Cinquant'anni di Palio, parte la "chiamata alle armi" per ricostruire la sua storia

Tutti “i paliensi”, dal 1972 a oggi, sono invitati a scrivere a info@teatroclubudine.it per ripercorrere la storia della manifestazione più longeva d'Italia

Una vera e propria chiamata alle armi. Una “call” lanciata a tutti coloro che hanno partecipato alle passate edizioni del palio teatrale studentesco. E sono tanti. Studenti, attori, registi, tecnici, sceneggiatori e molti altri ancora, che in cinquant'anni di vita della manifestazione sono saliti sul palcoscenico del Palamostre. Circa 20 mila, a partire da quel lontano 1972 quando nacque grazie alla felice intuizione di Rodolfo Castiglione e Ciro Nigris, allora direttore e presidente di Teatro Club. Se si mettono in fila 50 edizioni della manifestazione si ottengono circa 4 anni di rappresentazioni studentesche ininterrotte.

La più longeva iniziativa d'Italia in questo campo

Il Teatro Club Udine ha quindi deciso di festeggiare l'importante traguardo di quella che, molto probabilmente, è la più longeva iniziativa d’Italia in questo campo. Lo farà attraverso la raccolta di testimonianze, racconti, aneddoti, curiosità di tutti quelli che con i loro lavori hanno fatto sì che il Palio diventasse un appuntamento irrinunciabile della vita culturale della città.

Certo – spiega la presidente del Teatro Club, Alessandra Pergolese – nessuno nasconde che stiamo vivendo tutti, e il mondo del teatro in particolare, un momento difficile. Siamo convinti tuttavia che uno dei nostri doveri principali nei confronti dei giovani sia trasmettere loro speranza. Il raccogliere l'eredità del passato attraverso i 50 anni del Palio significa dunque trasmettere un messaggio per il futuro. Il Palio è appartenenza, ad un gruppo, ma, in fondo, alla società civile tutta”.

Ricostruire la storia del Palio studentesco in questi 50 anni

E così “dopo mesi di lavori – entra nel dettaglio il responsabile artistico per tutte le attività legate al Palio, Massimo Somaglino – abbiamo ricostruito gli ultimi anni. Sfogliando carte, verbali, foto di scena, appunti de registi, dagli archivi Castiglione a quelli del Teatro Club fino a quelli conservati dalle scuole, siamo riusciti a ripercorrere, spettacolo per spettacolo, i nomi dei partecipanti alle edizioni degli ultimi 30 anni. Insomma, pur avendo conservati tutti i titoli delle messinscene, vorremmo ricostruire anche i cast, e le storie complete di vita dei paliensi, dal 1972 al 2020”.

Necessaria una partecipazione collettiva

Ma di storia, il Palio, ne ha parecchia alle spalle. Cinquant'anni non sono pochi. “Ecco che si rende necessaria – prosegue Somaglino – una partecipazione collettiva, che siamo certi avrà la stessa intensità emotiva e partecipativa che, ogni anno, pervade chi il Palio lo vive, sia in veste di protagonista che in quella di spettatore. Vogliamo che tutti ci dicano se e quando hanno partecipato o se conoscono qualcuno che lo ha fatto. È l'unica forma di delazione – scherza l'attore e regista – che sarà ben accetta”.

Da qui la “call-ettiva”, una chiamata collettiva a farsi avanti e testimoniare il “io c'ero”, scrivendo una email a info@teatroclubudine.it per raccontare cosa si è portato in scena, con quale scuola, in che anno, chi sono stati i compagni di viaggio. Ma anche che professione svolge ora, se il palcoscenico lo ha abbandonato o continua ancora a calcarlo, professionalmente e non. Insomma una mini-biografia paliense che consentirà di ricostruire la storia completa della manifestazione.

La sorpresa fina che "resterà nella storia di Udine"

Una volta completato questo primo passaggio – anticipa Pergolese – procederemo a contattare chi ci ha voluto scrivere. In questo modo raccoglieremo le varie testimonianze per ricostruire la storia del Palio. Da quel momento – conclude – organizzeremo delle interviste specifiche, che saranno curate direttamente dagli studenti di oggi. Cosa accadrà alla fine di tutto questo percorso il Teatro Club ancora preferisce non svelarlo. Non c'è dubbio, comunque, che sarà un lavoro che resterà nella storia della città di Udine. Dunque, sotto a chi tocca".

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