Troppo caldo e anidride carbonica nelle scuole di Udine

Otto scuole dell'udinese sotto esame. Un quarto si trova in zone ad alto livello di traffico o vicine a fonti inquinanti quali antenne, elettrodotti,discariche e distributori di benzina. L'allarme viene lanciato dalla Clinica Pediatrica Universitaria

Le nostre scuole sono anziane, ma nel complesso non sono maltenute. Il maggior rischio però (a parte quello sismico) è rappresentato da tutto quello che dall'esterno delle mura scolastiche entra nelle aule dei nostri figli, causando allergie e problemi alle vie respiratorie. Le polveri e gli allergeni, quindi, i principali spauracchi: anidride carbonica, peli, pollini, batteri, virus, funghi e muffe, polveri sottili e ultrasottili. Questo considerando soprattutto il fatto che praticamente nessuna scuola presenta dispositivi di ventilazione meccanica per le operazioni di ricambio dell'aria.

A tal proposito oggi è stata presentato, dall'equipe della Clinica Pediatrica dell'Azienda Ospedaliera dell'Università di Udine, lo studio inerente il progetto sull' 'Esposizione ad inquinanti indoor nelle scuole di Udine e hinterland'. Il progetto, finanziato dal Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, e dal centro Nazionale per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie, è stato condotto dai dottori Marilena e Manuela Mazzariol, Alen Carli e Mario Canciani e ha avuto una durata di due anni. L'obiettivo dello studio era valutare la presenza di allergeni e agenti inquinanti dell'aria all'interno e all'esterno delle scuole italiane e il loro impatto nell'ambiente scolastico sulla prevalenza delle malattie respiratorie e allergiche. La ricerca si è svolta in 8 città italiane e, fra queste, Udine è risultata l'unica città del Nord Est del campione. In totale, nella nostra città, sono state valutate 4 scuole elementari e 4 medie, sia in centro che in periferia con 3 classi per ciascun istituto.

Fra queste, in 4 scuole su 8 si trovano luoghi polverosi o con segni di muffa o di umiditàin 6 scuole su 8 sono state segnalate delle perdite d'acquain ben 3 scuole è stato riferito odore di muffe. In nessuna invece  è previsto un protocollo scritto per il mantenimento di una buona qualità dell'aria interna e solo la metà degli insegnanti intervistati ha dichiarato di essere in grado di gestire un eventuale attacco d'asma di un alunno.

Le rilevazioni ambientali, nelle aule e all'esterno dei plessi scolastici, e i test clinici e di concentrazione su 12 alunni per classe, hanno sottolineato come a livello nazionale Udine e l'hinterland si collochi tutto sommato bene. ”ll dato era anche un po' scontato - ci ha riferito il dott. Canciani - essendo Udine la città più piccola fra quelle valutate nell'intero progetto. Nonostante ciò anche da noi le scuole risultano con temperature interne troppo calde, con medie di 22-23 gradi, che favoriscono la crescita di virus e di batteri in quanto si avvicinano alla temperatura del nostro corpo. Così come l'aria è apparsa troppo secca. La secchezza, difatti, crea maggiori infezioni e stress alle mucose respiratorie.  Ciò che preoccupa di più, inoltre, è che in tutte le scuole si è verificato un aumento di Co2. Anidride carbonica dovuta più al traffico che al riscaldamento, con polveri ultrasottili elevate in 3 edifici su 8Il 13% dei bambini ha la spirometria ridotta e un bimbo su due riferisce di venire a contatto con il fumo di sigaretta degli adulti. Un bambino su tre, inoltre, ha le prove allergiche positive".

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Ecco quindi, in sintesi, i consigli del dottor Canciani per evitare fonti inquinanti e aiutare la vita dei più piccoli: "Bisogna evitare l'accumulo di polvere, pulendo, spolverando, arieggiando e non indossando gli stessi indumenti sia a casa che a scuola. Utilizzare mezzi alternativi all'auto, vivere di più all'aria aperta, evitando le zone inquinate, fare attività fisica, mangiare sano e, soprattutto, aprire spesso le finestre per evitare l'accumulo di anidride carbonica (aria viziata) che causa mal di testa, sonnolenza e difficoltà di concentrazione. Lo scopo principale è abbassare le temperature interne, che favoriscono lo scambio di batteri".

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