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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
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Green pass e negozi: cosa cambia da febbraio

L'ultimo decreto Covid stabilisce che servirà il certificato base per entrare nelle attività commerciali, con l’esclusione di "quelle necessarie per assicurare il soddisfacimento di esigenze essenziali", rimandando la decisione a un nuovo provvedimento

Dal 1° febbraio 2022 servirà il Green Pass semplice (quindi quello con il risultato negativo di un tampone) anche per entrare negli uffici pubblici, alla posta, in banca e nei negozi. Ma - ovviamente - ci sarà sempre una lunga serie di attività per le quali non sarà richiesto nessun certificato. Sicuramente per fare la spesa al supermercato, andare in farmacia, dal medico di base o dal veterinario non servirà il Green Pass, ma non è chiaro cosa succederà alle altre attività.

Nuovo Dpcm la prossima settimana

La prossima settimana probabilmente arriverà un nuovo Dpcm: lo prevede espressamente il decreto Covid varato dal governo il 5 gennaio con nuove misure per contrastare la pandemia (lo stesso che ha introdotto l’obbligo vaccinale per gli over 50). Quel decreto stabilisce che fino al 31 marzo è consentito esclusivamente ai soggetti in possesso di certificazione verde Covid-19 (tampone antigenico rapido o molecolare con risultato negativo) l'accesso ai "servizi alla persona" (dal 20 gennaio) e "ai pubblici uffici, servizi postali, bancari e finanziari, attività commerciali" (dal 1° febbraio) con l’esclusione di "quelli necessari per assicurare il soddisfacimento di esigenze essenziali e primarie della persona". Secondo quel che trapela, a differenza che in passato non si dovrebbe procedere in base ai codici Ateco: si cercherà, invece, "di tutelare le esigenze per ambiti: alimentazione (supermercati e alimentari), sanità (farmacie, ospedali, ambulatori dei medici di base), giustizia e pubblica sicurezza (sarà possibile fare una denuncia se si è vittime di reato senza dover esibire la certificazione verde)".

Deroghe

La deroga riguarderà secondo la Stampa tre settori, codici Ateco o meno: quello delle esigenze alimentari, sanitarie e la giustizia. Si entrerà senza tampone in negozi alimentari, supermercati, edicole e tabaccherie. Per «esigenze sanitarie urgenti e indifferibili» si potrà entrare anche in ospedali, ambulatori, farmacie e studi dentistici. Nei palazzi di giustizia gli unici esentati saranno "i testimoni e le parti del processo", quindi imputati e vittime dei reati. Senza Green Pass si può andare a esporre denuncia al commissariato o in una stazione dei carabinieri. Tutto questo fermo restando l'obbligo di vaccinazione per gli over 50. Da parrucchiere, barbiere ed estetista invece si entra solo se si ha almeno il tampone negativo.

No ai tamponi in parafarmacia

Nella commissione Affari costituzionali un emendamento proposto da Gianluca Castaldi (M5S) e che aveva ricevuto il parere positivo del governo e del relatore del provvedimento (Nazario Pagano, Forza Italia) è stato respinto con 13 voti contrari e 11 favorevoli. Si chiedeva di consentire alle parafarmacie di fare test molecolari e antigenici rapidi anti-Covid. Contro la modifica si è schierato tutto il centrodestra, con il supporto decisivo di Italia viva.

Via gli asintomatici dal conteggio dei casi

Con 200mila casi al giorno, il tracciamento è saltato ovunque. Le Regioni preparano una lettera per il ministero e l’Istituto superiore di sanità dove si chiede di cambiare alcune misure: considerare cioè casi solo i sintomatici, di togliere il tampone di fine quarantena per chi non ha sintomi e rivedere le regole per le scuole elementari.

Gli assessori alla Salute delle Regioni punterebbero dunque a modificare la definizione di caso, che andrebbe allineata alle prese di posizione dell’Ecdc, il Centro europeo per il controllo delle malattie: va ufficializzato quando c’è la positività al tampone ma anche dei sintomi o comunque segni compatibili con il Covid. La Lombardia partirà già domani e le altre Regioni, Piemonte in testa, sono pronte a seguirla, scorporando dai ricoveri Covid quel terzo di pazienti entrati per altre patologie che hanno scoperto di essere positivi con il tampone di ingresso negli ospedali. Una mossa che allontanerebbe in un sol colpo lo spettro del passaggio in arancione. 

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