Addio all’ultima protagonista del civismo udinese

Senza mai perdere l’innata classe, il 15 marzo 2021, se n’è andata, ad 81 anni, l’ultima raffinata sarta della Vecchia Udine, Mirella Valzacchi, madre e inseparabile collaboratrice dell’intellettuale civista Alberto Travain

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

“Pasquottina” è termine evocativo della grande storia dell’alta moda femminile udinese e significa sarta del mitico atelier Pasquotti che dominò il campo, in città e in Friuli, tra le due Guerre ed il Boom economico. Ebbene, l’ultima “pasquottina” ora si è spenta a Udine, in ospedale, il 15 marzo 2021, ma pure nel calvario degli ultimi anni, causa infezione ospedaliera mortale per cui risultava gravemente invalida, non aveva mai perso la raffinatezza per cui in città era da sempre ammirata: così se n’è andata, ad 81 anni, Mirella Valzacchi, apprezzata stilista e sarta di classe del Capoluogo storico friulano, il cui innato stile si univa al ricordo, appunto, della straordinaria scuola di eleganza internazionale che era stata, per lei, la giovanile esperienza presso la locale rinomatissima Sartoria Pasquotti, cui dedicò, da fierissima ultima sua caterinetta, anche la pubblicazione di un prezioso e gustoso memoriale, uscito in friulano nel 2004 con Agenda Chiandetti e riproposto nel 2013, affiancato da versione italiana, con un inedito apparato iconografico (Cfr. Mirella Valzacchi, Pasquotti: une grande sartorie in tal cûr dal Friûl / Una grande sartoria nel cuore del Friuli, Udine 2013). La Valzacchi ebbe, insomma, il merito di riaccendere l’attenzione su un grande mondo ingiustamente condannato all’oblio. Nel 2015, le fu dedicato un intero capitolo in Fîl e Gusiele, Sarte e sartine nell’udinese dalla seconda metà del novecento ad oggi, raccolta di testimonianze a cura di Marina Giovannelli, Edizioni Dars. Ma l’eleganza di quella “Signora dei tailleurini” tutto era fuorché futilità della moda. Discreta, saggia, amorevole madre, aveva dedicato ogni impegno e sacrificio alla formazione e alla carriera del figlio, l’intellettuale udinese Alberto Travain, sempre coadiuvandolo nelle sue iniziative, sin che aveva potuto, ed unanimemente per questo stimata in seno ai movimenti da lui diretti: primo fra tutti il Fogolâr Civic di cui era considerata decana, testimone autentica di un lungo percorso ultratrentennale d’impegno civista per l’identità e la dignità del Cittadino. Donna, certo, colta ed emancipata, di famiglia operaia del Borgo Poscolle, eppure con varie ascendenze patrizie, Mirella Valzacchi, fierissimamente udinese, friulana e mitteleuropea, aveva trovato nel figlio riscontri al proprio antico amore per la Storia e per il riscatto della gente comune dalle angherie dei potenti di ogni epoca. Amava il mito stracittadino del Patriarca Bertrando, fustigatore dei prepotenti e rifugio del popolo, e ad esso, nel 1998, aveva dedicato la prima moderna riproduzione della bandiera da combattimento dei suoi leggendari “quinteri” comunali, divenuta emblema di campagna civica di mobilitazione culturale, in quegli anni, promossa dal Circolo Universitario Friulano “Academie dal Friûl”, per recuperare ed attualizzare le tradizioni di comunità, solidarietà e partecipazione della cittadinanza locale. Su tutti, il ricordo del grande stendardo che confezionò nel 2005 per affratellare le genti regionali e transfrontaliere: dieci lunghi metri di tricolore, associante il giallo e il blu di Aquileia, regina dei popoli della Mitteleuropa, al bianco candido delle sue antiche toghe; bandiera pellegrina di fratellanza internazionale, portata da allora, in mille occasioni, da cittadini, amministratori, studenti, nei luoghi più significativi della memoria e della cultura civiche al crocevia del Vecchio Continente, tra Alpi e Adriatico, a cavallo di tante frontiere di un tempo e di oggi. E alle pubbliche esequie, che si terranno nel Duomo di Udine, mercoledì 31 marzo 2021, alle ore 10.30, officiate dall’arciprete della cattedrale, mons. Luciano Nobile, quelle bandiere saranno presenti: sul feretro, quella udinese, con cinque rose, a ricordare