"La Dad è distanza della didattica": l'appello dei genitori udinesi per salvare la scuola

Un gruppo di genitori friulani si sta muovendo mossi dalla preoccupazione per le decisioni che sono state prese in merito alla scuola. C'è una petizione online che si rivolge alla politica

Dai 14 anni in su, i ragazzi sono stati privati del loro mondo, in tutto o in parte. Lo sport, la socialità, il cinema, la musica e, ovviamente, la scuola. L'aumento sistematico della percentuale di didattica a distanza, fino al 100% attuale, ha fatto riemergere prepotentemente le preoccupazioni e i disagi nati la scorsa primavera: quali sono le conseguenze psicologiche, emotive e formative che si ripercuoteranno sui giovani costretti a rinunciare a una fetta più che consistente della loro adolescenza. A prendersi carico di queste istanze, un gruppo di genitori di alcune scuole superiore di Udine che, oltre a diffondere una petizione online, sta cercando di coinvolgere anche gli esponenti della politica locale.

La lettera

Le parole dei genitori udinesi sono rivolte al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, al Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga oltre che all'Assessore al Lavoro, Formazione, Istruzione, Ricerca, Università e Famiglia Alessia Rosolen.

Pregiatissimi,

“La scelta è grave ma necessaria” è stata la risposta del Presidente Conte al Maestro Riccardo Muti. Noi tutti ci rendiamo conto che in questo momento le misure adottate dal Governo risultano gravose, benché necessarie, per molte categorie. Siamo Genitori di ragazze e ragazzi che frequentano le scuole secondarie di primo e di secondo grado che sentono la necessità di scriverVi perché profondamente preoccupati e amareggiati per le decisioni che sono state prese in merito alla Scuola. Abbiamo ascoltato, appoggiato e sostenuto tutto ciò che ci è stato chiesto di rispettare per il Bene di tutti, e abbiamo non solo sperato, ma creduto che la Scuola sarebbe stata tutelata e salvaguardata come entità che non può essere considerata alla stregua di tutto il resto. Abbiamo personalmente assistito all’assiduo lavoro e all’impegno che i Dirigenti delle varie scuole della Regione Friuli Venezia Giulia  hanno svolto durante l’estate per riuscire a garantire ai ragazzi la presenza a scuola per il maggior numero di ore possibile.

Riteniamo che purtroppo non sia stato fatto altrettanto da parte di altri settori che gravitano attorno alla scuola. Non è stato fatto nulla per implementare i trasporti, per evitare assembramenti alle fermate o sui mezzi; non s’è visto un lavoro coordinato e sinergico per assicurare trasporti sicuri (non affollati) e con la copertura di più fasce orarie pensate sulla base dei nuovi orari di ingresso e uscita da scuola, studiati per permettere afflussi scaglionati.

Seppur consapevoli delle difficoltà nella riorganizzazione dei trasporti, crediamo vi siano le condizioni per poter ripensare a delle soluzioni organizzative che rispondano ai bisogni urgenti che ad oggi si presentano.
Adesso la Scuola rimarrà chiusa!
Vogliamo mettere in luce che la DAD più che Didattica a Distanza, rappresenta la Distanza dalla Didattica! La natura della Scuola non sta nella distanza!

Non si può sostituire la didattica in presenza, né dal punto di vista didattico in senso stretto (acquisizione delle conoscenze e delle competenze), né per il ruolo educativo che la Scuola ha. Privare la generazione dei nostri figli della Scuola non potrà che avere effetti gravissimi sul piano relazionale e psicologico, oltre che su quello culturale.

Il vuoto formativo che si verrà a creare non potrà essere più colmato. I ragazzi più “fragili”, che dovrebbero essere maggiormente tutelati, in questo momento sono ancor più abbandonati e sofferenti. Abbiamo sostenuto i nostri ragazzi durante la fase del lockdown a primavera, già ben consapevoli dei rischi e dei danni che quei mesi di isolamento e di “non scuola” avrebbero potuto arrecare, ma l’abbiamo fatto responsabilmente convinti che tutto ciò fosse inevitabile e necessario.

I mesi estivi di “respiro” avrebbero dovuto essere Tempo per programmare, organizzare, pensare e “costruire” e per non farci trovare impreparati alla seconda ondata tanto temuta, prevista e annunciata dagli esperti. Ebbene? Tutto sembra un angosciante déjà vu.

Tant’è che la prima misura presa, esattamente come a febbraio, è stata chiudere la Scuola!

Scenario esattamente opposto rispetto ad altri Stati europei (Germania, Francia, Inghilterra, Austria) dove l’UNICA attività a rimanere aperta è proprio la Scuola! Quindi?

La Scuola è sicura! Rendiamo sicuro ciò che consente ai nostri ragazzi il raggiungimento della scuola: i trasporti. Ciò che noi genitori auspichiamo, è che in questo prossimo periodo si ripensi a mettere in atto le misure necessarie a far ripartire la Scuola nella sua pienezza. Sarà nostra attenzione far circolare la presente sui social affinché le venga data la massima visibilità  in modo che i genitori interessati possano condividerla. Nella certezza che le SS.LL condividano la nostra preoccupazione di genitori e cittadini,  garantiamo il supporto e la piena collaborazione delle famiglie, fiduciosi in una prossima azione concreta.

I firmatari

Genitori del Liceo Classico “J. Stellini”, del Liceo Scientifico “G. Marinelli”, dei Licei Classico Europeo e Scientifico Internazionale dell'Educandato Statale Collegio Uccellis, dell'ISIS "A. Malignani", del Liceo Scientifico “N. Copernico”, dell'Istituto Tecnico Commerciale “A. Zanon”, dell'ISIS ”B. Stringher”, dei Licei Linguistico e delle Scienze Umane “C. Percoto”, dell'Istituto Tecnico Agrario "Paolino d'Aquileia" di Cividale del F., del Liceo Artistico “G. Sello”.

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