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Sabato, 2 Luglio 2022
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Irritabili, svogliati e distratti: come la Dad ha cambiato gli e le adolescenti udinesi

Condotto da un team di ricercatori dell'Università di Udine uno studio sugli impatti emotivi della didattica a distanza: preso a campione un gruppo di oltre 1300 studenti e studentesse della provincia di Udine

È nato a Udine uno studio sull’impatto della didattica a distanza (Dad) sulle relazioni e sul benessere emotivo di studenti e studentesse delle scuole secondarie di secondo grado. L’analisi, condotta su oltre 1300 tra studenti e studentesse, rispetto alle ricerche che hanno provato a capire il “modello Dad”, per la prima volta in Italia si è concentrata fortemente sulle ricadute psicologiche, orientandosi sul benessere degli e delle adolescenti. Fine di questo lavoro, dunque, è capire l’effetto sia della Dad che dell’isolamento, le cui conseguenze sono inevitabilmente legate anche all’apprendimento quasi azzerato. Lo studio è stato condotto dagli psicologi Andrea Paschetto e Susanna Feruglio, da Stefania Pascut responsabile Ufficio OMS Città Sane, dall'insegnante e ricercatore Damiano Cantone e da Marco D'Agostini, docente universitario, ricercatore in pedagogia, sotto il coordinamento dell'assessore comunale alla Salute Giovanni Barillari. 

Il questionario

I partecipanti hanno riposto in maniera anonima al questionario somministrato online tramite Google Moduli durante il mese di ottobre 2021, facendo riferimento alla loro personale esperienza della Dad vissuta durante l’anno accademico precedente (settembre 2020 – giugno 2021. Il questionario, appositamente sviluppato per i fini di questo studio, si è composto di 31 item (30 a risposta chiusa e 1 a risposta aperta) suddivisi in tre aree tematiche principali: tecnologie, ambiente e metodologie didattiche; relazioni; esperienza individuale, motivazione e impegno.

Sofferenza e scarsa attenzione

Globalmente i dati raccolti hanno messo in luce un rilevante vissuto di sofferenza da parte di studentesse e studenti durante il periodo passato in Dad, in modo trasversale rispetto alle età. I ragazzi e le ragazze ne hanno risentito a diversi livelli: è mancata la dimensione sociale, il rapporto con gli insegnanti è peggiorato, l’umore è diventato irritabile, la motivazione all’apprendimento è crollata. Anche l’attenzione e l’interesse per le lezioni sono diminuiti e la grande maggioranza dei discenti ha utilizzato altri dispositivi durante le lezioni, operando delle attività di multitasking potenzialmente deleterie per il livello di concentrazione e presenza, e di conseguenza per l’apprendimento e la capacità di riflessione e rielaborazione dei contenuti sia in autonomia che nel confronto con i pari.

Le relazioni

Per quanto riguarda l’aspetto relazionale, sembra che per studentesse e studenti sia stato possibile rimanere in contatto con i compagni di classe e continuare a coltivare le loro amicizie grazie all’uso dei dispositivi digitali, ma d’altra parte questi strumenti non hanno potuto rimpiazzare completamente i momenti di condivisione vissuti nel contesto scolastico di cui la maggior parte dei ragazzi ha sentito la mancanza. È questo uno dei paradossi dei mezzi tecnologici che offrono un’illusione di relazione e presenza, ma che in realtà possono causare progressiva frustrazione, solitudine, perdita di senso e abbassamento dell’autostima. Il peggioramento del rapporto con i docenti è un dato allarmante che potrebbe avere delle gravi ricadute sull’apprendimento: l’efficacia della didattica, infatti, non è una mera veicolazione di informazioni ma è rappresentata da un flusso comunicativo che comprende anche aspetti emotivi e relazionali. Anche la valutazione del benessere emotivo degli e delle adolescenti intervistati in questo studio ha evidenziato un vissuto di disagio: è stato rilevato un abbassamento generale delle emozioni positive, così come una presenza rilevante di emozioni negative, in primis nervosismo, agitazione e turbamento, durante le lezioni in Dad. Questi dati sono in linea con quanto era emerso da uno studio sugli effetti psicologici del primo lockdown, a cui aveva partecipato un campione di adolescenti del Friuli Venezia Giulia e del Veneto (Feruglio et al., 2022): i ragazzi avevano mostrato un aumento della preoccupazione, dei sintomi di ansia e delle emozioni negative, e una riduzione di quelle positive.

