menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
La fila di udinesi in attesa di poter entrare all'Odeon ieri pomeriggio

La fila di udinesi in attesa di poter entrare all'Odeon ieri pomeriggio

Tutti in coda per ammirare l'Odeon, ma ancora non c'è un dialogo per la riapertura

L'unico tentativo fatto in passato risale al progetto presentato dal Css Teatro stabile di innovazione del Fvg nel 2006, prima approvato e poi rigettato dalla giunta Tondo

Durante la 27esima edizione delle Giornate Fai di Primavera, sono state oltre 1200 le persone che hanno visitato tra sabato e domenica il teatro cinema Odeon di Udine. Luogo ormai simbolo della città, per il suo passato glorioso e per il suo presente dismesso. Numeri che testimoniano quanto l'interesse dei cittadini intorno a questo edificio, chiuso ormai più di sedici anni fa, non sia mai scemato.

L'interesse per la riapertura

Eppure negli anni i tentativi di riportare in vita questo edificio progettato da Ettore Gilberti e inaugurato nel 1936, sono stati tutti piuttosto timidi. Tutti tranne uno. Era il 2006 quando fu il Css Teatro Stabile di Innovazione del Fvg a presentare un progetto alla Regione governata allora da Riccardo Illy. La proposta era di acquisto, ristrutturazione e gestione dell'immobile, al fine di creare un nuovo polo di innovazione culturale insieme al Teatro San Giorgio e al Teatro Palamostre, e incontrò subito il favore dell'allora sindaco di Udine Sergio Cecotti e dell'assessora comunale alla cultura Gianna Malisani. La Regione diede un primo parere favorevole, salvo poi fare dietrofront dopo il cambio di giunta. Nel 2008, infatti, si insediò Renzo Tondo che per voce dell'assessore regionale alla cultura Roberto Molinaro congelò lo stanziamento di 5 milioni di euro perchè la proposta non aveva i requisiti previsti dalla legge in quanto il Css non è una partecipata della Regione. E il tentativo, l'unico, di riaprire l'Odeon andò in fumo. I soldi già stanziati dalla giunta precedente andarono così a finanziare altri progetti e così l'ex cinema è rimasto chiuso.

L'edificio

La struttura costituisce l’ultimo lavoro dell’architetto Gilberti, diverso dallo stile eclettico di precedenti edifici, ma vicino piuttosto al novecentismo degli anni '30. Il complesso è diviso in tre settori: la parte centrale comprende la struttura del cinema, le laterali hanno destinazione commerciale al pianterreno e residenziale ai piani superiori; il tutto coronato da un quinto piano residenziale, con una cornice modanata in pietra artificiale a separare quarto e quinto piano. La facciata principale è alleggerita da vetrate con struttura in pietra artificiale che danno luce all’atrio e al foyer della prima galleria. La sala cinematografica si prestava ad un uso bivalente: togliendo lo schermo si usufruiva di un palcoscenico, anche se non profondo. Per ottimizzare l’acustica, le pareti furono rivestite in faesite dorata, decorata da Ugo Rossi con figure mitologiche. Gli ambienti sono ornati da altorilievi di Antonio Franzolini con storie di Orfeo.

La visita con il Fai

Oltre 700 persone nella giornata di ieri e più di 500 sabato si sono recate, accompagnate dagli "apprendisti ciceroni®" degli istituti superiori Deganutti e Bertoni che collaborano con la delegazione Fai di Udine, a visitare l'ex cinema. La non accessibilità ha duqnue attirato molti udinesi che sono stati accompagnati in una visita classica all'interno della struttura. «Gli stessi ragazzi erano molto contenti di poterci entrare - ci ha raccontato Chiara Bettuzzi del Fai di Udine - e molti insegnanti si sono anche emozionati a conferma del fatto che abbiamo centrato l'obiettivo, ovvero quello di entrare nel cuore della nostra città e dei suoi cittadini».

Il monito

La visita all'interno dell'edificio si è concentrata soprattutto sullo scalone principale che conduce alla galleria, con il suo aspetto monumentale. Grande attenzione è stata riservata agli stucchi del vestibolo principale e alle pannellature dipinte all'interno della sala, con il loro fascino e la loro storia. «Anche nei camerini ci sono tante particolarità purtroppo non accessibili, perché non ci sono le condizioni... è evidente che il tempo lo sta massacrando», ha concluso la Bettuzzi. E chissà che non sia l'ora di riaprire un dialogo interrotto troppo tempo fa.  

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Tutti a vaccinarsi, mega coda in Fiera a Udine

Attualità

Coronavirus, in Friuli continuano a calare ricoveri e contagi

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

UdineToday è in caricamento