il mito del Patriarca Bertrando e dei suoi “quintieri”, unità e frazione dell’identità civica; all’uscita, quella “euroregionale”, che per tre volte si leverà, imponente, a dare l’ultimo saluto all’autrice, detta anche la “Signora delle bandiere”, tante ne cucì per tenere alte le glorie della sua terra e della sua gente. Innumerevoli messaggi di cordoglio per la perdita della madre hanno raggiunto il prof. Travain, positivo al Covid e quindi costretto a dilazionare di due settimane i funerali della compianta, con cui conviveva sino ad acuirsi delle difficoltà di gestione domestica. “Un’incredibile, commovente mobilitazione di amici confermati, ritrovati, inaspettati” ha detto il professore, finalmente guarito. Si sono, infatti, mobilitate la “Nuova” e la “Vecchia Guardia” dello storico Circolo Universitario Friulano “Academie dal Friûl” e del Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico “Fogolâr Civic”, esperienza ultratrentennale di movimentismo intellettuale e sociale, propugnata dal Travain anche con la collaborazione della madre, esempio fulgido di legame costruttivo tra generazioni di una famiglia. Oltre all’odierna vicepresidente dell’“Academie”, la popolarissima prof.ssa Renata Capria D’Aronco, ed al segretario dott. Andrea Cantoni, si sono subito mossi a conforto dell’amico intellettuale stremato dalla malattia e dal gravissimo lutto, lo storico “dean” Victor Tosoratti e il passato “vice” fogolarista Andrea Sabbadini, seguiti da stuolo ancor più ampio di amici, collaboratori e sodali di un tempo, quali il dott. Gianpiero Babuin, il dott. Andrea Cettolo, la dott.ssa Laura Cozzi, l’artista Piero Maria Crestan, il dott. Massimo Duca, l’ing. Andrea Maestrutti, l’odierno vicesindaco Alessandro Pian del Comune di Chiopris-Viscone, il geom. Federico Simeoni, ex consigliere provinciale friulanista. Accorato messaggio è pervenuto anche dalla Slovenia, dal rappresentante fogolarista locale, l’accademico prof. David Bizjak; altra mesta nota, dagli Stati Uniti, dall’“ambasciatore” del movimento, il giovane Francesco Nicolettis. Un ricordo certamente anche dall’ing. Ennio Valdevit, presidente del Parlamento culturale friulano, costituito nel ‘91 su proposta del Travain. Parole di affetto sono venute dalla ‘pasionaria’ del leggendario “Comiteladini”, comitato civico contro i riordini fondiari di Basiliano, la battagliera Franca Mattiussi, insieme al marito e collaboratore Edoardo Tomasetti. Condivisione del momento difficile anche dall’altrettanto battagliera storica civista del Friuli Occidentale, Luigia Infanti da Rauscedo. Lo stesso dicasi della ‘pasionaria’ del Palio udinese, capitana generale dei Borghi ed in particolare del Borgo Aquileia, Anna Maria Gisolfi. Sentita partecipazione anche da parte di un indiscusso gran patriarca del vero friulanismo quale Rem Spicemei, insieme alla famiglia. E ancora, il cordoglio dell’amica preside bolognese prof.ssa Vittoria Sacchetti; della germanista prof.ssa Anna Gozzi Buliani, apprezzatissima insegnante di tedesco e di cultura mitteleuropea del giovane Travain. Partecipazioni al dolore dagli artisti prof. Michele Ugo Galliussi, Roberta Masetti ed arch. Luigino Peressini; dai giornalisti Maristella Cescutti (che ha dedicato alla Valzacchi uno splendido articolo commemorativo sul quotidiano locale Messaggero Veneto), Massimo Gobessi, Giancarlo Leonarduzzi, Mauro Missana, Mauro Tosoni e Laura Zanelli. Ed ancora, l’omaggio di vecchi amici del fogolarismo travainiano: dall’antica collaboratrice Maria De Narda Tosoratti a Luisa Munini Sabbadini, storica esercente udinese; dalla sarta-stilista Bruna Bassi all’attore Bruno Tofful. Ed ecco che attorno alla defunta decana e al presidente, suo figlio, segnato dal lutto, si è, dunque, raccolto il Fogolâr Civic attuale, capeggiato, con funzioni vicarie, dalla citata prof.ssa Capria D’Aronco, presidente anche del Club per l'Unesco di Udine e prefetto del Sovrano Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, Cipro, Rodi, Malta e San Pietroburgo, supportata validamente dalla portavoce fogolarista Rosalba Meneghini e dalla segretaria Iolanda