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Ok ad AstraZeneca, Fedriga: "Noi abbiamo preparato l'esercito, ora l'Ue ci deve dare le munizioni che sono i vaccini"

Dopo il via libera ad AstraZeneca, i cui "benefici superano i rischi", in Fvg ripartono le somministrazioni. "Tutte le componenti della nostra comunità si sono messe a disposizione"

Riprendono le vaccinazioni AstraZeneca in Italia dopo che l'Agenzia Europea del Farmaco (Ema) ha detto che è "sicuro ed efficace" e che "i suoi benefici superano i rischi".

In Friuli Venezia Giulia

"I nuovi centri che stiamo aprendo in tutto il Friuli Venezia Giulia sono strumenti indispensabili per rendere il più efficace possibile la somministrazione dei vaccini. Noi abbiamo preparato l'esercito, ora l'Unione europea ci deve dare le munizioni che sono rappresentate dai vaccini". Queste le parole del governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga. "È inaccettabile - ha affermato Fedriga - che nel primo trimestre, secondo le ultime stime, ci sia stato un taglio del 45 per cento delle dosi che dovevano essere consegnate. Inoltre adesso ci viene detto che nel secondo trimestre AstraZeneca passerà da 180 a 70 milioni di dosi, con un taglio di 110 milioni per i Paesi dell'Ue".

"Tutte le componenti della nostra comunità si stanno mettendo a disposizione concretamene e con decisione per favorire al massimo una campagna veloce ed efficace. Se non ci sono le dosi però questo obiettivo non si può raggiungere. Per questo - ha sottolineato Fedriga - facciamo un appello alle istituzioni preposte affinché i vaccini vengano forniti velocemente". 
"Stiamo portando avanti una campagna massiva nel Friuli Venezia Giulia - ha ricordato il vicegovernatore Riccardi -. Abbiamo aperto a Trieste e a Tolmezzo, ieri a Gorizia, prima ancora a Cividale. A breve apriremo a Pordenone e a Codroipo e poi a Latisana a dimostrazione che il nostro piano prende corpo giorno dopo giorno. Per obiettivi raggiunti siamo infatti la terza Regione in Italia per quanto riguarda la somministrazione della seconda dose e la quarta se prendiamo in considerazione solo la prima. Il nostro sistema sanitario - ha aggiunto Riccardi - è organizzato per condurre questo importante lavoro. È chiaro che adesso dobbiamo avere garanzie sui flussi e sulle dosi che devono essere consegnate".

"Contiamo anche di ridefinire la nostra programmazione. Dopo aver completato gli over 80, vogliamo partire subito con la seconda priorità prevista dal Piano nazionale, quella che coinvolge l'area della vulnerabilità alla quale - ha concluso Riccardi - dobbiamo dare le risposte attese dai nostri cittadini".

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