Lunedì, 18 Ottobre 2021
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L'sos di Uil Fpl: personale sanitario del Fvg allo stremo, si teme la fuga

Bressan: "Nel prossimo futuro ci sarà un’altra grave perdita di personale dovuta alla quiescenza, vista l’età anagrafica della gran parte del personale in servizio"

"Inutile raccontare cosa sta succedendo nei nostri ospedali: la situazione è così drammatica che ormai la si potrebbe paragonare ad una grossa barca in mezzo alla tempesta. Accusare la Direzione centrale della salute, i vertici politici o i rispettivi Direttori generali sarebbe un atto gratuito. E anche ingiusto. Sicuramente, da questo frangente, è emersa una classe dirigente, a tutti i livelli, non sempre capace di gestire la grande crisi, troppe volte abbiamo visto 'chiudere la stalla dopo che i buoi erano già scappati'". Comincia così lo scritto diramato oggi dal segretario regionale Uil Fpl Udine Stefano Bressan e che preannuncia a breve, in Fvg, "lo scoppio" del settore Sanità.

Il sistema non regge

"Ora, tutta la parte dei lavoratori direttamente coinvolti nella pandemia è allo stremo, al limite della sopportazione psico-fisica; non tanto per i carichi di lavoro quanto per la frustrazione e la sensazione di impotenza di fronte alla morte di quelle persone, troppe, che non possono essere assistite a causa di un sistema che non regge più - prosegue Bressan. Si sa che durante le maxi-emergenze (calamità, eventi catastrofici ecc.) i casi più gravi vengono messi in secondo piano e bisogna cercare di 'salvare i salvabili'; questo è ciò che sta succedendo in diverse realtà, con l'effetto di distruggere la già provata psiche degli operatori".

Sos personale

"Ormai è realtà il fatto che non si riesca più a trovare personale medico ed infermieristico per coprire il turn-over e rimpinguare le situazioni in grave sofferenza: è questo il rischio più grosso, ovvero che medici, infermieri e Oss abbandonino i nostri ospedali. Visti i tempi che corrono, un altro posto lo possono trovare sicuramente. Consideriamo che, se fino allo scorso anno il Sud era un enorme 'serbatoio' per rifornirsi di personale, oggi non è più così. Ovunque in Italia le aziende sanitarie bandiscono o bandiranno nuovi concorsi, mentre il 'grande Nord' perderà migliaia di professionisti, che appunto rientreranno nelle proprie regioni. Conseguenza inevitabile sarà la chiusura di servizi, su tutti i fronti della cura e assistenza".

La pensione

"Riteniamo inoltre che, oltre alla fuga di tanti, nel prossimo futuro ci sarà un’altra grave perdita di personale dovuta alla quiescenza, vista l’età anagrafica molto elevata della gran parte del personale attualmente in servizio. Per questo motivo chiediamo con forza alla politica regionale di attivarsi con un piano 'Marshall' che preveda in tempi rapidissimi la formazione di personale Oss, infermieristico, assistenti ecc... Chiediamo che venga rivisto e ottimizzato tutto il sistema, sfruttando le risorse disponibili in maniera razionale, nel rispetto dei doveri e diritti dei lavoratori. Questa pandemia ha dimostrato a tutti i sostenitori della privatizzazione, che in quest’ultimo decennio hanno messo in crisi il sistema sanitario pubblico, che quella strada non è percorribile in una nazione civile e democratica. Non è mai tardi per 'rimettersi in carreggiata' e nei prossimi anni sicuramente dovremmo affrontare una grossa salita, ma crediamo fermamente che si possa fare. Vanno abbandonate da subito logiche ed interessi privatistici, va ricostruito ciò che già avevamo: "il miglior sistema sanitario del mondo”.

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