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L'edificio prossimo a essere demolito

L'edificio prossimo a essere demolito

Variano, vogliono abbattere la "Casa del Comun"

Dalle ricerche effettuate è emerso che la vecchia macelleria del paese, in predicato di essere demolita per questioni di viabilità, negli anni in cui Variano era Comune rappresentava la sede dell'amministrazione

L'appello contro l'abbattimento della "ex macelleria", firmato da Adriano Venturini.

L'antico edificio di Piazza Patriarcato a Variano detto "ex macelleria"  è a rischio demolizione: il Comune di Basiliano lo scorso luglio ne ha deliberato l'abbattimento, che sarebbe funzionale al rifacimento della piazza e alla riorganizzazione della viabilità.

Ne è sorto un comitato contro la demolizione, che ha promosso la realizzazione di una ricerca storica e documentale appena pubblicata (editore "La Patrie dal Friûl", ottobre 2013) che ha attestato senza ombra di dubbio che "la casa da demolire"  fu la Casa della Comunità di Variano, quella "Casa della Vicinia" o "Casa del Comun" dove almeno a partire dalla seconda metà del Cinquecento i capifamiglia si riunivano per decidere assieme sulle più varie materie, dalla confinazione delle terre all'amministrazione di beni della chiesa di San Giovanni Battista alla gestione dei pascoli comuni.

Fa specie ritrovare nelle antiche carte di quasi sei secoli fa gli stessi cognomi di "vicini" capifamiglia ancora così diffusi a Variano: Pascolo, Pontoni, Riva, Guerzo (ora Del Guerzo),  Rosso, Urbano, Zuccato. I progenitori di tanti varianesi di oggi si riunivano proprio lì, al civico n° 1, in quella casa "antica d'origine" che "confina a tutti i lati con strada della Villa", proprietà del Comune di Variano come rilevato dalle carte (e relativi "sommarioni") dei catasti napoleonico e austriaco dei primi anni dell'Ottocento.

L'esistenza della vicinia di Variano è già attestata in un documento del 1568, quando gli "huomini di Commun" sono "congregati ad sonum campanae more solito at vicinia dicti loci": una ricca serie di verbali ne testimonia la continuità fino ai primi dell'Ottocento, quando Napoleone soppresse le vicinie e riorganizzò l'assetto amministrativo del territorio.

Variano fu Comune fino al 1811, quando passò sotto la giurisdizione di Pasian Schiavonesco  assieme alle altre sei frazioni che tuttora fanno parte del Comune di Basiliano. Le Case di Vicinia ancora rimaste in Friuli si contano sulle dita di una mano. 

Variano conserva la sua. Ancora per quanto? L'oggetto del contendere non è incentrato sulla banale conta di quanti siano a favore e quanti contro la demolizione dell'edificio, ma sul valore che vogliamo assegnare ad un bene culturale, storico ed architettonico di tale portata. Sobrio, lineare, senza orpelli decorativi, una casa comunale "che non ha alcun pregio" secondo  i progettisti e l'ammministrazione comunale, ma per il nostro Friuli, storicamente ed idealmente ricchissima.  Un patrimonio non solo per Variano ma per tutta la comunità regionale.

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