In coda per le friulane che piacciono a Kate Moss: milanesi in attesa per ore

Sì, stiamo parlando delle calzature tipiche della nostra regione che nel giro di qualche anno sono diventate un vero "must" della moda milanese e non solo

La fila fuori da Calzature Gallon, a Milano, pochi giorni fa (foto da Il Post) e Kate Moss con ai piedi le friulane

Nate come calzature povere, le friulane – gli scarpèts – sono ormai diventate un accessorio alla moda, ricercato online, nei pochi negozi che le vendono fuori dal Friuli e che si vede ormai ai piedi di donne e uomini in cerca di originalità ed eleganza. Un anno fa, la rivista di moda Marie Claire le definiva "alternativa chic" alle espradillas, storpiandone però il nome in "frulane". Chissà le donne carniche che cucivano scarpets per tutta la famiglia cosa ne penserebbero, se ne andrebbero orgogliose o, piuttosto, farebbero una smorfia e nel loro silenzio continuerebbero le loro faccende. Fatto sta che ormai la moda è stata lanciata e ad attingerne a piene mani sono, oltre le boutique e i negozi online, le persone alla ricerca di un qualcosa che li distingua sempre e comunque.

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Cosa c'è di meglio, allora, che indossare un paio di calzature dalla storia così originale (venivano cucite a mano con materiali di scarto in Carnia, per essere usate dalle famiglie povere) e che grazie al marketing diventano un prodotto di nicchia che piace pure alle star mondiali come Kate Moss? Comode, casual, unisex, personalizzabili ed economiche: ora non si usano più solo per stare in casa ma anche per uscire, abbinate a qualsiasi tipo di outfit. Come tutti gli oggetti che attirano l'attenzione del business della moda, però, anche per le friulane il "rischio imitazione" è molto alto: la loro forza è, senza dubbio, quella di essere un prodotto interamente fatto a mano, nato dagli scarti e dagli scampoli di tessuti e materiali che si trovavano nelle vecchie case contadine. Questa, però, per il mondo votato al consumo e al consumismo in cui siamo calati, può essere anche la loro debolezza: troppo tempo per farle per un guadagno così basso. Plastica, colla e produzione industriale stanno minacciando l'originalità delle friulane e, soprattutto, il lavoro dei piccoli laboratori artigiani che continuano a produrle come una volta. Come in Carnia. 

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