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Genitori separati: inaugurati alloggi messi a disposizione dal Comune

Si tratta di quattro abitazioni ristrutturate e attrezzate, che potranno accogliere fino a 8 genitori in difficoltà economiche e in crisi abitativa e relazionale. L'investimento ammonta a 650.000 euro

Quando si affronta una separazione spesso si va incontro a un periodo di grossa difficoltà personale, sia a livello psicologico sia nella gestione delle problematiche più pratiche, una su tutte la mancanza di un’abitazione.

Proprio per offrire a chi si trova in questa situazione un supporto a 360 gradi il Comune di Udine ha lanciato il progetto “Casa dei genitori separati – Sidecar” (Separati in difficoltà economiche e in crisi abitativa e relazionale). Nasce da qui l’idea di una “Casa dei genitori separati”, una palazzina di via della Faula ristrutturata grazie a un investimento dell’amministrazione comunale e inaugurata il 5 luglio alla presenza del sindaco di Udine Furio Honsell, degli assessori comunali Antonio Corrias e Gianna Malisani, del consigliere delegato di quartiere Claudio Romano, delle associazioni di genitori separati e dei progettisti e uffici comunali e dell’Ater che hanno seguito l’intervento.

Per ristrutturare la palazzina, che comprende anche un alloggio per disabili motori e per persone con handicap visivo, il Comune ha investito circa 650 mila euro, 45 mila dei quali hanno coperto le spese per gli arredi.

I quattro appartamenti, attrezzati per ospitare fino ad otto genitori separati, sono composti da ingresso/disimpegno, soggiorno, cucina, due camere doppie e bagno, terrazza, vano scale comune, vano accessorio esterno, per un metratura complessiva di circa 60 metri quadrati. Ogni abitazione sarà utilizzata in convivenza da due genitori, ciascuno dei quali avrà a propria disposizione una camera da letto con due posti letto per garantire la possibilità di ospitare, nei fine settimana o quando stabilito dal giudice, il proprio figlio.

Nelle prossime settimane l’amministrazione comunale predisporrà un bando per definire i criteri di accesso al servizio. La durata dell’accoglienza sarà di norma di dodici mesi, eventualmente prorogabili di ulteriori dodici mesi.

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