Friuli Venezia Giulia: 524 operazioni sospette segnalate nei primi 6 mesi

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Oltre 350 partecipanti tra professionisti, rappresentanti delle istituzioni locali e degli ordini professionali, ieri presso la Sala Convegni dell'Ente Fiera di Udine a confrontarsi sul tema della lotta al riciclaggio. Durante l'incontro è stato analizzato il preoccupante quadro che emerge dai dati sulle operazioni di riciclaggio delle ingenti risorse finanziarie, con particolare riferimento al Nord Est Italiano ed al Friuli Venezia Giulia. L'intera rete nazionale degli sportelli bancari, postali, assicurativi e degli studi professionali sono tenuti per legge ad inviare immediata segnalazione a fronte di operazioni finanziarie sospette, in odore di riciclaggio. I recenti dati dell'UIF - Ufficio Speciale della Banca d'Italia - che raccoglie le segnalazioni antiriciclaggio ed inoltra i casi significativi all'esame della DIA e della Magistratura - dimostrano un quadro consolidato ed in crescita su base nazionale pari a 37.632 segnalazioni nel primo semestre 2014, contro un totale del 2013 di 64.601 segnalazioni per operazioni sospette.
Nel primo semestre 2014 in Friuli Venezia Giulia sono state segnalate 524 operazioni sospette, in tutto il 2013 le segnalazioni erano state 1020, confermando la stessa posizione del 2013, posizionandosi al 16° posto tra le Regioni in Italia per volume di segnalazioni delle transazioni finanziarie sospette.

Le 524 segnalazioni sospette del semestre riguardano le province di Udine 219, di Pordenone 141, di Trieste 103 e di Gorizia 61.

Nella distribuzione territoriale delle operazioni sospette in base alle cosiddette "classi di rischio", la macro area di cui il Friuli Venezia Giulia è parte, assieme al Veneto, all'Emilia Romagna ed al Trentino Alto Adige, vede il 54,3% delle segnalazioni classificate fra "rischio medio ed elevato" ed il 45,7 con rischio basso. Si tratta delle "tipologie delle operazioni sospette" in ordine di peso: bonifici; acquisto e vendita di titoli; erogazione finanziamenti; emissioni o versamenti su conti di assegni o contante; trasferimento di titoli azionari. I settori di attività economica dei soggetti segnalati sono, nell'ordine: industria/edilizia/agricoltura, commercio e servizi.

A livello nazionale delle 37.632 segnalazioni di questo primo semestre 2014 a livello nazionale, i professionisti ne hanno effettuate 1215. Le restanti sono state effettuate la maggior parte dagli intermediari finanziari e solo in minima parte dagli operatori non finanziari.

"I professionisti sono in prima linea accanto alle istituzioni nella lotta al riciclaggio - ha osservato Lorenzo Sirch, presidente dell'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Udine - ma si muovono in un delicato equilibrio tra l'obbligo di rispetto del segreto professionale e l'obbligo di segnalazione delle operazioni sospette, spesso affrontando una normativa che non sempre si presenta di chiara interpretazione, come nel recente "Decreto Giustizia" che assoggetta al regime delle operazioni sospette anche le procedure di negoziazione assistita finalizzate a trovare una composizione della lite al di fuori del Tribunale e deflazionare il contenzioso. Nel caso in cui due soggetti, attraverso la mediazione di professionisti ignari, cerchino un accordo di negoziazione al fine di scambiare ricchezze che potrebbero destare sospetto, il professionista dovrà valutare se sarà obbligato alla segnalazione dell'operazione oppure se potrà avvalersi del segreto professionale, trattandosi di informazioni ricevute dall'assistito. In questo caso, infatti, il professionista si troverà ad un vero e proprio bivio tra la tutela della riservatezza del cliente e il dovere di effettuare la segnalazione."

"Pur condividendo le oggettive difficoltà per una piena e puntuale applicabilità delle prescrizioni antiriciclaggio (la cui normativa è in continua evoluzione) - secondo il Col. Stefano Commentucci Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Udine - le criticità ravvisabili non sono solo di natura "tecnica" ma di mentalità e ritrosia culturale al cambiamento perché i professionisti normalmente hanno piena capacità e strumenti per applicarle. Quindi è bene che venga posta una maggiore attenzione al problema e alla sua utilità pubblica evitando sottovalutazioni o superficialità nell'approccio alla prevenzione del riciclaggio sia per evitare danni al sistema economico nel suo complesso sia per evitare il coinvolgimento inconsapevole in fatti di riciclaggio che può avere conseguenze pesanti per il professionista."

"La normativa vigente sull'antiriciclaggio - ha dichiarato Giovanni Borgna, avvocato del foro di Trieste - è tesa a contrastare un fenomeno che rischia di compromettere gravemente la libertà e la trasparenza dei mercati, ma presenta anche delle zone d'ombra non irrilevanti e non facilmente conciliabili con la tradizione giuridica di uno stato liberale."

L'evento è stato organizzato dall'Ordine dei Dottori Commercialisti ed egli Esperti Contabili di Udine, dalla Consulta delle Professioni presso la CCIAA di Udine, con il patrocinio degli Ordini degli Avvocati di Udine e Tolmezzo, dei Consulenti del Lavoro, del Consiglio Notarile di Udine e Tolmezzo, dell'Aiga di Udine.

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