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Martedì, 31 Gennaio 2023
Covid-19

Nuove regole per il cambio di colore: zona arancione e rossa più lontane

Chi arriva in ospedale con altre patologie e motivi non Covid forse non concorrerà più al calcolo dei posti occupati. Oggi arriva la decisione sui nuovi cambi di colore da lunedì 17 gennaio

Nuove regole per la conta dei positivi: regole che probabilmente allontaneranno le zone arancioni e rosse. Come chiesto dalle Regioni, chi arriva in ospedale con altre patologie e per altri motivi non Covid - traumi, infarti, operazioni chirurgiche - e si scopre solo lì, al momento del test in ingresso, positivo, probabilmente non concorrerà più al calcolo dei posti occupati. Il bollettino quotidiano continuerà sempre a segnalare il totale dei contagiati, ma il ministero della Salute sarebbe intenzionato a dare l'ok alla richiesta dei governatori. Sono i ricoveri Covid, quelli ordinari e in terapia intensiva, e non il numero di casi a causare i cambi di colore. Il secondo motivo per cui la zona arancione e zona rossa si allontanano, è che il picco è più vicino del previsto, forse sarà già la prossima settimana.

I dati

Il monitoraggio di oggi: Rt sale a 1,56 contro l'1,43 della scorsa settimana. L’incidenza settimanale a livello nazionale continua ad aumentare: 1988 ogni 100.000 abitanti. Il tasso di occupazione in terapia intensiva è al 17,5%, nei reparti di degenza al 27,1%. 13 Regioni/PPAA sono classificate a rischio alto. I ricoverati vanno comunque "tracciati come casi e comunicati ai sistemi di sorveglianza". Cambia però davvero tutto se un positivo asintomatico ricoverato per cause diverse dal Covid "qualora sia assegnato in isolamento al reparto di afferenza della patologia per la quale si rende necessario il ricovero, pur essendo tracciato come “caso”, non sarà conteggiato tra i ricoverati dell’area medica Covid, fermo restando il principio di separazione dei percorsi e sicurezza dei pazienti".

Secondo le stime più credibili i ricoverati “con” Covid e non “per” Covid sono circa il 30%. Se si abbassa di colpo la percentuale di occupazione dei letti ordinari (oggi al 27,5% con 17.648 ricoverati), per molte Regioni il rischio di finire in arancione viene rimandato, nel peggiore dei casi, a febbraio, quando il picco forse sarà già passato e l'ondata Omicron sarà alle spalle. Tagliando quello che si stima essere un 30% di "Covid non Covid", nessuna regione passerebbe più in arancione. Anzi, molte tornerebbero in fascia bianca, nonostante in questo momento il 27,1% dei reparti di medicina sia occupato da pazienti Covid. In definitiva, la richiesta arrivata dalle Regioni preoccupate di nuove restrizioni e di scivolare dal giallo all’arancione potrebbe essere questa volta accolta per davvero dal ministro della Salute Roberto Speranza, che la sta già facendo valutare ai suoi tecnici, anche se è difficile che il via libera arrivi prima dei passaggi di colore decisi oggi dopo il nuovo report dell’Iss.

Le regioni che cambiano colore 

La mappa delle regioni, nell'Italia del covid, oggi tra zona gialla e zona arancione cambierà. Il monitoraggio dell'Iss e la cabina di regia con i nuovi dati definiranno il colore, le regole e le misure per contrastare l'aumento dei contagi, trainati dalla variante Omicron. La zona gialla comprende gran parte del paese: Lombardia, Lazio, Abruzzo, Toscana, Valle d'Aosta. Emilia Romagna, Piemonte. Sicilia, Liguria, Marche, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Calabria, province autonome di Trento e Bolzano.

Spicca tra tutte la situazione della Valle d'Aosta, che arriva al 54% dei ricoveri nei reparti e al 21% in terapia intensiva: parametri, quindi, arancioni. Da lunedì 24 gennaio dovrebbe essere l'unica zona di Italia in arancione. Occhi puntati anche su Calabria, che sale al 39% in area non critica ma scende al 17% nelle rianimazioni e potrebbe quindi evitare la retrocessione. In bilico la Sicilia, il cui destino potrebbe decidersi al fotofinish. Il Friuli Venezia Giulia sfonda il tetto nei reparti, ma dovrebbe rimanere in zona gialla per le terapie intensive. Stesso discorso per la Lombardia e la Liguria. Salvo anche il Lazio, nonostante le terapie intensive oltre il limite. I dati lasciano respirare il Veneto, per ora.

Il Piemonte si salva dall’arancione aumentando di 970 i letti nei reparti ordinari, il che fa abbassare la percentuale dei posti occupati. Il ministero ha accettato la manovra, e comunque dalla prossima settimana partirà il nuovo sistema dei conteggi. In arancione, salvo altre sorprese, andrà la Valle d’Aosta, mentre la Campania passa in giallo. La Puglia è in bilico: ha raggiunto la soglia di sicurezza del 10 per cento di occupazione delle terapie intensive. In bilico tra zona bianca e zona gialla anche Umbria e Sardegna. Secondo le stime più realistiche, solo 4 regioni alla fin fine (Basilicata, Molise, Sardegna e Umbria) saranno ancora bianche lunedì 17 gennaio 2022.

Da domani altri 92 Comuni siciliani vanno in zona arancione fino a mercoledì 26 gennaio. Lo prevede l'ordinanza del presidente della Regione, Nello Musumeci, firmata su proposta del dipartimento regionale Asoe, per contenere i contagi da coronavirus nei territori coinvolti. Tra questi tre città capoluogo: Agrigento, Messina e Trapani. Salgono cosi' a 138 i Comuni siciliani nei quali sono previste misure restrittive. Info su today.it.

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