Artigiani in rete per la produzione delle mascherine, 30 mila pezzi in 10 giorni

Tilatti: “Orgoglioso delle nostre imprese, ancora una volta hanno dimostrato il loro spirito di solidarietà"

All’appello della Protezione civile Fvg il mondo artigiano ha risposto mettendosi in rete. Le aziende del settore moda, nella gran parte dei casi ferme, non rientrando - salvo le tessiture - nell’elenco dei codici Ateco che possono continuare a produrre, hanno deciso di riconvertirsi temporaneamente per realizzare mascherine. Mossi i primi passi una settimana fa, grazie all’iniziativa della capocategoria e componente del direttivo nazionale del comparto moda di Confartigianato, Gloria De Martin, in pochi giorni l’impegno si è tramutato in una rete costituita da una decina di imprese di cui tre “capofila” e un ordine di 30mila pezzi da consegnare prima possibile.

Il presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti, commenta l’iniziativa con entusiasmo. “Ancora una volta il mondo artigiano sta dimostrando il grande spirito di solidarietà che da sempre lo anima. Dinnanzi alla necessità urgente di mascherine, i nostri artigiani si sono messi all’opera e stanno lavorando in rete, con grande professionalità e sobrietà, chi direttamente per la protezione civile regionale, chi per i privati cittadini, le imprese e gli ospedali. A questi ultimi abbiamo “ordinato” alcune centinaia di mascherine: alcune saranno adoperate in associazione, altre verranno donate all’ospedale di Udine dove i sanitari hanno già avuto occasione di apprezzarne la grande qualità”. 

Mentre a livello nazionale si cercava di mettere a punto un sistema per certificare la produzione dei Dpi, gli artigiani friulani hanno deciso di mettersi all’opera subito, bypassando il problema burocratico. “Se aspettavamo la certificazione passava anche l’emergenza” dichiara De Martin che ha quindi invitato le aziende del comparto a mettersi a disposizione. “Hanno risposto in molte, ma i tempi per organizzarsi, considerata anche la difficoltà a reperire le materie prime, dal tessuto all’elastico, non hanno consentito a tutti di mettersi ancora all’opera. A oggi sono una decina di attività che stanno lavorando”. Per la protezione civile e non solo.

Alla testa di questa impresa diffusa ci sono la Tessitura Carnica di Villa Santina, Blu Notte di Pasian di Prato e Di Due di Gonars. “Ci siamo sentiti in dovere di rispondere all’appello della Protezione civile, non per guadagnarci ma per spirito solidaristico. Nella manifestazione d’interese abbiamo formulato un prezzo di fornitura che ci consente appena di coprire i costi - spiega Giuseppe Tonon, titolare della Tessitura Carnica -, ma il fine è quello di dare una mano anche noi alla Protezione civile regionale, che è fatta soprattutto di volontariato, e di non mettere in cassa integrazione i nostri dipendenti”. 
Iniziata nei giorni scorsi, la produzione sta aumentando di ora in ora. Gli artigiani lavorano no stop. Anche sabato e domenica. Con l’obiettivo di arrivare, a regime, a produrre 3.500 mascherine a giornata, più quelle realizzate dalle piccole imprese coinvolte da Confartigianato.

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Per le aziende che volessero darci una mano abbiamo preparato kit da 1.000 mascherine - fa sapere dal canto suo Andrea Zuccato, titolare di Blu Notte, sceso in campo insieme al fratello Fabio, a sua volta titolare di un’azienda artigiana (la Metal project) -. Così, anche le imprese meno strutturate possono partecipare a questa iniziativa. Basta una macchina da cucire lineare piana, senza grandi accessori. Ce l’hanno tutte le aziende del settore”. 
Legata ora soprattutto alla fornitura per la Protezione civile Fvg, l’attività della rete punta a non fermarsi qui, ma a proseguire, al servizio di aziende, ospedali o enti che avessero a loro volta necessità di mascherine. “Abbiamo il know how e la capacità produttiva per rispondere a questa esigenza - conclude Zuccato -. Invitiamo dunque chiunque avesse bisogno di questo tipo di presidio a contattarci”. 

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