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Massimiliano Fedriga

Massimiliano Fedriga

Italia tutta arancione come a Natale? Fedriga dice di no

Le posizioni emerse all'interno della Conferenza delle Regioni

Un cambio di passo sulle norme che determinano i colori delle Regioni, per evitare i continui cambi, che leghi le decisioni a parametri più oggettivi e anche alla possibilità di indenizzi immediati alle singole categorie. Il tutto però senza abbassare la guardia perché le varianti corrono e impongono strette mirate ed immediate. Le Regioni chiedono al nuovo Governo una diga ai contagi, ma anche misure che tengano conto dell'oggettiva realtà dei casi sul territorio e delle sofferenze economiche. Per questo, come ha sottolineato il presidente della conferenza della Regioni, Stefano Bonaccini, "è necessario che i provvedimenti restrittivi regionali siano adottati con l'intesa del ministro della Salute". Ma sulla possibilità di una Italia tutta arancione ipotizzata nei giorni scorsi, cioè restrizioni omogenee per l'intero territorio nazionale, si registrano dissensi. Sulla proposta avanzata venerdì da Bonaccini concordano Toscana, Campania e Lombardia, ma il vicepresidente della Conferenza Giovanni Toti, governatore ligure, ha espresso la sua contrarietà. Come lui anche Massimiliano Fedriga

Le considerazioni

"È necessario rivedere l'elenco delle attività economiche che mettono a rischio la tenuta sistema sanitario perché possono agevolare la diffusione del virus, le quali non possono riprendere e vanno indennizzate, dando invece alle altre la possibilità di riaprire in sicurezza. Questa valutazione deve però avvenire sulla base di criteri e studi scientifici che tengano conto della situazione attuale e non solo sulla scorta di quanto già attuato nelle prime fasi della pandemia". È questa la posizione espressa dal presidente del Friuli Venezia Giulia che ha ribadito la necessità di "valutare con attenzione le azioni di contrasto al Covid-19 evitando battaglie puramente ideologiche che spostano l'attenzione dalla drammatica situazione in cui versano le attività economiche". Il governatore ha inoltre rimarcato che "a tutela della salute dei cittadini e della tenuta economica del servizio sanitario regionale del Friuli Venezia Giulia e delle altre Regioni e Province a statuto speciale è importante che si concretizzino le rassicurazioni ricevute sull'assegnazione di fondi da parte del Governo alle Speciali per l'esecuzione dei vaccini per il Covid-19 da parte dei medici di medicina generale. Se le dotazioni economiche per quest'azione, fondamentale per il contrasto del coronavirus, avvenissero solo attraverso un aumento della dotazione del Fondo sanitario nazionale si creerebbero danni e squilibri intollerabili nei confronti delle Regioni che non aderiscono a quel fondo ma finanziano la sanità con risorse

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