A Natale il civismo udinese rinnova il ricordo di Giulio Regeni

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Lettera al Prefetto dal più irriducibile associazionismo civile e militare della Capitale del Friuli Storico Cresce il disappunto per la politica italiana, giudicata - in relazione al caso - ambigua e inconcludente Un piccolo lume in memoria di Giulio Regeni, acceso dal Fogolâr Civic nel Duomo di Udine, la notte di Natale, dopo la solenne Santa Messa "di Madins", presso l'urna di Patriarca Bertrando, Patrono Civile degli Udinesi ed antico martire contro la tirannide, in omaggio deferente al giovane eroe friulano cosmopolita e a quanti ancora come lui nel mondo sono testimoni di libertà e verità. Gesti semplici ma significativi. Invece di scemare col trascorrere del tempo, sul Caso Regeni cresce il disappunto del più battagliero civismo udinese: non solamente contro le menzogne dello Stato egiziano ma anche nei confronti delle Autorità politiche italiane, accusate da tanti di condotta ambigua ed inconcludente. "Se lo Stato italiano non sa riscattare un suo valoroso friulano, significa che i Friulani hanno sbagliato Stato o che gli Stati in genere, in questi casi, non sono molto di più di una parvenza? A che cosa è approdata, dunque, in termini di raggiungimento della verità - e non parliamo di giustizia - l'indecorosa mancata rottura delle relazioni con il Paese nilotico? Ha aumentato il credito dell'Italia nel mondo o ha soltanto salvato i più o meno cristallini interessi economici italiani e strategici europei ed atlantici in quella specifica area?": questo si è chiesto, mercoledì 21 dicembre 2016, durante un incontro sociale tenutosi al Caffè Contarena di Udine, il prof. Alberto Travain, presidente del Fogolâr Civic, uno dei sodalizi cittadini che più risultano aver preso a cuore la vicenda di Giulio Regeni, "vero santo laico contemporaneo" l'ha definito l'intellettuale romano Alfredo Maria Barbagallo, eminente figura del cenacolo culturale udinese. Le festività natalizie, insomma, non hanno sospeso affatto l'attenzione della più combattiva società civile di Udine e del Friuli sul caso del probo corregionale assassinato all'ombra delle Piramidi. Il 25 dicembre ricorrono infatti undici mesi dalla scomparsa e dalle conseguenti tortura e uccisione in Egitto del ricercatore friulano. Per la ricorrenza del sequestro al Cairo del valente giovane studioso locale, facilmente inviso al regime egiziano per la veritiera puntualità delle sue ricerche sulla situazione socioeconomica e politica di quel Paese, l'Assemblea Civica Partecipativa Udinese "Arengum/Arengo/Renc", il Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico "Fogolâr Civic", il Circolo Universitario Friulano "Academie dal Friûl", il Club per l'Unesco di Udine, la Federazione provinciale dell'Istituto del Nastro Azzurro fra Combattenti Decorati al Valor Militare, valido campione di qualificato associazionismo civile e militare della Capitale del Friuli Storico, hanno scritto al prefetto governativo dott. Vittorio Zappalorto invocando azioni risolutive a tutela della dignità del compianto e di tutto il suo popolo. Per il 25 di ogni mese, i capi delle suddette organizzazioni, rappresentative della più vivace società civile locale, oramai si riuniscono tradizionalmente per sottoscrivere i rispettivi appelli indirizzati alle Autorità italiane affinché il probo compatriota ucciso e la sua nazione ottengano giustizia. Testi. ARENGO - Udine "Signor Prefetto, nel rappresentare i voti dell'assembla civica popolare udinese detta storicamente ARENGUM o Arengo / Renc, a undici mesi il prossimo Natale dalla scomparsa di Giulio Regeni, eroico giovane ricercatore figlio del Friuli, sequestrato, torturato e ucciso in una terra d'Egitto in preda a conclamata tirannide cui accennano anche documenti dello stesso Parlamento Europeo, con la presente sono ad avanzare presso le massime Istituzioni della Repubblica Italiana composta ma ferma istanza di azione decisa e risolutiva, a garanzia vera della dignità della Persona e del Cittadino nonché di un popolo imperdonabilmente oltraggiato ed irriducibile a codardo silenzio. Allego altresì alla presente copia di deliberazione assembleare in ordine al tema in oggetto, documento morale sovrano della cittadinanza udinese. Auspicando moti conseguenti, invio espressamente distinti saluti. ['Anche di fronte a un potenziale inconcludente sviluppo della ricerca delle effettive responsabilità rispetto al caso in oggetto, titolare della Capitale del Friuli Storico, medaglia d'oro per la Resistenza ed erede morale della cosmopolita grande metropoli alpino-adriatica di Aquileia, la cittadinanza udinese, riunita in arengo il 29 settembre 2016 presso la prestigiosa sede universitaria locale di Palazzo Garzolini di Toppo Wassermann, ritenendo imprescindibile interesse umanitario e comunitario la difesa della sacralità della vita dei concittadini in patria e all'estero oltreché supremo principio di civiltà la libertà e l'onestà della ricerca scientifica, irreparabilmente si dichiara offesa dall'impunito barbaro assassinio nella Repubblica Araba d'Egitto del giovane ricercatore universitario friulano Giulio Regeni da Fiumicello impegnato in fedele studio dell'odierna situazione economica, sociale e politica di quel Paese, e si appella alle patrie Istituzioni e alle forze sociali affinché in ogni sede siano in perpetuo rappresentati detti suoi sentimenti di fronte al mondo anche ricordando plurimillenari