Giovedì, 29 Luglio 2021
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Scioperano i lavoratori dell'igiene ambientale

Protestano per l'articolo 177 del codice degli appalti. Per i sindacati, il rischio è la perdita di tanti posti di lavoro anche in Friuli

rifiuti

I lavoratori del comparto igiene ambientale incroceranno le braccia mercoledì 30 giugno alle ore undici. La protesta andrà in scena in piazza Unità d'Italia a Trieste per contestare l'articolo 177 del codice degli appalti. In Friuli i lavoratori del settore sono circa mille e cinquescento.

Secondo i Sindacati, l'applicazione dell'articolo 177 da gennaio 2022, articolo che obbliga le aziende concessionarie della raccolta dei rifiuti e della pulizia delle città ad esternalizzare l’80 per cento di tutte le attività, comporterà la perdita di diversi posti di lavoro.

Questo perché le aziende dovranno procedere anche nei casi in cui le attività previste vengano svolte direttamente dal proprio personale. Così facendo, il rischio concreto è quello di azzerare di fatto un servizio essenziale per le comunità e di abbassare la qualità di un servizio essenziale, come quello della raccolta dei rifiuti e della pulizia delle città.

Si tratta di una norma che, secondo le sigle sindacali, andrebbe corretta immediatamente perché, da una parte, obbliga le aziende a spezzettare rapidamente il servizio con gare al ribasso, e, dall’altra, destruttura un servizio fondamentale, privandolo di professionalità cresciute negli anni. 

"Parliamo di un settore – spiegano i rappresentanti di Fp Cgil, Fit Cisl e UilTrasporti – importantissimo e che si è rivelato ancor più fondamentale durante la pandemia e il lockdown, permettendo al Paese, nel suo momento più duro, di continuare a conferire i rifiuti senza nessun rallentamento nella raccolta e nel servizio di pulizia. Chiediamo alla politica di intervenire immediatamente e di salvaguardare tutti quei lavoratori e lavoratrici che si dedicano ad un servizio di pubblica utilità, di cui beneficiano tutti i cittadini." Inoltre, aggiungono: "Allo stesso tempo, è necessario investire di più, anche in regione, nell’economia circolare, così come previsto anche nel PNRR, affinché il settore implementi la sua capacità impiantistica e diventi sempre più industrializzato: questo a tutela degli operatori e contro le sciagurate privatizzazioni spezzatino.”

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