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Dal Policlinico «50 posti letto disponibili da subito», Fontanini «no alla difesa dell'orticello»

La Casa di Cura diffonde una nota ufficiale in cui chiarisce le sue posizioni. Il sindaco invita a trovare una soluzione condivisa

«Il Policlinico è e resta sempre a disposizione della collettività per supportare il servizio sanitario. I 50 posti letto di medicina che ci erano stati chiesti il 16 marzo dall’AUSFC per ospitare i primi pazienti, restano utilizzabili già da ora se c’è la necessità di alleggerire i reparti dell’ospedale di Udine messi in difficoltà dall’emergenza Coronaviurs». Così si legge in una nota ufficiale diffusa dalla struttura di cura di viale Venezia, dopo le polemiche che si sono innescate ieri in seguito alle accuse di Massimo Braganti, direttore generale dell'Azienda sanitaria Friuli Centrale.

La disponibilità

«Il Policlinico, infatti, all’indomani della richiesta dell’ASUFC di supportare le attività di ricovero medico, ha prontamente messo a disposizione del Servizio Sanitario strutture, tecnologie e soprattutto personale: medici, biologi, tecnici, infermieri ed operatori sociosanitari si sono immediatamente mobilitati per assicurare i Servizi di Diagnostica per immagini, cardiologia e laboratorio analisi, tutti operanti, in caso di urgenza, anche di notte e nei giorni festivi» si legge nel documento. 

Cassa integrazione

C'è una precisazione anche sul personale in cassa integrazione: «In attesa della concreta attivazione dei posti messi a disposizione, il Policlinico ha ventilato la possibilità di ricorrere temporaneamente al Fondo di Integrazione Salariale (FIS) per i propri collaboratori a fronte di calo significativo delle attività (restano attive infatti solo le prestazioni indifferibili, come urgenze oncologiche, dialisi o prestazioni ambulatoriali con priorità B-breve). Il Policlinico Città di Udine conferma e ribadisce ulteriormente la piena disponibilità ad essere operativo con le sue strutture ed il suo personale nelle modalità che verranno richieste per garantire la salute dei cittadini nell’emergenza Covid-19».

Fontanini

Sulla vicenda, a un giorno di distanza, è intervenuto anche il sindaco Fontanini. «Trovo veramente assurdo che in un momento come quello attuale, in cui c’è un disperato bisogno di medici e infermieri, oltre 200 professionisti della sanità siano costretti a rimanere a casa. È di fondamentale importanza che tutti i soggetti chiamati alla gestione di questa epidemia, e soprattutto quelli impegnati nel settore della sanità, abbandonino le rigidità e la sterile difesa del proprio orticello, assumendo un atteggiamento costruttivo e collaborativo con le altre strutture e teso esclusivamente al perseguimento del bene rappresentato dalla salute pubblica».«Senza entrare nel merito della questione – chiude Fontanini –, non posso che augurarmi che la grave incomprensione sorta in questi giorni tra Azienda Sanitaria e Policlinico si risolva al più presto e che i professionisti ora a casa possano tornare al lavoro».

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