Vertenza con Poste Italiane sui disservizi, il riscontro di AGCOM

Segnalazione di disservizi nel servizio di recapito della corrispondenza gestitodalla Società Poste Italiane nel Comune di Valvasone Arzene. La risposta dell' AGCOM.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Secondo l’AGCOM i disservizi del recapito postale sono frutto di carenze croniche nella toponomastica, assenza di nominativi sulle cassette postali e della fusione tra il Comune di Arzene e il Comune di Valvasone… e se le bollette arrivano in ritardo i cittadini possono sempre chiedere quando sono state spedite… sich.! Ma chi controllerà il controllore? Questa domanda sorge spontanea nel momento in cui si legge il riscontro dell’ Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) nel merito dell’esposto inoltrato dal Comune di Valvasone Arzene sui disservizi di recapito della corrispondenza da parte di Poste Italiane spa. Infatti, oltre a rappresentare una sorta di avvocato difensivo e giustificativo delle inadempienze del controllato, cioè Poste Italiane spa, AGCOM individua nelle inadempienze dell’amministrazione comunale di Valvasone Arzene e dei suoi cittadini le cause per il recapito dopo un mese e tre giorni dell’esito di un esame del sangue e tutti gli altri disservizi creati dopo l’introduzione del modello di recapito a giorni alterni. A onore della verità dopo il clamore mediatico e l’incontro della settimana scorsa con il Vicedirettore della società per azioni, Giuseppe Lasco, è da registrare un comportamento propositivo da parte di Poste Italiane spa e, a conferma che qualcosa non andava proprio e che ora è in via di risoluzione. Infatti, la circostanza che nelle ultime settimane i portalettere sono presenti e procedono con solerzia nella loro funzione conferma la bontà delle lamentele espresse anche per conto dei miei concittadini. Tuttavia, l’ AGCOM evidenzia che “il problema più grave, riscontrato nel Comune di Valvasone Arzene, è quello della carente toponomastica e della numerazione civica spesso inesistente, che causano oggettive difficoltà nell’erogazione del servizio di recapito della corrispondenza. Si riscontra inoltre una frequente mancanza di cassette domiciliari (o di nominativi sulle stesse). Solo grazie alla diretta conoscenza degli stessi da parte dei portalettere di zona la Società Poste Italiane riesce a sopperire, almeno in parte, alle carenze infrastrutturali del territorio di riferimento”. È del tutto ovvio che tali evidenze non corrispondono al vero e la prima azione che l’amministrazione comunale di Valvasone Arzene farà e di verificare in base a quali informazioni l’AGCOM abbia potuto prendere un abbaglio così clamoroso. Infatti, non solo ogni abitazione a Valvasone Arzene è ben numerata con civici evidenti ma anche le indicazioni toponomastiche sono arricchite con cartelli che sulla stessa via indicano la ripartizione dei recapiti. E d’altronde come si spiegherebbe altrimenti la circostanza che fino al cambio del modello di recapito non erano stati registrati particolari disagi? Qualcuno è passato notte tempo a cancellare civici e ha rimosso le tabelle viarie? Ma l’abbaglio dell’Autorità di controllo è ancor più grande quando segnala che “il Comune di Valvasone Arzene è stato istituito nel 2015 a seguito della fusione dei due Comuni, Valvasone e Arzene, la quale ha provocato rilevanti criticità poiché una parte considerevole degli invii riportano indirizzi vecchi ed errati, pertanto tale circostanza non fa altro che peggiorare la problematica relativa alla carente toponomastica”. Premesso che sono trascorsi 5 anni dalla fusione e che la posta fino a un paio di anni era recapitata in modo regolare, corre l’obbligo di informare l’AGCOM che il Comune di Valvasone Arzene non ha cambiato il proprio codice di avviamento postale poiché coincidente per entrambi i Comuni che hanno originato il nuovo ente. Inoltre, essendo stata una fusione amministrativa che ha riguardato due realtà che in precedenza erano già unite non si è provveduto ad alcun cambio della toponomastica. L’unica “anomalia da fusione” è quella originata da tre strade, via del Mattino, via Sant’Elena e via Majaroff che iniziavano in un paese e finivano nell’altro e quindi si è proceduto con il cambio di numerazione di 47 civici su un totale di 1.724 recapiti: il 2,3 percento del totale dei potenziali indirizzi da servire. Pertanto l’AGCOM sarà invitata dall’Amministrazione comunale di Valvasone Arzene a rivalutare le proprie determinazioni e a vigilare in modo effettivo e più pervicace sull’operato dei soggetti sottoposti al proprio controllo con un’ultima evidenza sulla conclusione della missiva inoltrata. Infatti, l’Autorità conclude il proprio riscontro evidenziando che “per quel che riguarda eventuali ritardi nel recapito delle fatture/bollette dei gestori dei servizi” la vigente normativa stabilisce che “gli operatori postali hanno l’obbligo, nell’ambito della risposta ad un reclamo dell’utente, di fornire informazioni dettagliate sia all’utente che al gestore del servizio sull’intera tracciatura e, quindi, sulle date di compimento delle varie fasi del servizio postale”. Tradotto. Se si riceve una fattura per un’utenza oltre alla scadenza è questione che riguarda chi spedisce e chi riceve la lettera… peccato che una volta c’era la buona abitudine di far timbrare tutte le missive in partenza così da dar certezza al destinatario del tempo intercorso prima della consegna del documento. Oggi tutto questo non c’è più con buona pace per gli utenti… basterebbe ripristinare questo obbligo per consentire ai cittadini di verificare se è l’ente gestore del servizio o chi si occupa del recapito ad aver omesso ai propri doveri contrattuali.

Markus Maurmair Sindaco di Valvasone Arzene

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