Zona gialla: cosa cambia per le regioni a rischio
Un eventuale passaggio di fascia non rappresenterebbe un ritorno delle restrizioni. Ecco tutte le regole
L'Italia intera, compreso quindi il Friuli Venezia Giulia - la regione più a rischio -, resterà bianca almeno per un'altra settimana. Anche un eventuale passaggio di fascia però non rappresenterebbe un ritorno delle restrizioni, almeno per come le abbiamo conosciute durante la seconda ondata.
Le regole
In sostanza nelle aree gialle torna l'obbligo di mascherina all'aperto e il limite delle 4 persone a tavola al ristorante. Inoltre si riduce al 50% la capienza delle sale cinematografiche, teatrali e da concerto. In zona gialla la capienza consentita non può essere superiore al 50% di quella massima autorizzata e il numero massimo di spettatori non può comunque essere superiore a 2.500 per gli spettacoli all’aperto e a 1.000 per gli spettacoli al chiuso. Per le manifestazioni sportive: la capienza consentita non può essere superiore al 25% di quella massima autorizzata e, comunque, il numero massimo di spettatori non può essere superiore a 2.500 per gli impianti all’aperto e a 1.000 al chiuso. Anche la scuola resterebbe in presenza al 100% e non è previsto nessun limite agli spostamenti né ci sarebbe una serrata di bar, ristoranti e attività commerciali. Le misure più dure scattano solo con il passaggio in rosso e arancione.
Zona gialla, rossa e arancione: i parametri
Le regole sulle zone a a colori dovrebbero restare quelle attualmente in vigore. Si passa in zona gialla quando l'incidenza è superiore a 50 casi ogni 100mila abitanti, l'occupazione delle terapie intensive supera il 10% e quella delle aree mediche il 15%. La zona arancione scatta con un'incidenza di oltre i 150 casi ogni 100mila abitanti e se al contempo la soglia delle terapie intensive oltrepassa il 20% con i reparti ordinari al 30%. Per entrare in zona rossa invece all'incidenza pari o superiore a 150 casi per 100.000 abitanti devono abbinarsi un tasso di occupazione dei posti letto superiore al 40% in area medica e al 30% in terapia intensiva.
Le regioni a rischio
Ormai lo sappiamo da giorni: il Friuli Venezia Giulia è la regione con i dati peggiori d'Italia. In base agli ultimi dati quindi siamo la regione che più di tutte rischia il cambio di colore vista l'incidenza di circa 150 casi per 100mila abitanti e dove l'occupazione delle terapie intensive è all'11%. La percentuale ancora contenuta di ricoveri ordinari ci mette però in salvo, almeno per ora, dalla zona gialla. La provincia autonoma di Bolzano al contrario rischia solo per quel che riguarda i ricoveri ordinari (al 14%). Occhi puntati anche sulle Marche dove l'occupazione delle terapie intensive è al 9% (ma nei reparti ordinari è al 7%). In ogni caso nessuna di queste regioni si avvicina alla soglia che decreterebbe il passaggio in arancione (e farebbe scattare le restrizioni più severe).