazione idropotabile estremamente fragile e inadeguata, la costituzione del Consorzio fu l'espressione di una visione razionale, scientifica e moderna, consapevole che l’accesso all’acqua era non solo una risorsa fondamentale per tutti ma anche un’esigenza non procrastinabile per lo sviluppo economico e sociale di tutti i territori".

La storia

In questi primi novant'anni anni di vita, l’attività di Cafc si è sempre caratterizzata per una vocazione all’innovazione, all’inclusività e per una spiccata sensibilità sociale. Anche nei momenti più difficili della storia del Friuli Venezia Giulia, dalla ricostruzione post-bellica alla tragedia del terremoto del maggio 1976, la società si è sempre adoperato per fronteggiare l’emergenza idrica e per dotare il territorio friulano di tutte le infrastrutture necessarie. Dalla costruzione dell’acquedotto alla centrale di telecontrollo di Molino del Bosso fino alla centrale di Fauglis di Gonars. Per garantire a tutti l’accesso a quel bene primario che è l’acqua. Nel 1994 l'entrata in vigore della legge Galli, che introduce il concetto dell'acqua pubblica come risorsa da utilizzare con criteri di solidarietà, in un'ottica di risparmio delle risorse idriche, salvaguardando l'ambiente, le aspettative e i diritti delle generazioni future, trova Cafc pronto a raccogliere la sfida per giungere a una gestione efficiente e trasparente, nell'esclusivo interesse dei cittadini e nel rispetto dell'ambiente naturale. Nel 2001, con la trasformazione del Consorzio per l’Acquedotto del Friuli Centrale in società per azioni, si inaugura un nuovo capitolo nella storia del servizio idrico integrato (acquedotto, fognatura, depurazione), in una realtà che vede ormai più di cento venti comuni associati e una rete infrastrutturale capillarmente diffusa.

Il futuro

Mentre si festeggia il novantesimo compleanno, è già tempo di una sfida ulteriore, ricorda il presidente Benigno: “ossia la realizzazione del nuovo Piano Industriale 2020-2023 al cui interno vi è un preciso richiamo alla Sostenibilità Ambientale, approntato in sintonia con i traguardi dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite e del Green Deal europeo. Economia circolare e inclusiva, transizione energetica, salvaguardia della biodiversità, contrasto al cambiamento climatico sono gli obiettivi che Cafc si prefigge di raggiungere, attraverso la ricerca e la cooperazione anche a livello internazionale, per fare della sostenibilità il proprio motore identitario. A questo si affiancano progetti di sistema con una spiccata collaborazione con gli altri Gestori come, ad esempio, il Water Safety Plan per garantire acqua pulita, sicura, costantemente monitorata (con più di 62.000 controlli su base annua) e rispettosa dell'ambiente”. La società sta promuovendo anche alleanze strategiche con le eccellenze formative della regione, per formare professionisti, manager e ricercatori sempre più capaci di rendere l’acqua accessibile a tutti, in uno scenario di innovazione, efficienza e sostenibilità. “Guardiamo quindi al futuro che ci attende con positività”, chiosa il presidente “con una grande attenzione all’innovazione tecnologia, alla digitalizzazione dei processi, alla costante crescita dell’attività di investimento nei territori, alla comunicazione con gli stakeholder, perché il tempo scorre ma Cafc. guarda sempre al futuro, ieri come oggi”.

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