Deana, con vario concorso di sodali tra cui Anna Rosa Caeran, Marisa Celotti, Milvia Cuttini, dott.ssa Marisanta de Carvalho di Prampero, prof.ssa Luisa Faraci, dott. Carlo Alberto Lenoci, dott.ssa Maria Luisa Ranzato, Paola Taglialegne, Giuseppe Capoluongo, anche priore della Confraternita del Santissimo Crocifisso di Udine, oltre alla maestra Manuela Bondio, ad Attilio Calligaro e Renata Marcuzzi. Note, inoltre, di partecipazione da vari colleghi del prof. Travain: i docenti Massimo Asquini, Daniele Fachin, Alessandra Gargiulo, Andrea Greatti, Dario Marchiol, Fulvia Romanello, Matteo Vidon e dalla dirigente scolastica prof.ssa Vilma Candolini. Vicinanza al loro professore hanno voluto esprimere ex distinti alunni del Travain, insieme alle famiglie, come nel caso degli affezionatissimi Paolo Cescutti, Riccardo Cutrino, Carlo Alberto Moretti e Jacopo Urban. Condoglianze anche dal giovane storico e collaboratore Daniele Lizzi, studente universitario. Sincera vicinanza anche dall’accademico prof. Maurizio d’Arcano Grattoni e dallo studioso dott. Antonino di Colloredo-Mels oltreché dall’arch. Amerigo Cherici. Dal Comune di Udine, il cordoglio personale del sindaco prof. Pietro Fontanini insieme alla moglie prof.ssa Viviana Rojatti oltreché dell’assessore a turismo e grandi eventi dott. Maurizio Franz con la consorte dott.ssa Laure Pagani; dalla consigliera prof.ssa Elisabetta Marioni, vicepresidente del Consiglio Comunale e dall’animatore Doadi Lamo. L’Amministrazione comunale di Moruzzo, per parte sua, con in testa il sindaco dott.ssa Albina Montagnese, il vicesindaco dott. Enrico Di Stefano e l’assessore alla cultura dott. Renzo Driussi, ha voluto ufficialmente rappresentare la vicinanza dell’Ente locale al dolore del prof. Travain, direttore scientifico di un importante progetto culturale transfrontaliero guidato dal Comune collinare, patria dell’ultimo portabandiera del patriarcato mitteleuropeo di Aquileia, Marco di Moruzzo. Vicinanza sincera è stata ancora espressa dal dott. William Cisilino, direttore dell’Arlef – Agenzia Regionale per la Lingua Friulana. Manifestazioni d’affetto anche da antichi amici del Coordinamento Civico Udinese “Borgo Stazione”, maestro Giorgio Ferini e Laura Paviotti. Addirittura dai ristoranti udinesi più amati dalla Valzacchi, quali il noto locale “Pepata di Corte” in Corte Savorgnan, si è voluta mandare una partecipazione al mesto commiato della fedele cliente. Eccelso l’esempio del condominio udinese anni ‘60, di Via Ciconi, di cui la Valzacchi era prima residente e la più remota memoria locale, dove il vicinato, capitanato da Liliana Lipone e da Maria Adele Zani Raiteri, distinguendosi Patrizia Bortolotti, Giordana e Michela Greatti, Andreina Peverini, Chiara e Lisa Picotti, Maria Antonietta Verduchi e Stefania Bernardi con le figlie Giulia e Martina, ha manifestato, in tutte le maniere, commoventi empatia e soccorso nei confronti dell’avvilito e recluso prof. Travain, positivo al Covid. E ancora, tanti altri amici alla rinfusa, a testimoniare di un’umanità che forse ad Udine ed in Friuli non è proprio del tutto tramontata. E così, altri nomi: Esa Bianchi, Bruna Bonifacio, Maurizio Calderari, Alessandra Candriella, Daniela Codutti, Paolo Di Bernardo, Sandra Di Giusto, Federico Driussi, Enzo Fabello, Gian Paolo Feruglio, Luca Lombardo, Umberto Marin, Paolo Pertusati, Valentino Pizzone, Renato Placereani, Valbona Rama, Alberto Sattolo, Aurora Vezi, Fabio Viola: una città intera animata davvero da nobili intenti. Il prof. Travain non tralascia, infine, una nota di gratitudine per l’incredibile dedizione con cui il medico di famiglia, il noto dott. Carlo Fabris, ha seguito il caso della madre, sin dall’infezione ospedaliera contratta dalla Valzacchi al Santa Maria della Misericordia nel 2017. Riguardo alla scomparsa madre, il professore non ha aggiunto altro se non che “Ai suoi sacrificio e sostegno devo gran parte della mia vita e della mia carriera. Se, poi, ho fatto qualcosa di buono per la cultura e la dignità di questa mia terra, essa le sia grata!”.

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