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Martedì, 4 Ottobre 2022
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Da quando accendere termosifoni in Friuli, mai quanto quest'anno è caos sulle date

In attesa che venga approvato il decreto del ministero per la Transizione ecologica, al momento restano in vigore le regole del Dpr 74/2013. Dovesse essere approvato, invece, le cose cambierebbero. Ecco come

Le temperature, in montagna, ma anche su pianura e coste, si sono decisamente abbassate in questi giorni e, puntuale, torna a farsi sentire la domanda su quando si potranno accendere gli impianti di riscaldamento. E mai quanto quest’anno la questione non è chiara, visto che è ancora in attesa di approvazione il decreto presentato (per ora solo al consiglio dei Ministri) dal responsabile alla Transizione Ecologica, Roberto Cingolani.

Il testo del piano italiano per limitare gli effetti della corsa del prezzo del gas, infatti, prevede una serie di misure che interesseranno anche le abitazioni. Misure che riguarderanno anche le famiglie friulane, visto che il piano di risparmio prevedrebbe una diminuzione di 15 giorni del periodo di accensione, posticipando di 7 le prime accensioni rispetto al piano attualmente in vigore e anticipando di 8 giorni l'obbligo di spegnimento degli impianti. Ma non solo, perché la durata giornaliera di accensione dovrebbe essere ridotta di un'ora e diminuita di 1 grado la temperatura massima consentita, portandola, per le abitazioni, a 19 gradi (con due gradi in più o in meno di tolleranza).

Quando accendere il riscaldamento in Friuli

Nell'attesa di una modifica o meno, al momento resta quindi in vigore il Dpr 74/2013. È in base a questa normativa, infatti, che l'Italia è stata suddivisa in 6 zone climatiche. Se tutto dovesse restare come lo scorso anno, in Friuli, che ricade in fascia E, il via a termosifoni è per il 15 ottobre, mentre passassero le nuove regole, la data slitterebbe al 22. Stesso discorso per lo spegnimento: il 15 aprile con le regole in vigore, il 7 aprile in caso di modifica. In caso di freddo improvviso o prolungato, saranno comunque i sindaci delle singole città a decidere se anticipare o posticipare l’accensione dei riscaldamenti.

Per quanto riguarda la temperatura, questa si deve attestare sui 20 gradi (con una tolleranza di 2 gradi) per un massimo di 14 ore al giorno con la possibilità di frazionare l’orario giornaliero in due o più blocchi. L’importante è che l’accensione avvenga nella fascia oraria coperta tra le 5 e le 23. Tutto questo, come detto, nel caso restassero in vigore le solite regole, altrimenti si dovrà ridurre di un grado la temperatura e il tetto massimo consentito di accensione giornaliero degli impianti scenderebbe a 13 ore al giorno.

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