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«FVG Pride inutile», tuona il sindaco. La replica: «Manifestiamo per i diritti di tutti»

Il sindaco di Gorizia, Ziberna, condanna la scelta di fare un Pride e chiede manifestazioni per i lavoratori. Gli organizzatori replicano: «Le precarietà del mondo del lavoro, ora acuita, è una nostra battaglia, siamo anche noi lavorator* e la sentiamo sulle nostre pelli»

Nemmeno il tempo di essere annunciato, che già il FVG Pride 2021 ha acceso gli animi. Il primo a sentirsi chiamato in causa è il sindaco di Gorizia, città dove si svolgerà la parata finale, Rodolfo Ziberna. «Qualche anno fa lo scrittore Aldo Busi, parlando del Gay pride disse che al posto delle paillettes avrebbe voluto che i dimostranti sfilassero con le tute da lavoro e oggi ancora di più tale affermazione mi sembra azzeccata». Questo il suo primo commento all’annuncio che la terza edizione del  FVG Pride si svolgerà fra Gorizia e Nova Gorica.

«Condanno risolutamente l’omofobia e tutto ciò che è discriminazione e violenza – chiarisce Ziberna - , perché libertà significa anche poter amare chi si desidera, indipendentemente dal sesso e proprio per questo ritengo che  l’ostentazione provocatoria e superficiale tipica dei Gay pride rappresenti una mancanza di rispetto verso chi vive quotidianamente questa realtà, anche pubblicamente, senza sentire il bisogno di scendere in piazza con atteggiamenti che, a volte, rasentano il ridicolo e tendono a rimarcare una diversità che, per il sottoscritto e per la stragrande maggioranza degli italiani non esiste. Tanto più oggi, di fronte a una situazione drammatica, in cui i diritti al lavoro di tantissime persone non vengono rispettati e ci si ritrova di fronte a migliaia di aziende a rischio chiusura, con ripercussioni occupazionali che toccheranno indistintamente etero e gay preferirei manifestazioni in cui non ci siano divisioni basate sulle preferenze sessuali bensì unitarie e caratterizzate da obiettivi che riguardano i diritti di tutti i cittadini. Così si abbattono veramente i confini mentali».

"Ci dia il patrocinio"

Immediata la risposta dell'associazione FVG Pride ODV.  «Le precarietà del mondo del lavoro, ora acuita, è una nostra battaglia, siamo anche noi lavorator* e la sentiamo sulle nostre pelli. Questo però unisce e si salda alle discriminazioni che dobbiamo affrontare ogni giorno in quanto persone Lgbti+, anche nei luoghi di lavoro». Questa la reazione del presidente di Fvg pride ODV Nacho Quintana Vergara alle affermazioni del primo cittadino di Gorizia. «Cogliamo con entusiasmo la sua posizione netta contro le discriminazioni sulla base dell’identità sessuale (è quindi sostenitore dell’approvazione ddl Zan?, ci chiediamo) e quindi ci aspettiamo di approfondire queste tematiche insieme quando ci concederà un incontro organizzativo successivo al patrocinio del Comune di Gorizia, che in seguito alle sue parole non può evidentemente mancare».
«Se la sua preoccupazione è il mondo del lavoro, può essere tranquillo che siamo di parte: le persone LGBTQIA+ del territorio sono abituate a partecipare assiduamente anche alle manifestazioni del 1 maggio, come a tutte quelle per la parità dei diritti e la dignità delle persone. Inoltre - continua Quintana Vergara - il primo cittadino goriziano dovrebbe riflettere anche sul fatto che portare migliaia di persone a Gorizia è per le e gli esercenti del territorio una ricca opportunità di ripresa», continua Quintana Vergara. 
«Con tutte le persone che parteciperanno, il sindaco Ziberna potrà inoltre essere informato e scoprire dal vivo in che cosa consiste davvero un Pride: con le paillettes, in doppiopetto o in tuta, le nostre istanze di uguale dignità e diritti sono le stesse e interessano tanto le persone attente quanto le persone che credono che esista una reale uguaglianza delle persone Lgbti+ che, invece, a causa di forze politiche reazionarie non esiste ancora».

Il consigliere leghista

Dopo le dichiarazioni di Ziberna, anche il consigliere regionale Diego Bernardis, in forze alla Lega, si è espresso. «Mi auguro che il Fvg Pride venga dirottato in altro luogo, un evento del genere non ha niente a che vedere con Gorizia né con il programma culturale di GO2025». Diego Bernardis, intervenendo sul tema della terza edizione del Fvg Pride ha espresso dunque «forte contrarietà rispetto all'ipotesi che l'evento possa coinvolgere anche il capoluogo isontino». Bernardis trova incompatibile il futuro ruolo di Gorizia capitale della cultura con la manifestazione del FVG Pride. 

«Una città come Gorizia - prosegue l'esponente leghista - ovvero un modello culturale e transfrontaliero, segnata da eventi bellici mondiali e contraddistinta da magnificenze mitteleuropee e di ispirazione asburgica, oltreché dalla forte identità friulana e da eccellenze agroalimentari e produttive, non ha nulla a che vedere con un evento dove le tendenze sessuali vengono spettacolarizzate anziché rivendicate. Fermo restando il rispetto per ciascun credo e orientamento sessuale delle singole persone e dei singoli cittadini, sarebbe davvero deludente e incompatibile se un evento come il Fvg Pride si svolgesse fra quelle città che recentemente si sono viste riconoscere il titolo di Capitale europea della cultura 2025», conclude. 

"Capitale della cultura e Pride non sono incompatibili"

«Vorrei capire in quale modo il concetto di Gorizia 'città modello culturale transfrontaliero, segnata da eventi bellici mondiali e contraddistinta da magnificenze mitteleuropee e di ispirazione asburgica, oltreché dalla forte identità friulana e da eccellenze agroalimentari e produttive', come espresso in un suo comunicato dal consigliere della Lega Diego Bernardis, cozzi con l'ipotesi di ospitare un Fvg Pride», si chiede la consigliera regionale del M5S, Ilaria Dal Zovo.

«Gorizia è sicuramente il modello che dice Bernardis - afferma la Dal Zovo -, ma mettere tutte queste caratteristiche in contrapposizione alla manifestazione dell'orgoglio Lgbt non ha alcuna logica, così come è insensato e strumentale nascondere il fastidio verso persone che hanno un orientamento sessuale che non piace alla Lega dietro a una presunta incompatibilità con la capitale europea della cultura 2025. Nella decisione di Parlamento e Consiglio europeo che istituisce la capitale europea della cultura - ricorda l'esponente pentastellata -, si afferma che le città cui è stato attribuito il titolo devono promuovere nelle loro attività  l'inclusione sociale e le pari opportunità e devono adoperarsi al massimo per assicurare il coinvolgimento più ampio possibile di tutte le componenti della società civile nella preparazione e attuazione del programma culturale, con una particolare attenzione per i giovani, le minoranze, incluse quelle sessuali,  e i gruppi svantaggiati, compresi quelli a rischio di discriminazione'». 
«Se Bernardis e il suo partito non vogliono che l'evento venga ospitato a Gorizia, almeno dicano chiaramente che il motivo non risiede certo in una incompatibilità, ma piuttosto nel fastidio che provano verso le persone che partecipano al Fvg Pride - conclude la consigliera del M5S -. Nelle differenze e nei confronti sta la bellezza delle persone, l'espansione del pensiero e ogni forma di cultura ha tratto ricchezza da questo. Negarlo per paura, stereotipi, pregiudizi ci porta indietro a tempi di intolleranza e odio». 

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