"La nostra voce per un ideale comune di giustizia climatica": più di 2mila in piazza per il clima

Anche Udine ha partecipato allo sciopero mondiale per il clima: gli studenti hanno sfilato in corteo per poi trovarsi in piazza San Giacomo tra discorsi, striscioni e canzoni

«Noi abbiamo il diritto di dire quello che pensiamo per il nostro futuro e questi vecchi non ci metteranno mai i piedi in testa e non è vero che partecipiamo a queste manifestazioni solo per andare il bar e saltare scuola, io ci credo a questa cooperazione di giovani: siamo qua per manifestare». Il quattordicenne Flavio, cartello alla mano e sguardo fiero, non ha certo timore di dire ciò che pensa.

Sono giovani, a volte giovanissimi. E sono tanti. E di quello che pensano "i vecchi leoni da tastiera" che li criticano se ne fanno ben poco. Stiamo parlando della generazione "Fridays for Future", gli studenti che dalle elementari all'università si stanno mobilitando da mesi per fare in modo che l'emergenza climatica in atto non rimanga solo uno slogan trascritto su qualche cartello, ma sia un punto fondamentale dell'agenda dei governi di tutto il mondo

La manifestazione di Udine

Più di duemila. È questo il numero degli studenti e dei cittadini scesi oggi in piazza per alzare la voce e attirare l'attenzione della politica rispetto ai cambiamenti climatici in atto e per sollecitare delle azioni concrete che invertano le attuali condizioni. Al terzo sciopero mondiale per il clima, Udine risponde ancora abbondantemente presente con buona pace dei detrattori. 

L'entusiasmo in città è alto fin dalla partenza fissata alle 9 in piazzale Cavedalis. Al migliaio di studenti che si sono dati appuntamento di fronte all'istituto Zanon, se ne sono aggiunti molti lungo il percorso e a conclusione del corteo, terminato in piazza San Giacomo. Proprio qui c'è stato il clou della manifestazione, con i discorsi dei ragazzi e la musica. Ad accogliere i manifestanti, una "Imagine" che ancora è presa a simbolo delle mobilitazioni popolari a distanza di quasi 50 anni dalla sua uscita. A fare più rumore, però, è stato il silenzio delle istituzioni.

I discorsi

A salire sugli scudi soprattutto gli studenti degli istituti superiori cittadini. Ad accendere gli animi dell'affollatissima piazza, tra gli altri, è stato il diciassettenne Riccardo Iellen. Iscritto al Copernico, ultimo anno, Riccardo si è impossessato del microfono con piglio sicuro arringando la folla con un discorso tutt'altro che adolescenziale e incerto.

"Nella nostra folle corsa verso l'autodistruzione siamo diventati così abituati a sentire predizioni di morte che forse non ce ne rendiamo più conto, siamo diventati insensibili a tutto ciò, abbiamo costruito una tolleranza per la relatà che ci circonda e nemmeno la certezza di una fine orribile ci spaventa più", ha praticamente urlato davanti ai manifestanti.

"Per anni avete voluto girare il viso dall'altra parte - Riccardo si rivolge idealmente ai leader mondiali spaventati dal discorso della sedicenne Greta Thunberg - ignorando i costanti allarmi e profezie funeste della comunità scientifica tutta, preferendo credere alle profezie Maya sulla fine del mondo che a quelle della comprovata scienza".

Applausi. I giovani capiscono e empatizzano. Riccardo tira la stoccata finale alla sua platea di politici di tutto il mondo le cui orecchie stanno fischiando parecchio ultimamente. "Il tempo di agire è questo. Non è domani, non è fra un po', non è dopo aver discusso di migranti, di elezioni di buche nella strada, di Saviano, di Bibbiano e di chi più ne ha più ne metta; è adesso!"

I cartelli

Ormai una componente fondamentale di tutte le manifestazioni, anche oggi per le vie di Udine si sono visti numerosi e coloratissimi cartelli. Tra chi ha scelto l'ironia ("Ci avete rotto i polmoni") e chi la serietà ("Stop alle produzioni di massa"), in tanti hanno voluto esprimere la loro scelta etica in relazione al cibo, riferendosi a diete vegane e vegetariane.

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