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Domenica, 5 Dicembre 2021
Cronaca

Allarme zecche in Friuli, il nostro vademecum per proteggersi

Arrivano con la bella stagione e possono rendersi responsabili anche di patologie piuttosto gravi come la meningoencefalite e la malattia di Lyme. Nell'articolo i suggerimenti per difendersene e protggersi

Con l'arrivo del caldo e del bel tempo in anticipo rispetto ai tempi si riaccende anche l'allarme zecche.

In Friuli Venezia Giulia, anche grazie alla presenza di vasti boschi a aree verdi la zecca lxodes ricinus riesce a proliferare notevolmente rendendosi responsabile, con il suo morso, anche di malattie serie e complicazioni.

In Friuli le zecche trasmettono patologie come la malattia di Lyme e la meningoencefalite (Tbe). Da qui l’avvio della campagna informativa per spingere le persone che vivono in zone partircolarmente infestate dalle zecche contagiose.

IL VADEMECUM SULLE ZECCHE

Cosa sono le zecche?
Le zecche sono piccoli parassiti simili a ragni e sono ampiamente diffuse in molti ambienti naturali. La zecca dei boschi è scura e molto piccola, difficile da vedere: nello stadio di larva non è più grande di una testa di spillo, lo stadio successivo di ninfa e grande circa 1 mm e mezzo, mentre l’adulto è di poco più grande. Per sopravvivere e riprodursi le zecche sono obbligate a nutrirsi di sangue: necessità che le spinge ad aggredire indifferentemente gli animali e l’uomo. Il morso è indolore, ma può costituire un’insidia per la salute.

Dove e quando si incontrano?
Le zecche popolano abitualmente gli ambienti naturali, sostando nell’erba e tra il fogliame. Prediligono gli ambienti umidi e ombreggiati, in particolare i boschi e i loro margini, solitamente a quote inferiori ai 1500 metri. Molto spesso stanziano nei prati incolti, ai bordi dei sentieri e nelle aree di passaggio di animali selvatici. Negli ultimi anni la loro presenza è segnalata anche in molte aree rurali e urbane. Nella nostra regione le zecche sono presenti tutto l’anno, ma sono particolarmente abbondanti dalla primavera all’autunno.

Come evitare le punture di zecca?
Misure preventive individuali
    •    Indossare un abbigliamento appropriato, di colore chiaro (che rende più evidente la presenza delle zecche), in grado di coprire quanto più possibile il corpo (pantaloni lunghi infilati nei calzettoni e camicia a maniche lunghe infilata nei pantaloni) e proteggere i piedi con scarpe alte sulle caviglie,
    •    evitare di sedersi sull'erba. Percorrere sentieri ben battuti, evitando luoghi con erbe alte,
    •    esistono in commercio repellenti per insetti (DEET o N,N-dietiltoluamide; icaridina; permetrina) e prodotti piretroidi da spruzzare sugli abiti (non sulla pelle!).
Al rientro è indispensabile:
    •    procedere ad un ricambio degli indumenti e un’ispezione del vestiario,
    •    fare una doccia per elimina le zecche ancora in movimento,
    •    ispezionare la pelle ricercando eventuali zecche (particolare attenzione ad ascelle, inguine, cuoio capelluto): farsi aiutare da un'altra persona soprattutto in zone difficilmente ispezionabili (testa, schiena),
    •    lavare gli abiti, che possono essere lavati assieme con normale bucato.
Interventi sull’ambiente
    •    incendi controllati o diserbanti associati a pesticidi,
    •    barriere di ghiaia o corteccia vicino all’area contaminata, sfalciare con regolarità i prati, utilizzare disinfestanti adeguati,
    •    barriere fisiche per i principali ospiti delle zecche (caprioli, ecc.),
    •    ispezionare frequentemente gli animali domestici.

Rimozione della zecca
La rimozione tempestiva delle zecche riduce il rischio di contrarre alcune infezioni trasmesse da zecca. Per la rimozione non è necessario rivolgersi al pronto soccorso, ma bisogna rispettare una serie di accortezze.
    •    per asportare correttamente la zecca è necessario proteggere le mani con dei guanti,
    •    evitare metodi impropri quali applicazione di caldo (spilli/aghi arroventati, fiammiferi appena spenti) o sostanze che inducono un riflesso di rigurgito massivo da parte della zecca quali oli e solventi
    •    evitare di schiacciare il corpo, in quanto la pressione potrebbe provocare un riflesso di rigurgito da parte della zecca
    •    esistono in commercio pinzette di diverse fogge specifiche per la rimozione delle zecche che non comprimono la zecca, ma la staccano dolcemente
    •    ad estrazione avvenuta deve seguire una accurata disinfezione: sebbene l’utilizzo di acqua e sapone sia spesso sufficiente è comunque consigliato l’utilizzo di disinfettante. Non usare disinfettanti che colorano la cute (ad es., tintura di iodio), perché potrebbero mascherare eventuali lesioni della pelle che accompagnano l’eventuale comparsa di borreliosi
    •    dopo la rimozione effettuare la profilassi antitetanica se il soggetto non risultasse già immunizzato
    •    annotare la data di rimozione e osservare la comparsa di eventuali segni di infezione nei successivi 30-40 giorni
    •    approfondire solo in presenza di sintomi suggestivi (arrossamenti, febbre, stanchezza, dolori muscolari e articolari, etc).

 

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