Zaia, nuova ordinanza: "Chi non la rispetta può finire in carcere"

Il presidente del Veneto: "Dal primo luglio in regione abbiamo avuto 28 contagi, un’inezia a livello numerico. 15 di questi sono casi di "virus importato". Che il contagio arrivi da fuori è adesso il vero pericolo"

Luca Zaia, vicino di casa del Friuli Venezia Giulia, aggredisce la nuova mini ondata di contagi in Veneto. "C’è il grande problema del virus di importazione, non voglio fare casino – ha detto il leghista – ma trovo assurdo che dopo mesi di lockdown dobbiamo rischiare per chi porta il virus dall’estero. Io non voglio richiudere tutto, sia chiaro. Dal primo luglio in Veneto abbiamo avuto 28 contagi, un’inezia a livello numerico, ma 15 di questi sono casi di "virus importato" ed è un tema questo, che sta diventando centrale in tutte le regioni e i Paesi. Il portarci il contagio a casa da fuori adesso è il vero pericolo".

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Ordinanza

"È semplice ma complicata allo stesso tempo" ha detto Zaia commentando l'ordinanza. "Prevede l’obbligo di isolamento fiduciario per 14 giorni in caso di contatto a rischio con soggetto risultato positivo al tampone, nel caso d'ingresso o rientro in Veneto da 36 diverse nazioni. La lista sarà diffusa con la pubblicazione del documento". Il presidente ha poi spiegato che la "compresenza di sintomi di infezione respiratoria e temperatura superiore a 37.5 gradi obbliga le persone a contattare medico e Ulss. Quest'ultima può disporre anche l’isolamento in strutture alberghiere dedicate. Sono obbligatoriamente sottoposti a tampone tutti i soggetti che entrano o rientrano in Veneto dopo un viaggio di lavoro in un Paese diverso da quelli elencati. Le Ulss sono inoltre obbligate a denunciare alle autorità giudiziaria chi non rispetta l’isolamento e chi rifiuta il ricovero in caso di positività. Se un positivo non rispetta l’isolamento può finire in carcere. Abbiamo quindi fatto chiarezza a livello regionale, e speriamo che si possa fare anche a livello nazionale. Il Governo deve darci una mano con le sanzioni".
 

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