Cronaca

Sindacati in allarme: carenze di organico per Fvg Strade

Preoccupa l’ipotesi di un ritorno di parte delle attività della Spa regionale a nuovi enti locali di area vasta

Preoccupazione per il futuro lavorativo dei dipendenti di Fvg Strade. A lanciare l'allarme sono i sindacati

L'appello

Completare il trasferimento del personale del servizio viabilità delle ex province alle dirette dipendenze di Fvg Strade, individuando nel contempo gli strumenti per armonizzare i trattamenti contrattuali degli oltre 300 dipendenti. Questo l’appello che i sindacati di categoria Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti rilanciano all’assessore alle Infrastrutture Graziano Pizzimenti e al nuovo responsabile della Funzione pubblica, Pierpaolo Roberti. Il timore delle categorie, spiegano i segretari regionali Valentino Lorelli, Lilli Bigoni e Michele Cipriani, e che il perdurare delle carenze di organico e di una contrattazione «impropria» favoriscano «una pericolosa deriva di un servizio così fondamentale per la collettività, con il rischio di scivolare verso una gestione burocratica e poco industriale, dannosa non soltanto per i lavoratori, ma anche per la collettività».

Le paure

Il timore è che si voglia tornare ad affidare settori importanti della viabilità a nuove istituzioni intermedie, con un conseguente aumento dei costi di gestione e una diminuzione dell’efficienza. A rafforzarlo il paradosso di inquadrare sia gli ex dipendenti delle Province trasferiti a Fvg Strade sia i neoassunti della Spa, di fatto lavoratori privati, con il contratto regionale degli enti locali, creando un incomprensibile doppio regime contrattuale per lavoratori operanti nello stesso settore, quello della viabilità, e per la stessa società (dei 305 dipendenti, 160 sono inquadrati con contratto Anas e i restanti 145 nell’ambito del comparto unico Regione-enti locali).

La posizione della Regione

Per nulla rassicuranti, secondo i sindacati, le risposte arrivate dall’ultimo incontro con gli assessori competenti (lo stesso Pizzimenti e Sebastiano Callari, il predecessore di Roberti), «se si esclude – spiegano Lorelli, Bigoni e Cipriani – la sola conferma dell’avvio di una parte delle assunzioni, peraltro insufficienti». Nessuna risposta chiara, invece, è ancora arrivata «sulle prospettive della società, che pare vincolata al futuro assetto istituzionale e all’eventuale riapertura di enti di area vasta», insistono i sindacati, rivendicando l’esigenza di «una strategia di lungo periodo che tenga conto della funzione centrale che la società ricopre per la viabilità regionale, che richiede efficacia ed efficienza di gestione, quella garantita in questi ultimi anni fa un’azienda che rappresenta un’eccellenza per professionalità, specializzazione e bilanci».

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