rapporti storici con la terra egizia orrendamente infranti e ricusati attraverso il peggiore oltraggio a un virgulto prezioso della gioventù della terra del Friuli' - Dichiarazione arengumutini290916.12.1.2]". (f.to Camerarius, prof.ssa Renata Capria D'Aronco) FOGOLÂR CIVIC - Udine "Signor Prefetto, constatato che, a undici mesi dalla scomparsa, dalla tortura e dall'assassinio in terra d'Egitto del giovane nostro ricercatore Giulio Regeni da Fiumicello, le Autorità della nostra Repubblica insieme a quelle eurocomunitarie non hanno saputo riscattare l'oltraggio da lui subito e da tutti noi, suoi concittadini e corregionali in particolare, il sodalizio in firma La invita senz'altro a voler riferire a chi di dovere che sarebbe oltremodo gradita, tra il popolo più illuminato, una svolta decisa nella gestione del tragico caso, anche a garanzia di credibilità delle stesse Istituzioni Pubbliche. A tal proposito si rinnova con apprezzamento sincero la presa di posizione morale della civica assemblea arengaria udinese che il 29 settembre scorso ha deliberato quanto segue. "Anche di fronte a un potenziale inconcludente sviluppo della ricerca delle effettive responsabilità rispetto al caso in oggetto, titolare della Capitale del Friuli Storico, medaglia d'oro per la Resistenza ed erede morale della cosmopolita grande metropoli alpino-adriatica di Aquileia, la cittadinanza udinese, riunita in arengo il 29 settembre 2016 presso la prestigiosa sede universitaria locale di Palazzo Garzolini di Toppo Wassermann, ritenendo imprescindibile interesse umanitario e comunitario la difesa della sacralità della vita dei concittadini in patria e all'estero oltreché supremo principio di civiltà la libertà e l'onestà della ricerca scientifica, irreparabilmente si dichiara offesa dall'impunito barbaro assassinio nella Repubblica Araba d'Egitto del giovane ricercatore universitario friulano Giulio Regeni da Fiumicello impegnato in fedele studio dell'odierna situazione economica, sociale e politica di quel Paese, e si appella alle patrie Istituzioni e alle forze sociali affinché in ogni sede siano in perpetuo rappresentati detti suoi sentimenti di fronte al mondo anche ricordando plurimillenari rapporti storici con la terra egizia orrendamente infranti e ricusati attraverso il peggiore oltraggio a un virgulto prezioso della gioventù della terra del Friuli" (Dichiarazione arengumutini290916.12.1.2). Con distinzione". (f.to Coordinatore Generale, prof. Alberto Travain) ACADEMIE DAL FRIÛL - Udine "Signor Prefetto, nel ricordare, certamente insieme alle Autorità della Repubblica Italiana, come risultino trascorsi ben undici mesi dalla scomparsa e dalla susseguente tragica fine in Egitto del giovane ricercatore Giulio Regeni da Fiumicello, nostro friulano, la presente nota, figlia di un'indignazione furente, valga come auspicio di trionfo prossimo della giustizia, legale e politica, nonché di riscatto di una dignità individuale e collettiva irreparabilmente oltraggiata e invocante soluzione esemplare. Il migliore Friuli non dimenticherà e non accetterà accomodamenti bizantini. Un sollecito, quindi, alle Istituzioni, affinché il sangue di questa terra non resti a lungo impunemente offeso. Ne va della stessa credibilità dello Stato italiano. Nella speranza di debita attenzione. / Sâr Prefet, vint iniment, dal sigûr dutune cui Sorestants de Republiche Taliane, che a son juste undis mês che al è stât strafuît e po dopo netât in Egjit chel zovin ricercjadôr, furlan nestri, di Flumisel, chel Giulio Regeni, cheste note culì, fie di fote tremende, che e sedi un avôt par un prossim trionf de justizie, legâl e politiche, e ancje di riscat di une dignitât dal singul e de comunitât tibiade cence remission e che e clame dal ciert soluzions di spieli. Il miôr dal Friûl nol dismentearà e nol ametarà finâi levantins. Si sburtin, duncje, lis Istituzions a fâ in mût che il sanc di chê tiere culì nol resti ancjemò par trop timp scuintiât. Al è di mieç il credit dal Stât talian. Sperant di jessi scoltâts di just". (f.to Presidente, prof. Alberto Travain) CLUB PER L'UNESCO di Udine "Signor Prefetto, undici mesi or sono - la ricorrenza è nel prossimo giorno di Natale - in terra d'Egitto veniva rapito, seviziato e ucciso un nostro valente giovane studioso: Giulio Regeni da Fiumicello. Unitamente a tanta società civile del Friuli, d'Italia e d'Europa ma anche certamente del resto del mondo, il Club per l'UNESCO di Udine rivendica prontamente implacabile giustizia per il compianto corregionale, per la sua famiglia, per il suo popolo e la civiltà. Alle Autorità italiane, l'onere e l'onore d'imporre esemplarmente un argine a certa tirannide ultramarina. Presidieremo con friulana tenacia. Saluti distinti". (f.to Presidente, prof.ssa Renata Capria D'Aronco) ISTITUTO DEL NASTRO AZZURRO - Udine "Signor Prefetto, a undici mesi dalla tragica scomparsa in Egitto del nostro probo Giulio Regeni, nel rendere omaggio al valore limpido di un coraggioso giovane friulano, conclamato figlio delle più gloriose virtù dell'antica Madre Aquileia, la Federazione Provinciale di Udine dell'Istituto del Nastro Azzurro fra Combattenti Decorati al Valor Militare, fedele al culto dei benemeriti, sacri alla patria e alla civiltà, caldamente sollecita le Autorità governative italiane a voler riscattare con ogni mezzo l'oltraggiata dignità del singolo e dell'intera Nazione. Con osservanza" (f.to Presidente, geom. Sergio Bertini)

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