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Tamponi anti-covid ai turisti: la Regione pensa al piano per le località di mare friulane

A Grado e Lignano Sabbiadoro saranno allestiti dei centri tampone per permettere ai turisti e alla cittadinanza una permanenza sicura nelle località balneari

La stagione estiva, nonostante le apparenze meteorologiche, è alle porte: la Regione "In vista dell'avvio della stagione turistica estiva abbiamo avuto un incontro proficuo, che ha dato risposte precise ai sindaci delle due principali località balneari, Grado e Lignano, e ai rappresentanti delle categorie del settore in merito alla possibilità di potenziare l'offerta di centri tamponi a disposizione dei flussi di turisti stranieri che ne necessitano per il rientro nel proprio Paese", ha affermato l'assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini, al termine della videoconferenza a cui è intervenuto assieme al vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, per definire alcuni aspetti della ricettività turistica del Friuli Venezia Giulia nell'attuale fase pandemica.

Tamponi al mare

All'incontro sono intervenuti i sindaci delle due località balneari, Luca Fanotto e Dario Raugna assieme ai vertici di Git, Lisagest, Federalberghi, Confesercenti, Confcommercio. Nel corso dell'incontro il sindaco Fanotto ha ricevuto rassicurazioni in merito alla possibilità di individuare la più idonea soluzione logistica per l'attivazione di un centro tamponi, mentre il sindaco di Grado ha reso noto che verrà aperto a breve un centro tamponi gestito dall'Azienda speciale farmacia di Grado che insisterà su un'area di Git, oltre a quello già presente presso la Clinica Santa Eufemia in gestione a un operatore sanitario privato. La disponibilità della Regione è stata massima a collaborare per sostenere le richieste degli operatori nel limite delle proprie competenze. Quanto alla richiesta di compartecipazione ai costi che i turisti devono sostenere per realizzare i tamponi richiesti per il rientro nel proprio Paese, come accade in altri Stati, il vicegovernatore ha ricordato però con chiarezza quali siano i confini dell'intervento pubblico. "La sorveglianza sul rischio di contagio a tutela della comunità è - ha chiarito Riccardi - materia che rientra nel perimetro delle competenze della sanità pubblica e qui la Regione è pronta a fare la propria parte. Fare fronte ai costi del tampone al turista che è arrivato in regione perché il Paese d'origine impone il tampone per il suo rientro non è invece competenza del sistema pubblico in Italia, già sollecitato sul fronte della prevenzione e della risposta di stretto interesse sanitario a tutela della popolazione".

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