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Alpini a Pordenone: la Guardia di Finanza in azione

Il bilancio dei sequestri all'Adunata: migliaia i prodotti contraffatti e le quantità di merce venduta abusivamente. Rilevate numerose violazioni all'obbligo di emissione dello scontrino fiscale

Le centinaia di migliaia di persone attese a Pordenone per la 87^ Adunata Nazionale degli Alpini hanno rappresentato un irresistibile richiamo per i venditori di prodotti contraffatti e per quelli sprovvisti dei regolari permessi di vendita ambulante. Da tutta Italia sono infatti giunti in città numerosissimi commercianti abusivi intenzionati a sfruttare l’occasione di festa. A fronteggiare il loro arrivo in massa è intervenuta anche la Guardia di Finanza di Pordenone, che ha intensificato i servizi anticontraffazione e antiabusivismo commerciale. Nei tre giorni dell’Adunata i finanzieri della Compagnia di Pordenone hanno sequestrato un ingentissimo quantitativo di capi ed accessori di abbigliamento di primarie case di moda nazionali contraffatti, di orologi di prestigiose marche falsi e di prodotti venduti da soggetti privi di licenza commerciale, denunciando oltre 20 persone e sequestrando le strutture di 10 banchi di vendita abusivi.

Particolarmente movimentata la nottata di venerdì quando un gruppo di una ventina di venditori abusivi si è avvicinato minacciosamente ai finanzieri che stavano sequestrando dei prodotti contraffatti con l’intento di riottenerli indietro. Solo grazie all’arrivo di altre pattuglie della Guardia di Finanza la situazione è tornata alla normalità, non dopo però che un cittadino ghanese venisse denunciato per resistenza a pubblico ufficiale.

Già nelle settimane precedenti gli stessi finanzieri della Compagnia di Pordenone erano intervenuti a tutela del marchio ufficiale dell’87^ Adunata Alpina impedendo che venissero immesse in commercio decine di migliaia di bottiglie di vino illecitamente etichettate con il marchio tutelato. Intensificati anche i controlli nel settore degli scontrini fiscali, con la constatazione di 17 omesse installazioni del misuratore fiscale, soprattutto da parte dei venditori abusivi di prodotti alimentari, e di 71 mancate emissioni del documento fiscale che per oltre il 90% hanno riguardato commercianti venuti da fuori città. 

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