Manu Chao e Mannarino innamorati del Friuli, le loro vacanze le hanno passate qui

I due artisti, ospiti del No Borders Music Festival, hanno deciso di soggiornare diversi giorni, prima e dopo i rispettivi concerti, nel Tarvisiano, apprezzando molto il nostro territorio

Alessandro Mannarino in cima al Canin

Questa è un'estate strana, per certi versi difficile, per altri indimenticabile. Sicuramente, gli operatori del mondo dello spettacolo non si scorderanno mai l'esperienza di organizzare degli eventi con il regime imposto per l'emergenza sanitaria in corso. Con un occhio alle terapie intensive e l'altro ai locali pieni di gente. Incertezze, dubbi e tanta voglia di continuare a proporre musica sono stati gli ingredienti base per i concerti organizzati in Friuli Venezia Giulia fino a questo momento, conditi da tanta passione e ricerca della sicurezza. 

La musica resiste

Tutto ciò ha significato un grande impegno, uno sforzo non sempre compreso da chi stava dall'altra parte e aspettava di potersi godere un po' di buona musica e non riuscendo a partecipare a causa dei posti limitati. C'è chi ha gridato al complotto, chi ha criticato il sistema di vendita e prenotazione dei biglietti e chi si è lamentato della gestione degli eventi. L'unica risposta possibile, in questi casi, è che il Friuli è stato fortunato ad avere chi si è preso la briga di organizzare, tra mille difficoltà, la certezza di guadagnarsi poco e niente e l'attenzione a non infrangere nessuna regola, eventi che stanno comunque coinvolgendo migliaia di persone.

No Borders: il gran finale

I festival

Uno dei festival che sta volgendo alla conclusione, portandosi dietro il suo consueto carico di adrenalina ed entusiasmo, è il No Borders Music Festival, che negli ultimi anni è riucito a portare davvero tantissime persone in luoghi lontani dai circuiti consueti degli eventi, ovvero in mezzo alle montagne. Tra gli ultimi protagonisti ci sono stati Manu Chao e Alessandro Mannarino: per entrambi due location di eccezione, l'altopiano del Montasio e il rifugio Gilberti, ai piedi del Monte Canin. Per entrambi si è trattato di scegliere: meno pubblico, più intimità e un'immersione nella natura. Ed entrambi, così come gli altri artisti che si sono esibiti durante il festival, si è trattato di adeguarsi a delle condizioni particolari. 

Immersione nel Fvg

Manu Chao e Mannarino, però, hanno deciso di approfittare della situazione, piuttosto che opporsi a regole non volute, ed entrambi hanno assecondato il momento scegliendo la lentezza. In questo caso, per i due artisti, si è trattato di rimanere tra le montagne del Friuli Venezia Giulia e accettare la quotidianità del luogo, fatta di una natura travolgente e maestosa ma anche di un'accoglienza genuina e sincera. 

Manu

Manu Chao è arrivato il 5 agosto, girando un po' nel tarvisiano, assaggiando diversi cibi della cucina locale, camminando in Val Bartolo e fermandosi in una baita. Ma l'artista è anche andato a fare un giro in bici per l'Alpe Adria fermandosi a Fusine e interagendo con chiunque gli capitasse a tiro. Dopo il suo concerto, il 7 agosto, si è fermato un paio d'ore in malga, mentre l'8 era sul Canin ad ascoltare il concerto di Mannarino e poi è andato a camminare tra le cime prima di dirigersi in Trentino, per il suo secondo concerto in Italia.

Alessandro

Mannarino, invece, è da fine luglio in Friuli: il cantautore romano è andato a camminare a Fusine, poi sul Canin, in bicicletta fino in Slovenia, si è goduto la salita alla Cima di Terrarossa, ha fatto le prove a Camporosso e in questi giorni cammina nel tarvisiano, scoprendo i nostri luoghi e, perché no, scoprendo anche se stesso. Durante il suo concerto ha rivelato ai presenti di essersi sentito partecipe della storia del luogo, un posto fatto di bellezza e sofferenza, un confine nel quale si è combattuto e che ora può diventare simbolo di riscatto, confidando al pubblico di essersi sentito ispirato a tal punto da recitare dei versi di Ungaretti. L'artista romano, poi, ha deciso di posare in cima al Canin con la maglia dell'associazione Ospiti in Arrivo, donatagli a fine del suo concerto, a testimonianza di una vicinanza davvero sentita alla nostra terra. 

Due presenza delicate e non invadenti, non sbandierate: due artisti che hanno deciso di capire il senso di un luogo, il Friuli, approfittando di un'estate strana, in un anno incredibile che lascerà molti strascichi e molti pensieri. Ma anche un ricordo bellissimo delle nostre montagne. 

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