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Sono 40mila i posti di lavoro a rischio in Friuli Venezia Giulia

Ma la fiducia delle imprese del settore terziario in regione risale più della media italiana

Da un parte sale la fiducia del comparto terziario in Friuli Venezia Giulia, in misura maggiore rispetto al resto d'Italia, anche nei settori più colpiti dalla crisi come il turismo. Dall'altra i timori per i contraccolpi che potrebbero esserci sull'occupazione, con ben 40 mila posti di lavoro a rischio, a causa dei possibili effetti dello sblocco dei licenziamenti. Circa un quinto delle imprese del terziario del Fvg potrebbe ridurre gli organici.

Questo è quanto emerge, in generale, dall'Osservatorio congiunturale sul primo trimestre, curato dal direttore scientifico di Format Research Pierluigi. "Un anno di pandemia ha modificato le abitudini dei consumatori con conseguenti ripercussioni sui ricavi. Da qui al 30 giugno 2021 ci si aspetta tuttavia un miglioramento che, pur mantenendo l’indicatore congiunturale sotto i livelli pre-crisi, posizionerà il Fvg oltre la media Italia. La risalita che appare più lenta è quella dei pubblici esercizi, complice la ripartenza a metà avviata dal 26 aprile, che impedisce di fatto ai locali privi di dehors di riprendere a pieno ritmo l’attività, anche a causa del meteo avverso delle ultime settimane. Anche in questo settore, peraltro, le aspettative per i prossimi mesi coincidono con il miglior risultato da quando è esplosa la crisi."

In questo scenario, c'è una sostanziale fiducia per le misure a contenimento della crisi dal punto di vista economico adottate dal governo Draghi da parte dei cittadini e delle imprese della regione. Addirittura superiore per quanto riguarda l'efficacia delle misure adottate dall’amministrazione a guida Fedriga. Nell’arco dei mesi della crisi è aumentata di +9 punti la quota di imprenditori soddisfatti dell’operato del Governo regionale, specialmente a sostegno delle imprese e del turismo.

Le imprese

Ci sono  oltre 77mila imprese extra agricole in Friuli Venezia Giulia, di cui più di 51mila operative nel terziario, il 66% del totale. Il ruolo del terziario è centrale anche in termini di occupati  con il 61% dei lavoratori privati in regione e per la ricchezza prodotta che arriva a 24 miliardi di euro su 33 totali.

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La fotografia della situazione

L e conseguenze dell'emergenza sanitaria hanno avuto effetti diversi a seconda del settore merceologico. Comparti come la manifattura e le costruzioni hanno avuto un recupero molto più veloce rispetto a quello dell' imprese del commercio, del turismo e dei servizi, la maggior parte delle quali risulta ancora in difficoltà.

Nella prima parte del 2021 torna però a crescere la fiducia delle imprese del terziario Fvg, pure nel settore del turismo, duramente colpito, per l’andamento della propria attività .L’indicatore congiunturale, che somma coloro che hanno ravvisato un miglioramento della situazione e la metà di coloro che hanno rilevato una situazione invariata, è previsto pari a 38 a giugno, in aumento rispetto all’attuale 33. Con una tendenza  a riavvicinarsi ai valori precedenti lo scoppio della pandemia. 

Nonostante la crisi dei consumi, i pubblici esercizi, pur in lenta risalita, esprimono grandi aspettative per i prossimi mesi estivi. Gli imprenditori del Fvg, anche a fronte delle oggettive difficoltà rappresentate dalle misure a contrasto dell’emergenza sanitaria, mostrano un elevato grado di resilienza e un livello di fiducia più alto della media nazionale.

Resta più incerta la situazione occupazionale, che ha beneficiato fino ad oggi del blocco dei licenziamenti. La riduzione degli organici delle imprese ha riguardato esclusivamente il personale meno stabile. Gli effetti della crisi sono attesi nella seconda metà del 2021. 

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Liquidità e credito

I tempi di pagamento sono più lunghi rispetto ai livelli precedenti la crisi, pur essendo in miglioramento rispetto al 2020. Questo incide sulla liquidità delle imprese del terziario del Fvg, aumentandone il fabbisogno finanziario. Da qui la 30 giugno, l’indicatore congiunturale è previsto in crescita, posizionando la regione al di sopra della media in Italia

Inoltre, durante la crisi, è cresciuta la richiesta di credito e finanziamenti bancari da parte delle imprese del terziario del Fvg.  Il 70% delle domande ha ottenuto risposta positiva. L’iniezione di liquidità da parte delle banche  che si attesta ad +8% nell’anno del Covid rispetto all’anno precedente,  è stata in gran parte utilizzata per coprire i costi fissi e si è rivelata fondamentale per mantenere a galla le imprese nei periodi più duri. Si deve tuttavia evidenziare che questi finanziamenti potrebbero tramutarsi in debiti difficili da saldare nei prossimi anni. Non a caso, è in peggioramento la percezione degli imprenditori della regione circa la durata dei finanziamenti concessi per la restituzione del prestito.

Misure anticrisi

Il giudizio nei confronti del governo Draghi ha registrato un sostanziale apprezzamento per gestione della crisi sanitaria

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E il riscontro circa gli interventi a sfondo economico sta progressivamente ottenendo consensi  sia da parte dei cittadini del Friuli Venezia Giulia, sia da parte delle imprese del commercio, del turismo e dei servizi.

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Nel complesso, ben il 44% delle imprese del terziario del Fvg riscontra un effettivo cambio di passo ad opera del governo a guida Draghi rispetto al precedente esecutivo. Mentre, per quanto riguarda l’operato del governo Fedriga, il 70% dei cittadini del Fvg giudica efficaci le misure economiche fin qui messe in campo. Ci sono quindi +11 punti rispetto al feedback espresso relativamente all’operato del governo centrale, che pure è visto in miglioramento negli ultimi mesi.

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Il riscontro per le misure economiche adottate a livello regionale diventa ancor più positivo presso le imprese del terziario, che dimostrano di aver apprezzato gli sforzi messi in campo a sostegno del tessuto produttivo del territorio. 

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