A4: riaperto il tratto tra Villesse e Palmanova

Era rimasto chiuso a causa di un incidente in seguito al quale si era verificato uno sversamento di gasolio. Avviata una bonifica ambientale

Ce l’hanno messa tutta per riaprire al traffico il più presto possibile e alle 14,00 il tratto di autostrada A4 compreso fra Villesse e Palmanova, chiuso da questa mattina a causa di un incidente in seguito al quale si era verificato uno sversamento di gasolio, alle 14 e 30 è stato riaperto. Vigili del fuoco, Polizia Stradale, personale di Autovie Venete (ausiliari al traffico e manutenzione d’urgenza) e tecnici della ditta incaricata della bonifica hanno lavorato senza sosta per mettere in sicurezza il tratto e rimuovere i mezzi incidentati (oltre alla cisterna rovesciata che trasportava gasolio, nel sinistro sono stati coinvolti anche un veicolo leggero e un autoarticolato) e ora – alle 15 e 10 – nonostante il maltempo stanno proseguendo con la bonifica ambientale e la fresatura del manto stradale a cui seguirà la riasfaltatura.

La bonifica ambientale

Prima si interviene meglio è. La rapidità è fondamentale per contenere i danni da sversamento in autostrada; quando accade un incidente, infatti, soprattutto se il sinistro vede coinvolti mezzi pesanti, una delle principali conseguenze è la fuoriuscita di gasolio dai serbatoi, gasolio che si riversa sull'asfalto ma anche, nei casi peggiori, nel terreno adiacente all'autostrada. Ripulire il più rapidamente possibile significa limitare i danni, evitando che il liquido inquinante penetri troppo in profondità. In questi casi, i primi ad arrivare sul posto sono gli ausiliari del traffico e il personale della manutenzione d'urgenza di Autovie Venete che, dopo una prima valutazione della situazione, comunicano al centro Radio Informativo l'entità dell'evento e le condizioni al contorno, affinché i tecnici addetti alla tutela ambientale, possano valutare le prime iniziative da intraprendere. Lo svuotamento completo dei serbatoi viene effettuato dagli operatori del soccorso meccanico o, in caso di fuoriuscita di gasolio o altre sostanze pericolose da cisterne, dai Vigili del Fuoco. Nel frattempo sull'asfalto interessato dallo sversamento o sul fondo del fosso vengono disposte panne o cuscini oleoassorbenti e materiali granulari con la stessa funzione. Autovie, nei casi di potenziale contaminazione dei terreni e delle acque, si avvale di un'impresa esterna in grado di arrivare sul posto al massimo entro un'ora e mezza dalla chiamata. Le imprese che operano in questo ambito, sono autorizzate ad effettuare gli interventi di messa in sicurezza ambientale in emergenza e a trasportare il materiale asportato (pericoloso e non).

Quando lo sversamento è molto elevato, infatti, diventa necessario rimuovere il terreno inquinato e trasferirlo in impianti di gestione autorizzati. Nell'area interessata viene poi trasportata una quantità di terreno vegetale certificato pari a quella prelevata, in modo da ripristinare lo stato dei luoghi. Nel 90 per cento degli incidenti con sversamento di sostanze pericolose, sono gli idrocarburi - generalmente gasolio - i liquidi che rischiano di contaminare il terreno o le acque. Questo perché, in caso di tamponamento o fuoriuscita dalla carreggiata di veicoli, sono proprio i serbatoi dei mezzi pesanti a presentare maggiore probabilità di rottura. Molto più rari, per fortuna, i sinistri a causa dei quali la dispersione nell'ambiente riguarda altri tipi di sostanze. Non esistono tempistiche standard negli interventi di ripristino ambientale: vale la regola che prima si fa meglio è, compatibilmente con le altre esigenze connesse alla salute e alla sicurezza delle persone. Il soccorso alle persone - quasi superfluo dirlo - ha la priorità assoluta, seguito dal "soccorso" all'ambiente. Il territorio, a seconda delle zone geografiche, presenta caratteristiche geologiche estremamente diverse, dalla permeabilità del terreno all'inclinazione, fino alla presenza di falde acquifere o corsi d'acqua superficiali ed è su queste caratteristiche che viene calibrato l'intervento. Se in due casi su tre, la messa in sicurezza in emergenza garantisce il ripristino delle condizioni ambientali precedenti allo sversamento, ci sono delle situazioni più complesse che richiedono invece l'avvio di una procedura ambientale e amministrativa più articolata, che prevede prima la caratterizzazione del sito ( ovvero la definizione della diffusione dell'inquinante e l'individuazione delle vie di propagazione potenziale), e successivamente l'analisi del rischio ambientale che significa la valutazione dell'incidenza, sulla salute dell'uomo e sull'ambiente, degli effetti degli inquinanti. In caso di necessità, a questo punto scatta anche la predisposizione di un vero e proprio progetto di bonifica.



 

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • A Codroipo apre "Molo12", il ristorante di pesce di uno chef stellato

  • La Slovenia chiude nuovamente il confine con l'Italia, anche il Fvg è considerato zona rossa

  • Covid 19: quattordicenne ricoverato a Udine in Medicina d'urgenza

  • Covid: C'è una vittima ed è boom di contagi, in Fvg oggi sono 219 i nuovi positivi

  • Annullate le sagre, ma a Udine c'è un posto dove poter mangiare castagne con la ribolla

  • Coronavirus: 90 nuovi casi, tre decessi, due focolai a Martignacco e Gradisca

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
UdineToday è in caricamento