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Cronaca

La condizione occupazionale dei laureati dell'Università di Udine

Tra i laureti triennali il tasso di occupazione è del 77,5 %, mentre per i magistrali biennali il tasso di occupazione è del 78,9%

Il Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea presenta il XX Rapporto sul Profilo e sulla Condizione occupazionale al Convegno “Mutamenti strutturali, laureati e posti di lavoro”, presso l’Università di Torino, lunedì 11 giugno 2018.
Le Indagini hanno coinvolto i laureati di 74 università(1) delle 75 ad oggi aderenti al Consorzio. Il Rapporto di AlmaLaurea sul Profilo dei laureati ha analizzato le performance formative di oltre 276 mila laureati nel 2017: in particolare, 157 mila laureati di primo livello, 81 mila laureati nei percorsi magistrali biennali e 36 mila laureati a ciclo unico; il Rapporto di AlmaLaurea sulla Condizione occupazionale ha analizzato oltre 630 mila laureati di primo e secondo livello nel 2016, 2014 e 2012 contattati, rispettivamente, a uno, tre e cinque anni dal conseguimento del titolo.

L'indagine

L’Indagine sulla Condizione occupazionale ha riguardato complessivamente 4.949 laureati dell'Università di Udine. I dati si concentrano sull’analisi delle performance dei laureati triennali e magistrali biennali usciti nel 2016 e intervistati a un anno dal titolo e su quelle dei laureati magistrali biennali usciti nel 2012 e intervistati dopo cinque anni.
Data la natura dei laureati magistrali a ciclo unico, caratterizzati da un’elevata prosecuzione degli studi con formazione propedeutica all’avvio delle carriere libero professionali (ad esempio praticantati, specializzazioni), per esigenze di sintesi non si riporta in questa sede l’analisi delle loro performance occupazionali.


Lavoro, laureati triennali a un anno dalla laurea 

L’Indagine ha coinvolto 1.946 laureati triennali del 2016 contattati dopo un anno dal titolo (nel 2017).
Il 51,2% dei laureati di primo livello, dopo il conseguimento del titolo, decide di proseguire il percorso formativo iscrivendosi ad un corso di secondo livello (marginale la quota di chi si iscrive ad un corso triennale). Dopo un anno il 50,5% risulta ancora iscritto. Per un’analisi più puntuale, pertanto, vengono di seguito fotografate le performance occupazionali dei laureati di primo livello che, dopo la conquista del titolo, hanno scelto di non proseguire gli studi universitari e di immettersi direttamente nel mercato del lavoro.
Isolando quindi i laureati triennali dell'Università di Udine che, dopo il titolo, non si sono mai iscritti a un corso di laurea (48,0%), è possibile indagare le loro performance occupazionali a un anno dal titolo.

Dopo un anno

A un anno dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione (si considerano occupati, seguendo la definizione adottata dall’Istat, tutti coloro che sono impegnati in un’attività retribuita, di lavoro o di formazione) è del 77,5%, mentre quello di disoccupazione (calcolato sulle forze di lavoro, cioè su coloro che sono già inseriti o intenzionati a inserirsi nel mercato del lavoro) è pari al 12,4%.
Tra gli occupati, il 26,2% prosegue il lavoro iniziato prima della laurea, il 20,1% ha invece cambiato lavoro; il 53,7% ha iniziato a lavorare solo dopo il conseguimento del titolo.
Il 23,6% degli occupati può contare su un lavoro alle dipendenze a tempo indeterminato, mentre il 43,9% su un lavoro non standard (in particolare su un contratto alle dipendenze a tempo determinato). Il 9,8% svolge un’attività autonoma (come libero professionista, lavoratore in proprio, imprenditore, ecc.).
Il lavoro part-time coinvolge il 23,2% degli occupati. La retribuzione è in media di 1.182 euro mensili netti.
Ma quanti fanno quello per cui hanno studiato? Si è presa in esame l’efficacia del titolo, che combina la richiesta della laurea per l’esercizio del lavoro svolto e l’utilizzo, nel lavoro, delle competenze apprese all’università. Sono il 45,1% gli occupati che considerano il titolo molto efficace o efficace per il lavoro che svolgono. Più nel dettaglio, il 39,6% dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite all’università.

Lavoro, i laureati magistrali biennali a uno e cinque anni dalla laurea

I laureati magistrali biennali del 2016 contattati dopo un anno dal titolo sono 796, quelli del 2012 contattati a cinque anni sono 827.

A un anno

Tra i laureati magistrali biennali del 2016 intervistati a un anno dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione (si considerano occupati quanti sono impegnati in un’attività retribuita, di lavoro o di formazione) è pari al 78,9%. Il tasso di disoccupazione, calcolato sulle forze di lavoro, è pari all’11,9%. Il 19,9% prosegue il lavoro iniziato prima della laurea, il 16,7% ha invece cambiato lavoro; il 63,4% ha iniziato a lavorare solo dopo il conseguimento del titolo.
Il 20,9% degli occupati può contare su un contratto alle dipendenze a tempo indeterminato mentre il 40,5% su un lavoro non standard (in particolare su un contratto alle dipendenze a tempo determinato). Il 7,4% svolge un’attività autonoma (come libero professionista, lavoratore in proprio, imprenditore, ecc.).
Il lavoro part-time coinvolge il 19,4% degli occupati. La retribuzione è in media di 1.185 euro mensili netti.
Il 51,1% degli occupati ritiene la laurea conseguita molto efficace o efficace per il lavoro che sta svolgendo; inoltre, il 42,0% dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite durante il percorso di studi.

A cinque anni

Il tasso di occupazione dei laureati magistrali biennali del 2012, intervistati a cinque anni dal conseguimento del titolo, è pari al 90,4%. Il tasso di disoccupazione è pari al 5,0%.
Gli occupati assunti con contratto a tempo indeterminato sono il 60,1%, mentre gli occupati che svolgono un lavoro non standard sono il 18,1%. Svolge un lavoro autonomo il 13,8%.
Il lavoro part-time coinvolge il 14,5% degli occupati. Le retribuzioni arrivano in media a 1.446 euro mensili netti. Il 52,1% degli occupati ritiene la laurea conseguita molto efficace o efficace per il lavoro che sta svolgendo; il 46,6% dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite all’università.
Ma dove vanno a lavorare? L’82,9% dei laureati è inserito nel settore privato, mentre il 13,9% nel pubblico. La restante quota lavora nel non-profit (2,0%). L’ambito dei servizi assorbe il 60,1%, mentre l’industria accoglie il 35,6% degli occupati. Marginale la quota di chi lavora nel settore dell’agricoltura.

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