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Sabato, 4 Febbraio 2023
Legge Regionale / Ruda

"Con la riforma regionale sulla disabilità a rischio servizi già organizzati ed efficienti"

Il sindaco di Ruda, Franco Lenarduzzi: “No all'aziendalizzazione del Campp. Tuteliamo la struttura e facciamolo subito”

Timore in Friuli Venezia Giulia per alcune conseguenze della riforma sulla disabilità. Per il sindaco di Ruda Franco Lenarduzzi, il rischio maggiore lo corre il Campp. "L'applicazione in Friuli Venezia Giulia della nuova legge sulla disabilità non deve portare ad aziendalizzare il Campp. Serve, con urgenza, un percorso condiviso che, nel rispetto delle norme, garantisca al Campp la sua reale autonomia, la stessa che in tanti anni lo ha reso importante ed efficiente".

Cosa sono

Sono i servizi offerti alle persone con disabilità per favorire l’inserimento lavorativo, l’accoglienza in centri diurni per attività di mantenimento delle abilità acquisite e di socializzazione nonché per l’accoglienza residenziale nel caso in cui la persona sia priva di un nucleo familiare che lo possa assistere. Tali servizi vengono gestiti direttamente dal Consorzio per l’assistenza medico psicopedagogica.

Timori

Non sono poche le preoccupazioni. L’applicazione della legge nazionale anche qui in Friuli Venezia Giulia, con i nuovi livelli essenziali di assistenza integrati al sistema gestione della disabilità, porrà il tema, da parte dell'azienda sanitaria Asufc, di integrare il ruolo del Campp”. Una preoccupazione, quella del primo cittadino di Ruda, condivisa da tutti i presenti, soprattutto nell’ottica di una scadenza elettorale ormai vicina. “La riforma dovrà essere attuata nel 2023 e, tra elezioni regionali e insediamento della nuova amministrazione, si rischiano di perdere mesi preziosi. Il tempo gioca contro la tutela del Campp: dobbiamo scongiurare che la mancanza di messa in sicurezza di questo sistema organizzato ed efficiente, possa finire con il danneggiamento dei servizi. Ad oggi, i fondi regionali sono trasferiti in base alla popolazione residente. Questa è in calo, per cui i fondi stanno diminuendo. Quindi bisogna chiedere alla Regione di rivedere l'impianto inserendo anche indicatori di intensità (carico in aumento delle persone con disabilità gravi) e qualità (servizi innovativi e sperimentazioni). Inoltre abbiamo il dovere di tutelare l'intera dotazione organica dell'ente. Il personale del Campp di fatto è specificamente formato e ne va salvaguardata la professionalità anche qualora in futuro passasse nell'alveo della Asufc”. E aggiunge Franco Lenarduzzi: “Si trovi la strada per stabilizzare gli educatori e "tecnici dell'inserimento lavorativo" ora a tempo determinato. Si debbono confermare le realtà progettuali innovative che il Campp ha promosso in questi anni (UET, CAMPPUS, vita indipendente). In virtù della collaborazione messa in atto in questi anni, nella Bassa Friulana esiste la Cabina di Regia (Servizi sociali di Ambito, Campp e Distretti sanitari) che funge da esperienza di programmazione".

Il timore è anche legato al fatto che non si conoscono i futuri interlocutori dell'Azienda sanitaria. "Sotto gli occhi di tutti invece è lo stato di difficoltà nel quale si trova il sistema sanitario nei confronti della gestione delle problematiche sulla disabilità. Purtroppo sono in aumento le casistiche relative al disagio "autistico": i servizi aziendali, pur facendo tutto il possibile, sono carenti nel personale soprattutto nell'ambito di neuropsichiatria infantile. Mentre sembra addirittura abbandonato completamente il tema della Salute Mentale e psichiatria”, conclude Lenarduzzi.

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