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Ioan sul caso Pellizzari: "Non è giusto che paghino sempre i lavoratori"

La Provincia, come socio del Teatro, interviene sulla questione ufficio stampa: "Il Cda valuti bene le scelte da 300 mila euro". Non si placano le polemiche sulla questione riguardante l'ormai ex addetto stampa del Teatro Nuovo Gianmatteo Pellizzari

“E’ profondamente ingiusto che a pagare siano sempre i lavoratori”: con queste parole l’assessore provinciale alle partecipate, Adriano Ioan, interviene nel tristemente noto ‘caso Pellizzari' (l’addetto stampa, da oltre dieci anni, del Teatro Nuovo Giovanni da Udine, al quale il datore di lavoro aveva chiesto un ‘sacrificio’ pari al 20 per cento in meno della retribuzione). La Provincia, nel suo ruolo di ente socio, assieme a Regione e Comune, della Fondazione Giovanni da Udine, non resta indifferente alle sorti del giornalista che, in questi anni, “ha dimostrato sempre competenza, qualità e preparazione specialistica nel settore”, aggiunge l’assessore Ioan che esprime “forte perplessità sui metodi adottati dal presidente del Cda, dal momento che, come spesso accade, anziché tagliare su altre voci tagliabili, si colpiscono i lavoratori che devono sobbarcarsi il peso, dopo anni di serio e valido lavoro, di tagli allo stipendio”.

Ioan domanda “come mai tutto taccia e nessuno si stracci le vesti quando si tratta di spendere 300 mila euro per produzioni discutibili e poco legate e poco attinenti alla storia e alla cultura del nostro territorio provinciale e regionale”. Non è un segreto per nessuno – continua – che “da almeno tre anni ormai si sta registrando un’evidente flessione nelle entrate del teatro derivanti dal genere della prosa e ciò, in netta contrapposizione rispetto al trend registrato negli altri teatri. Come si evince dai dati forniti dall’Ert (Ente teatrale regionale), il cui bilancio consuntivo è stato approvato dall’assessore Ioan, “nella stragrande maggioranza dei teatri si è assistito all’incremento notevole del numero di spettatori per gli spettacoli in prosa, contrariamente al Giovanni da Udine, al punto da toccare quasi quota 99 per cento di occupazione dei posti”. Alla luce di questi fatti, pertanto, Ioan suggerisce al Cda del Teatro di rivedere le spese esagerate, di incidere nelle voci che ‘pesano’ di più senza un reale ritorno economico, in modo da invertire il trend delle voci in uscita e mantenere il bilancio in pareggio, senza andare a intaccare lo stipendio di chi, come Pellizzari, da anni lavora con impegno per garantire l’informazione e curare l’immagine pubblica del Teatro”.


 

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