L'Italia e la Slovenia isolano la Croazia, l'Istria protesta perché si sente sicura

I vertici della Regione istriana e i sindaci dei maggiori comuni della penisola hanno scritto una lettera al primo ministro, Andrej Plenkovic, per salvare la stagione turistica nazionale

La costa istriana

L’Istria non ci sta e avanza la sua candidatura per salvare l’ultima parte della stagione turistica in Croazia. È questo lo scenario dentro il quale si inserisce la lettera inviata ieri a Andrej Plenkovic, primo ministro croato, da parte dei vertici della Regione Istriana e sottoscritta dai sindaci dei maggiori comuni della penisola. 

In un quadro epidemiologico che mette sul banco degli imputati la costa dalmata, con contagi in aumento e la conseguente preoccupazione dei Paesi confinanti – l’Italia ha imposto i tamponi obbligatori a tutte i vacanzieri di ritorno dalla sponda orientale dell’Adriatico, la Slovenia ha inserito Zagabria nella lista “rossa” e l’Austria che ha richiamato i concittadini in patria -, l’Istria prende la palla al balzo e, forte dei suoi pochi contagi, avanza una richiesta ufficiale al suo governo affinché parli “immediatamente” con Roma e prende decisioni forti. 

La partita in gioco, secondo la lettera, non sarebbe quindi tanto quella della salute pubblica, bensì “la stagione turistica in un momento in cui gli arrivi sono più numerosi e gran parte degli ospiti provengono dall’Italia e dalla Slovenia”. L’isolamento della Croazia non piace all’autonomismo istriano, ai politici della penisola e alle casse degli imprenditori locali. La situazione, affermano, “è sotto controllo” e soprattutto, in un momento in cui la Dalmazia “sparisce” dalla scelta della destinazione delle proprie ferie agostane (le disdette starebbero aumentando ora dopo ora), avanzano la proposta di "salvare il bilancio" croato il quale dipende anche dal gettito istriano. 

La lettera menziona poi l’incertezza autunnale e punta il dito contro la decisione dell’Italia che viene definita “discriminatoria”. Richiamando il governo ad un senso di responsabilità, l’Istria chiede infine a Zagabria misure urgenti. “Ci auguriamo – conclude la lettera – che non permettiate che la stagione fallisca a causa di chi non rispetta le misure”. 

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