I dati

Lo studio ha previsto la somministrazione agli studenti e alle studentesse di questionari di autovalutazione le cui domande riguardavano quattro tematiche principali: a) l’ambiente, le tecnologie e le metodologie didattiche; b) le relazioni; c) l’esperienza individuale, la motivazione e l’impegno; d) la frequenza delle emozioni positive e negative. L’invito è stato esteso a tutte le scuole della provincia di Udine, con la partecipazione effettiva di 20 scuole, così suddivise nelle percentuali: 59% licei, 36% istituti tecnici, 5% istituti professionali per un numero complessivo di 1.377 studentesse e studenti (l’età media è di 16,5 anni e il 52,4% delle persone che hanno risposto sono femmine) frequentanti le classi seconde (23,7%), terze (28,3%), quarte (25,2%) e quinte (22,8%). Sono stati coinvolti studenti e studentesse dal secondo al quinto anno delle superiori, che dunque frequentavano questo ordine di scuola anche l’anno scorso (2020-2021), quando l’uso della Dad è stato più massiccio.  

Risultati

I risultati ottenuti afferiscono alle principali aree di interesse. Cominciando da quella che si riferisce alle tecnologie, all’ambiente e alle metodologie didattiche, il 49.1% dei partecipanti ha seguito le lezioni in Dad utilizzando un portatile e il 30.3% un tablet. Il 41% ha avuto spesso problemi di connessione. Quasi la metà degli studenti aveva a disposizione uno spazio molto silenzioso (44%) e molto comodo (49.1%) per seguire le lezioni. Inoltre, l’82.8% ha dichiarato che non c’erano altre persone nella stanza. Secondo gli studenti la metodologia didattica più efficace adottata durante la Dad è stata l’uso di slide (34.2%) e le discussioni (26.1%), mentre la meno efficace è stata la lezione frontale senza slide (43%). Durante le lezioni i docenti tenevano la webcam accesa spesso o sempre (92,4%), per contro solo uno studente su due faceva altrettanto (53,9%). Dal punto di vista relazionale per la maggior parte dei partecipanti c’è stato un peggioramento nella relazione con i docenti (52.2%) durante le lezioni a distanza, e il 56.3% ha dichiarato che non si è sentito parte di un gruppo classe. Inoltre, al 61.8% è mancata  la dimensione sociale della vita scolastica e i momenti di condivisione al di fuori delle lezioni. D’altra parte, i rapporti con compagni e compagne di classe sono rimasti invariati per il 52.6% degli studenti e per una consistente minoranza c’è stato un miglioramento (20.9%).

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Rispetto all’esperienza individuale, alla motivazione e all’impegno, il 55.7% degli studenti e delle studentesse ha affermato che durante le lezioni utilizzava contemporaneamente anche lo smartphone, mentre il 25.3% dei partecipanti non utilizzava altri dispositivi. In generale, il 63.1% ha dichiarato che durante le lezioni faceva anche altro e il 21.7% che seguiva solo alcune lezioni durante la mattinata. La maggior parte dei rispondenti, nonostante l’impegno per seguire tutte le lezioni ha dichiarato che spesso si distraeva (60.4%). Infine, la Dad ha inciso negativamente sulla motivazione allo studio per il 65% degli intervistati e il 43.9% ha percepito la Dad come più impegnativa rispetto alla didattica in presenza. D’altra parte, il 41.7% ha percepito questa modalità didattica come meno impegnativa e il 49.3% ha dichiarato che l’impegno pomeridiano per lo studio è diminuito. I risultati scolastici sono rimasti invariati per il 44.5%.

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Rispetto alle emozioni positive e negative, il campione ha totalizzato una media di 23,4 (ds=7,1) nella scala delle emozioni positive e 23,8 (ds=9,3) nella scala delle emozioni negative. gli studenti e le studentesse hanno riportato in generale una riduzione delle emozioni positive durante la DAD. Da un punto di vista qualitativo, il PANAS ha messo in luce come gran parte dei rispondenti si siano sentiti poco o per nulla interessati (47,8%), attenti (46,1%) e concentrati (52,9%) durante le lezioni in DAD. D’altra parte, le emozioni prevalenti, che i ragazzi hanno dichiarato di aver provato molto o moltissimo durante le lezioni erano negative: erano nervosi (41,5%), agitati (32,2%), turbati (25,8%).

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Evoluzione del progetto

Il gruppo di ricerca, in collaborazione con il Comune di Udine, l’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Udine e l’Università degli Studi di Udine con il Dipartimento di Lingue e letterature, comunicazione, formazione e società e l’Associazione Culturale Territori delle Idee, oltre a presentare i dati sul territorio con le pubblicazioni previste nei confronti della cittadinanza, ha in programma una serie di incontri nelle scuole con finalità psico-pedagogiche, sia per studenti che per insegnanti. Il gruppo di ricerca è intenzionato a proseguire anche nei prossimi anni il monitoraggio, attraverso percorsi e interventi programmati nelle scuole per affrontare una situazione quantomeno complessa. 

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