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Barillari: "Accogliere i profughi subito, il resto strada facendo"

Il Comune di Udine mette a disposizione ulteriori 100 posti che si aggiungono ai 30 previsti da La Quiete e i 6 appartamenti annunciati nei giorni scorsi

Ulteriori 100 posti messi a disposizione dei profughi ucraini in fuga dalla guerra. L'accordo è stato siglato tra il Comune di Udine e la Prefettura. Capofila del progetto la cooperativa Codess che si occuperà di reperire i posti in strutture adeguate, che già partecipano al sistema di accoglienza, coordinando altri enti e associazioni. Un’iniziativa che si aggiunge a quanto già fatto dall’amministrazione negli scorsi giorni: prima erano stati messi a disposizione sei alloggi, poi era stato trovato un accordo con la Quiete per accogliere fino a 30 profughi in arrivo dall’Ucraina nella residenza “I Faggi” di via Micesio.

Trenta posti per i profughi ucraini alla Quiete

L'assessore comunale ai servizi sociali Giovanni Barillari ha sottolineato " La macchina organizzativa è in movimento, sarebbe necessario che la prefettura disciplinasse le modalità di gestione alla accoglienza presso le istituzioni private. Siamo di fronte ad aspetti nuovi dell'accoglienza per i quali non siamo preparati e non abbiamo ancora disposizioni precise. Nel frattempo, intanto si accoglie e poi si sistemano le cose burocraticamente, strada facendo. C'è un grande lo sforzo comune per garantire anche l'assistenza a chi verrà accolto". Barillari afferma come ci sia anche una questione irrisolta sul tema della pandemia, le persone che arrivano dovranno essere prese in carico dal sistema sanitario e monitorate anche con tamponi. Inoltre, sarò necessario verificarne lo status vaccinale. "I primi profughi arrivati nella nostra provincia sono stati accolti dalla Croce Rossa. Sono stati tutti tamponati al loro arrivo a Palmanova. Per il prossimo futuro l'Asufc si sta organizzando per gestire anche questo particolare aspetto". Per ora gli ucraini in fuga dalla guerra trovano accoglienza da parenti e amici. ”Queste persone vengono ospitate da persone di cui si fidano, con una gestione privata - conclude Barilllari -  Noi restiamo pronti per intervenire e per dare il nostro aiuto. Ho paura che sarà inevitabile visto come sta evolvendo la situazione”.

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