Giovedì, 21 Ottobre 2021
Attualità

L'appello: decongestionare subito i reparti degli ospedali che sono allo stremo

La richiesta è stata avanzata dai sindacati della Dirigenza Medica e Sanitaria del Fvg che ricevono segnalazioni di situazioni insostenibili e reparti misti

Mettere maggiormente a disposizione le strutture aziendali ed il personale in servizio per l’assistenza ai pazienti Covid; rimodulare adeguatamente (dove sia necessario in condizioni di emergenza) le attività programmate non urgenti; impegnarsi a procedere alle stabilizzazioni dei dirigenti, prolungare fino ad assunzione gli incarichi a tempo determinato, applicare nuove procedure per reperire il personale necessario; impiegare i medici specializzandi presenti nelle strutture regionali a supporto dei reparti in difficoltà; finalizzare le risorse regionali con priorità per le attività Covid correlate. Sono queste le proposte avanzate dai sindacati della Dirigenza Medica e Sanitaria del Fvg e indirizzati in una lettera al presidente della regione Fedriga e al suo vice Riccardi. 

Ospedale di Udine

"Lo spettacolo indecoroso delle file di ambulanze in attesa davanti alle porte e la lettera del Dirigenti Medici del Pronto Soccorso di Udine colpisce la nostra coscienza di cittadini, di medici e responsabili di Associazioni Sindacali - si legge nel documento.  Gli allarmi e le preoccupazioni che erano stati avanzati da AAROI EMAC 20 giorni fa, puntualmente sono ora confermati dalla realtà. I colleghi medici di Udine denunciano in modo realistico e documentato una situazione insostenibile, risultato di una carenza di strutture fisiche e di personale per l’assistenza dei pazienti Covid. Il loro appello non deve essere ignorato".

Ospedale di Palmanova

"La situazione non è migliore in altre strutture del Servizio Sanitario Regionale. A solo titolo di esempio, sempre in ASUFC nell’ospedale di Palmanova, designato Covid per tutta l’azienda, la situazione è insostenibile per medici, infermieri e pazienti ed il reparto Covid attualmente conta 95 degenti, 5 dei quali in Osservazione Breve Intensiva (OBI) tutti gestiti da pochi medici, anche non internisti ed inviati da altri ospedali, che faticano a coprire la turnazione. La terapia semintensiva Covid di 8 posti letto è di fatto una terapia intensiva. Il pronto soccorso Covid accoglie ben oltre gli standard di sicurezza e non di rado si formano code di ambulanze, con utente a bordo in attesa di essere preso in carico. I pazienti accolti, inquadrati e trattati, stazionano per ore e talvolta giorni in regime di OBI presso gli stessi locali in attesa di posto letto, del presidio o presso altra struttura".

I reparti misti

"La Medicina “ordinaria” - proseguono - è di fatto diventata un reparto misto, con rischi per degenti e operatori che sono decimati per dirottamento in Covid (impegno già ottemperato e non riconosciuto nella prima ondata) e positività. Al momento l’ospedale non accoglie più, ed è più che mai evidente che la sofferenza degli ospedali di rete ha difficoltà ad emergere. Non possiamo più attendere dati epidemiologici che “seguono” l’andamento reale del contagio e non possiamo aspettare previsioni sul futuro. Dobbiamo tutti agire ora nell’immediato, pena il collasso del sistema.

L'appello

"Al vicepresidente assessore Riccardi - concludono - chiediamo un intervento urgente per il tramite delle direzioni aziendali, al fine di decongestionare i reparti che sono allo stremo. Il balletto sui numeri di posti letto presenti/disponibili/attivabili deve finire: la realtà quotidiana è sotto gli occhi di tutti, e richiede il massimo impegno da parte di chi organizza i servizi sanitari. 
La seconda ondata era prevista. Già da ottobre 2020 la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici aveva chiesto misure restrittive severe, unico modo per limitare il contagio. E per molti invece la questione essenziale era il passaggio in zona gialla, arancione, rossa, come se fosse una classifica di merito o di bravura. I sindacati della Dirigenza Medica e Sanitaria hanno il dovere di valutare i livelli di assistenza e di difendere il diritto costituzionalmente garantito di tutela della salute dei cittadini, e pertanto ribadiscono ancora una volta la loro richiesta di un maggiore coinvolgimento nella programmazione sanitaria, quali veri rappresentanti dei Professionisti della Salute del Servizio Sanitario Regionale.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

L'appello: decongestionare subito i reparti degli ospedali che sono allo stremo

UdineToday è in caricamento