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foto: archivio

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Migranti, a Udine arriveranno 65 nuovi richiedenti asilo

Erano attesi lunedì, ma potrebbero raggiungere la città nelle prossime ore. L'assessore Nonino: «Il territorio è ben presidiato»

L’emergenza migranti non conosce sosta: dopo gli sbarchi degli ultimi giorni, arriveranno in Friuli Venezia Giulia, dalla Sicilia, circa 200 richiedenti asilo. Un flusso, dal Sud al Nord della Penisola, regolato per fronteggiare la situazione. Cosa succederà nel capoluogo friulano?
«In città arriveranno 65 richiedenti asilo – rivela Antonella Nonino, assessore ai Diritti e all'Inclusione Sociale del Comune di Udine -: li attendevamo oggi, ma sono stati trattenuti al Sud poiché si tratta dei sopravvissuti all’ultimo naufragio. I primi 50, invece, hanno raggiunto Gorizia domenica. I 200 previsti saranno quindi distribuiti in tutte le province».

I LUOGHI DELL’ACCOGLIENZA
«Gli arrivi dal Sud Italia – prosegue l’assessore Nonino - sono gestiti direttamente dalla Prefettura che, insieme alla Croce Rossa, si concentrerà sulla ex caserma Friuli per effettuare le operazioni di foto segnalamento e per un primo screening sanitario. Tale intervento avverrà per alcuni giorni e si tratta di un’azione fondamentale. C’è già, inoltre, un accordo con il Distretto sanitario, la Questura e medici volontari della Croce Rossa per procedere in tempi rapidi». 

L’EMERGENZA IN CIFRE
«Quanti sono, quindi, i migranti ospitati in città? “In questo momento – spiega Antonella Nonino, la ex caserma Cavarzerani ospita circa 700 persone. Ce ne sono 310 in un sistema di accoglienza fatto di piccole strutture, gestito dal Comune di Udine in raccordo con Prefettura e varie associazioni. Abbiamo, inoltre, un importante numero di minori non accompagnati (115), oltre a 55 profughi sotto il "Sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati" (Sprar) che in città esiste dal 2000».

LA SICUREZZA.
La gente però non si sente sicura: è una percezione o una realtà? «Il territorio in termini di sicurezza è presidiato bene - afferma l'assessore -: la comunità chiede il rispetto delle regole. La città ha anche un tessuto sociale in grado di assorbire bene l’onda d’urto anche grazie ad importanti azioni di solidarietà. Gestire l’emergenza, e quindi l’accoglienza, significa anche evitare che i migranti si trasformino in mendicanti lungo le strade, come avviene, per esempio, in alcune città».
 

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